In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale generativa viene sempre più utilizzata anche nello sviluppo videoludico, Pearl Abyss ha voluto chiarire un punto preciso: Crimson Desert è interamente doppiato da attori umani. Una precisazione che può sembrare superflua, ma che oggi rappresenta una presa di posizione netta in un settore dove l’uso dell’IA per le voci sta diventando prassi diffusa. Il messaggio è chiaro: nessuna voce sintetica generata da algoritmi, ma interpretazioni realizzate da professionisti in carne e ossa.
La conferma è arrivata durante il podcast Dropped Frames (grazie a GamingBolt), dove Will Powers, responsabile marketing e pianificazione strategica di Pearl Abyss America, ha spiegato che “tutti i doppiaggi sono realizzati da esseri umani”. Ha scelto con attenzione le parole, evitando di promettere in modo assoluto che ogni singolo NPC sia doppiato al 100%, ma ha ribadito che il voice acting copre i personaggi principali, quelli secondari e anche numerosi NPC legati alle missioni opzionali.
Il chiarimento assume rilievo se si considera che produzioni recenti hanno adottato, almeno in parte, voci generate tramite IA. È il caso di ARC Raiders di Embark Studios, mentre figure di spicco del settore come Swen Vincke hanno sottolineato come l’IA sia ormai difficile da ignorare nello sviluppo moderno. In questo contesto, la scelta di Pearl Abyss viene presentata come una garanzia di qualità e come un approccio etico che valorizza il lavoro umano e professionale.
L’impegno non riguarda soltanto la lingua inglese. Il gioco offre doppiaggio in più lingue — tra cui coreano, inglese e cinese — e include almeno 13 localizzazioni testuali, probabilmente anche di più, come indicato nella pagina Steam ufficiale. Anche le traduzioni sono realizzate da personale umano. Powers ha evidenziato quanto sia complesso localizzare un progetto di queste dimensioni: si tratta di un’operazione che richiede tempo, coordinamento e risorse, proprio a causa dell’ampiezza dell’esperienza.
E l’ampiezza è uno dei tratti distintivi di Crimson Desert. Il mondo di gioco è stato descritto come più grande di quello di Red Dead Redemption 2, mentre la campagna principale rappresenterebbe solo una “piccola percentuale” dell’esperienza complessiva. Una struttura così estesa rende il lavoro su dialoghi, adattamenti culturali e sincronizzazione vocale particolarmente impegnativo. Pearl Abyss ha inoltre chiarito che eventuali richieste di nuove localizzazioni da parte di altre community non vengono ignorate, ma richiedono decisioni strategiche e tempi tecnici significativi.
Il titolo sarà disponibile dal 19 marzo su Xbox Series X/S, PS5 e PC. Non è prevista una demo gratuita prima del lancio, perché — secondo il team — una porzione limitata non riuscirebbe a rappresentare adeguatamente la portata dell’esperienza completa. È stata anche confermata l’assenza di microtransazioni e di un negozio cosmetico interno, un ulteriore elemento che sottolinea la volontà di proporre un prodotto completo senza monetizzazioni aggiuntive.
Dal punto di vista critico, la scelta di affidarsi esclusivamente ad attori umani non è soltanto tecnica, ma culturale. In un settore sempre più orientato all’automazione, Pearl Abyss rivendica un modello produttivo basato su interpretazioni professionali e su una localizzazione estesa e curata. Per un progetto ambizioso come Crimson Desert, la componente vocale diventa così parte integrante dell’identità del gioco, non un semplice elemento accessorio.
