PS5 Pro, arrivata sul mercato meno di un anno fa, era stata presentata come un passo in avanti sensibile rispetto al modello base: upscaling con intelligenza artificiale, ray tracing migliorato e prestazioni più fluide. Un hardware pensato per spingere i giochi a livelli visivi e tecnici inediti, giustificando così il prezzo più alto rispetto al modello base. Tuttavia, sempre più utenti stanno manifestando il proprio disappunto perché queste promesse di Sony non vengono mantenute in modo costante, creando frustrazione in chi si aspettava un’esperienza di gioco premium.
Come riportato da PushSquare, all’inizio titoli come Final Fantasy 7 Rebirth, Horizon Forbidden West e Stellar Blade hanno mostrato chiaramente le potenzialità del sistema, offrendo un miglioramento tangibile rispetto alla PS5 standard. Ma la situazione è cambiata con diversi giochi successivi: Silent Hill 2, pur avendo un supporto dedicato, è risultato confuso e poco ottimizzato; Silent Hill f ha evidenziato problemi legati al PSSR, la tecnologia di upscaling AI della console; Metal Gear Solid Delta: Snake Eater addirittura è stato giudicato inferiore alla versione per PS5 base nelle analisi tecniche.
Il problema non riguarda solo i giochi di Konami: Borderlands 4, per esempio, è arrivato sul mercato con problemi tecnici gravi e senza alcun supporto per PS5 Pro, alimentando la sensazione che molti sviluppatori non sfruttino a dovere l’hardware.
Naturalmente, esistono casi in cui la console lavora come previsto, ma l’emergere di una serie di titoli con supporto incompleto o addirittura assente sta generando crescente malcontento. Considerando l’investimento richiesto, alcuni appassionati iniziano a sentirsi penalizzati, temendo che l’hardware rischi di non esprimere mai davvero tutto il suo potenziale, ponendosi come una vera e propria occasione mancata (molto costosa).
