Il silenzio di Sony dopo la chiusura di Bluepoint è stato improvvisamente interrotto da un’iniziativa social che ha fatto discutere. L’account ufficiale PlayStation Germania ha pubblicato un post – poi rimosso – chiedendo agli utenti quale videogioco PlayStation del passato avrebbero voluto rivedere in versione remake. Una domanda apparentemente innocua, ma arrivata a pochi giorni dalla notizia della chiusura dello studio specializzato proprio in remake, è stata percepita da molti come una mossa fuori luogo.
The Gamer ricorda che Bluepoint Games, acquisita circa cinque anni fa, era diventata sinonimo di riedizioni di altissima qualità. Sotto il marchio PlayStation aveva firmato il remake PS5 di Demon’s Souls e in passato aveva lavorato anche a raccolte come Uncharted: The Nathan Drake Collection. Proprio per questo, la decisione di chiudere lo studio ha generato sorpresa e frustrazione: durante il periodo sotto l’etichetta PlayStation, Bluepoint non avrebbe sviluppato nuovi remake, nonostante la reputazione costruita in quel settore.
Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, la chiusura sarebbe stata comunicata internamente tramite un’email del boss PlayStation Herman Hulst. L’unico progetto affidato allo studio nel periodo più recente sarebbe stato un multiplayer di God of War, poi cancellato, un’iniziativa distante dal core storico del team. Questo elemento ha ulteriormente alimentato le critiche: perché acquisire uno studio celebre per remake, non assegnargli progetti coerenti e poi chiuderlo dopo cinque anni?
In questo contesto, il post di PlayStation Germania – tradotto in inglese come “Which PlayStation game would you like to see remade?” – è stato interpretato da molti come incapace di “leggere la stanza”. Le risposte della community sono state in larga parte polemiche, con toni aspri che hanno spinto la divisione tedesca a rimuovere il contenuto. Nulla però scompare davvero online, e gli screenshot del messaggio hanno continuato a circolare, alimentando il dibattito.
A rendere la situazione ancora più tesa contribuiscono le indiscrezioni su un possibile Bloodborne Remake mai entrato realmente in sviluppo, voce che da tempo accende l’immaginazione dei fan. L’idea che uno studio specializzato in riedizioni possa essere chiuso mentre si chiede pubblicamente quali classici rifare ha rafforzato la percezione di incoerenza strategica.
Va inoltre sottolineato che Sony Interactive Entertainment non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale pubblica sulla chiusura di Bluepoint. L’assenza di comunicazioni dirette ha lasciato spazio a speculazioni e malcontento, che rischiano di ripercuotersi anche su altri progetti non collegati allo studio. In rete, parte della frustrazione si è riversata su titoli in arrivo, con utenti che dichiarano di voler cancellare preordini in segno di protesta.
La vicenda solleva interrogativi più ampi sulla direzione futura di PlayStation Studios e sull’equilibrio tra remake, nuove IP e progetti live service. Per ora resta una certezza: una semplice domanda social, pubblicata nel momento sbagliato, è bastata ad accendere una polemica significativa in una community già scossa dalla chiusura di uno studio simbolo dei remake di qualità.
