Entrambi I miei lettori avranno capito quanto tra me e l’Universo di Warhammer ci sia una sorta di attrazione fatale. Questo mi ha portato a scoprire decine e decine di titoli dall’altalenante qualità, dove però fortunatamente le bella sorprese superavano di grean lunga quelle brutte. E’ quindi incredibile vedere come l’universo creato da Games Workshop sia uno tra i più sfruttati nell’ambito dei videogiochi, con le infinite possibilità offerte dall’oscuro vecchio mondo. Proprio per questo Warhammer Chaosbane approccia l’universo del fantasy oscuro alla larghissima, sfruttando un periodo storico del brand poco utilizzato come quello della rifondazione dell’Impero da parte di Magnus il Pio, visto già nel buon Warhammer Mark of Chaos.


Chaosbane sfrutta un espediente di game design semplice ma efficace, omaggiare un prodotto di successo tanto da rasentare il plagio. Sebbene questa affermazione possa sembrare estremamente forte, c’è da dire che chiunque veda da lontano il titolo dei ragazzi francesi di Eko Software possa facilmente scambiarlo per Diablo. Tutto, dall’HUD all’utilizzo delle skill, sembra essere commutato dal titolo Blizzard, ma nonostante tutto Chaosbane riesce a mantenere una propria identità, complice ovviamente l’incredibile setting di Warhammer. L’impressione infatti è quella di avere tra le mani qualcosa di ancora acerbo e per certi versi anonimo se non fosse per il lavoro di ricostruzione svolto sulla storia di Warhammer Fantasy. Stiamo comunque parlando di un titolo ancora in fase beta, a cui abbiamo avuto accesso per pochi giorni e che comunque è stato in grado di divertirci, soprattuto per alcune componenti originali a che speriamo vengano approfondite nella release finale.

Warhammer Chaosbane è, nel caso non si fosse ancora capito, un action hack and slash dove potremmo scegliere tra quattro diversi personaggi, ognuno rappresentante una delle razze della Luce del vecchio mondo (umani, Nani ed Elfi) e dotati di un unico percoso di carriera, paragonabile alle classiche classi dei giochi di ruolo. Nella beta era disponibili solo il soldato imperiale e il mago alto elfo, ma nel gioco completo potremmo scegliere anche tra lo Sventratore Nano e il Ranger Elfo Silvano. La nostra scelta è ricaduta istantanemante sul mago di Saphery, proprio per testare la potenza distruttiva degli Asur e sopratutto, il sistema di controllo remoto degli incantesimi che avevamo già visto durante i nostri incontri alla Gamescom.  Il sistema di gioco è pressochè identico a tutti i Diablolike incontrati finora, ma la gestione delle skill ci ha incuriosito, sopratutto quelle ad area d’effetto. Tenendo premuta la barra spaziatrice sarà possibile guidare le magie d’attacco o le abilità offensive tra i ranghi dei nemici, tutto mentre continuiamo a muoverci e ad attaccare. Il risultato è un’overdose di esplosioni e arti smembrati che può regalare non poche soddisfazioni, aggiungendo quindi quel tocco di personalizzazione aggiuntiva nei combattimenti che non guasta mai.

A proposito di personalizzazione, anche dal punto di vista delle abilità Eko Softoware omaggia Diablo con una gestione molto simile a quella di Diablo 3, con le skill che si sbloccano livellando e il loro utilizzo è dettato da un costo in punti da bilanciare con le altre magie presenti. Più le magie sono potenti, meno potremmo averne. Tutte le skill inoltre hanno dei modificatori passivi che le renderanno più potenti e versatili nel corso del tempo, adattandole al nostro stile di gioco. Nonostante l’abbondanza di  skill e modifiche sia sicuramente un pregio, non ce la sentiamo di soprassedere sulla gestione delle stesse, dato che siamo davanti ad una delle interfacce più confusionarie e spartane mai viste; capire il tipo di skill e di mod in utilizzo è davvero ostico, così come la gestione dell’inventario, semplicemente da dimenticare, dove non si offre alcun tipo di organizzazione e con gli oggetti raccolti semplicemente gettati in mezzo alla plancia, con immagini talmente grandi e scomode che impediscono la corretta visualizzazione delle statistiche. Siamo sempre e comunque in una fase di beta, ma si ha l’impressione che manchino proprio dei passaggi fondamentali per un titolo del genere.

A conti fatti però, Warhammer Cahosbane riesce comunque a divertire, sopratutto grazie al quantitativo di nemic a schermo, alle location estremamente suggestivce e al design dei personaggi curato nei minimi particolari. Ci sentiamo comunque di rimandare ogni giudizio sul bilanciamento del gioco e sul multiplayer quando avremo a disposizione più tempo e delle modalità complete, dato che a quanto già visto e confermato dagli sviluppatori, il multigiocatore è esattamente quello per cui Warhammer Chaosbane è nato.

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