Dopo settimane di indiscrezioni, è arrivata la conferma ufficiale: Phil Spencer si ritira da Microsoft e lascia la guida di Microsoft Gaming. La notizia, riportata anche da IGN, segna la fine di un’era iniziata nel 1988, quando Spencer entrò in azienda come stagista. Dal 2014 era a capo di Xbox, contribuendo a ridefinirne strategia, identità e portata globale.
Nel messaggio interno inviato ai dipendenti, Spencer ha ricordato il suo primo giorno in Microsoft nel giugno 1988, definendo il suo percorso “un viaggio epico e il privilegio di una vita”. Ha spiegato di aver comunicato già lo scorso autunno al CEO Satya Nadella la volontà di fare un passo indietro, concordando una transizione pianificata per garantire stabilità e rafforzare le fondamenta costruite negli anni. Ha ribadito che Xbox “non è mai stata solo un’azienda, ma una comunità vibrante di giocatori, creatori e team”, meritevole di un piano ponderato per il futuro.
Il passaggio di consegne sarà graduale: Spencer resterà in un ruolo di consulenza per tutta l’estate, così da assicurare una transizione fluida. La nuova CEO di Microsoft Gaming sarà Asha Sharma, entrata in Microsoft nel 2024 e con un passato come VP in Meta e COO di Instacart. Nel suo primo messaggio al team, Sharma ha parlato di “umiltà e urgenza”, fissando tre priorità strategiche: grandi giochi, ritorno dell’identità Xbox e futuro del play.
Sul primo punto, Sharma ha promesso investimenti in franchise iconici, sostegno a nuove idee e libertà creativa per gli studi. In questo contesto si inserisce la promozione di Matt Booty a Executive Vice President e Chief Content Officer, con il compito di guidare un portafoglio che oggi comprende quasi 40 studi tra Xbox, Bethesda, Activision Blizzard e King. Booty ha sottolineato fiducia nella pipeline di titoli già avviata e ha chiarito che non sono previsti cambiamenti organizzativi nei team di sviluppo.
Il “ritorno di Xbox” rappresenta la seconda direttrice: un rinnovato impegno verso i fan storici della console, con attenzione alla piattaforma hardware che ha definito l’identità del brand negli ultimi 25 anni, ma senza rinunciare all’espansione su PC, mobile e cloud. Sharma ha ribadito che Xbox dovrà essere un ecosistema fluido e coerente su tutti i dispositivi, abbattendo barriere per sviluppatori e utenti.
La terza priorità riguarda il “futuro del gioco”: nuovi modelli di business, strumenti condivisi per creatori e community, e un uso responsabile dell’intelligenza artificiale. Sharma ha dichiarato che i videogiochi resteranno opere artistiche create da esseri umani, escludendo una deriva verso produzioni automatizzate prive di identità.
Nel suo saluto, Spencer ha ringraziato in modo particolare i team degli studi e ha espresso piena fiducia nella leadership futura. Ha anche ricordato l’impatto di Sarah Bond, che lascia Microsoft dopo aver guidato momenti chiave come l’espansione di Game Pass, il cloud gaming e il lancio di nuovo hardware. Nadella, nel suo messaggio, ha evidenziato come Spencer abbia quasi triplicato le dimensioni del business gaming, ampliato la presenza su PC e mobile e guidato acquisizioni strategiche come Activision Blizzard e ZeniMax.
La fine dell’era Spencer chiude un capitolo fondamentale nella storia di Xbox, ma apre una nuova fase caratterizzata da continuità strategica e volontà di rinnovamento. Il messaggio centrale dell’ex CEO è chiaro: gratitudine, orgoglio per i risultati raggiunti e fiducia totale nel futuro della divisione gaming. Spencer si congeda definendosi “il più grande fan e giocatore di Xbox”, lasciando un’eredità che continuerà a influenzare la direzione del brand nei prossimi anni.
