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Paws and Soul | Recensione

Come sempre, i videogiochi spaziano in ogni genere, dallo sparatutto action preconfezionato al puzzle game più complesso, fino ai narrativi (più o meno rilassanti) spesso definiti “walking simulator”. Paws and Soul rientra in quest’ultima categoria, con un’impostazione molto simile a quella di Lost Ember, dove impersoneremo un misterioso lupo mistico in grado di vedere visioni delle vite passate altrui. Sembra una premessa affascinante rispetto al solito, vero? Vi diciamo se anche il risultato finale è all’altezza nella nostra recensione.

Storie di un mondo incantato
Paws and Soul recensioneLa trama di Paws and Soul è piuttosto originale. Nel gioco, prenderemo il controllo di un lupo ed esploreremo in lungo ed in largo un bosco per collezionare “energia mistica”. Quello che abbiamo per le mani non è un lupo qualsiasi, bensì una qualche sorta di entità visitata da apparizioni del proprio passato.
Iniziamo col nostro personaggio che si risveglia in una foresta che non conosce, in un corpo che non ricorda. Nella sua nuova forma, avremo il compito di condurre l’animale attraverso le vaste lande diurne e notturne, incappando di tanto in tanto in visioni di persone disseminate per il luogo. Un ragazzo in vari stadi della sua esistenza, una ragazzina… come queste cose possano ricollegarsi al lupo, non si sa. Inizieremo quindi un viaggio alla ricerca di risposte.

Rilassante, ma alle lunghe noioso
Paws and Soul recensionePaws and Soul non è un videogioco d’avventura in terza persona, quanto più un videogioco narrativo con qualche piattaforma e la possibilità di correre in giro liberamente. La foresta che andremo ad esplorare è difatti enorme, tanto larga quanto il nostro lupo è veloce. Fortunatamente per noi, gli sviluppatori hanno pensato alla possibilità che un ambiente del genere, per quanto vario e affascinante, potesse risultare alle lunghe più noioso che rilassante, e quindi hanno dotato il nostro personaggio di una feature di corsa automatica. In giro per la boscaglia troveremo anche dei consumabili travestiti da farfalle colorate di varia foggia che potremo usare per ottenere alcuni potenziamenti temporanei, come maggiore velocità o altezza di salto, che servono sopratutto a rompere la monotonia tra una corsa solitaria e l’altra. Non dovremo preoccuparci di sprecare questi potenziamenti, in quanto le farfalle riappariranno dopo un brevissimo lasso di tempo, dandoci la possibilità di provare queste “nuove” abilità quanto vogliamo.
La missione principale progredirà in base alle nostre esplorazioni del mondo di gioco, e si presenterà sotto forma di reminescenze spiritiche di una famiglia e degli eventi che ne hanno segnato la vita. Vedremo scorci di vita di John e Mary, una coppia, dal momento della nascita del loro primo figlio David alle successive esperienze. La storia ha i suoi alti e bassi, sia sotto il punto di vista dell’interesse generato, sia sotto quello emozionale: ci saranno momenti molto toccanti gestiti bene ed altri piuttosto sottotono. In ogni caso, è proprio la storia a trattenere l’attenzione del giocatore sul Paws and Soul, volendo sapere cosa c’entra il lupo con queste bizzarre visioni. Il nostro fiero animale può inoltre parlare, e non si sprecherà nei commenti riguardo a quello che vede o prova davanti ad ogni scena, suggerendoci una connessione tra gli accadimenti visti e la sua presenza nella foresta.
La strada di Paws and Soul non è lasciata solo alla libera esplorazione del giocatore: posizionate nell’ambiente di gioco ci saranno delle sfere arancioni luminescenti che ci daranno una vaga direzione. L’energia spirituale contenuta in queste sfere può essere collezionata dal lupo e servirà poi a interagire con dei particolari altari che troveremo sparsi nella foresta, che ci forniranno una side-quest in più da seguire rispetto alla storia principale. Individuare il primo altare non sarà faticoso, dal momento si trova nel mezzo del nostro percorso verso il successivo punto della storia. Proseguendo, diventerà però sempre più difficile scovarli: alcuni di essi richiederanno una buona dose di esplorazione e purtroppo non sapremo mai quali mancano fino alla chiusura del titolo, quando finalmente il gioco ci fornirà un conteggio di quelli trovati o persi. Ogni costruzione ci mostrerà un frammento di vita di una ragazza di nome Michelle, un ricordo a cui sono sempre connessi dei problemi di varia natura. Gli altari hanno un numero collocato sopra, e dopo aver guardato la scena capiremo a cosa serve: potremo decidere di andarcene oppure di spendere il numero di sfere corrispondente, in modo da aiutare la ragazza a risolvere la situazione. Non ci sono altri utilizzi per le sfere, in quanto non hanno nulla a che fare con la main quest di Paws and Soul che prosegue parallelamente: l’idea di fornire una missione in più al giocatore risulta carina, ma in qualche modo disconnessa dal resto della storia. Inoltre la presenza delle sfere può confondere: sopratutto durante le prime partite è possibile perdere la bussola, non capendo più quale filone di trama si sta seguendo, in quanto le sfere si trovano un po’ ovunque. Nel caso volessimo trovarle tutte per amore di collezionismo e completezza, la struttura della boscaglia ci aiuterà ben poco, specialmente negli ambienti più luminosi dove sarà difficile riconoscere il soffuso bagliore arancione in mezzo a molti altri bagliori colorati.
Tirando le somme, il gameplay risulta estremamente semplice e rilassante, ma ripetitivo a lungo andare.

Si poteva fare meglio
Paws and Soul recensionePaws and Soul è un titolo prodotto tramite l’utilizzo dell’Unreal Engine, e appare piuttosto interessante sotto il punto di vista grafico, con il suo stile colorato e grezzo dovuto ad una scelta stilistica low-poly. Il gioco soffre però di animazioni piuttosto legnose, che si notano in particolare durante le visioni nel quale vediamo la famiglia interagire. Il lupo, al contrario, è ben animato e modellato, e la sua natura magica può facilmente scusare il fatto che a volte sembri volare, più che saltare. La vivacità dei colori e degli ambienti molto variegati può spiazzare e confondere inizialmente, ma ben presto risulta gradevole.
Nonostante la musica sia una parte importante assieme all’esplorazione in Paws and Soul, la soundtrack composta da tre brani (uno gioioso, uno pacifico ed uno per i momenti più intensi ed emozionali) diventa ripetitiva in breve tempo. Le melodie vengono ripetute in continuazione durante il titolo senza mai lasciare un momento di silenzio e riflessione al giocatore, e per quanto siano ben composte e congeniate, nell’arco di mezz’ora vengono facilmente a noia. La riproduzione casuale produce risultati contrastanti: potremmo trovarci davanti al brano composto per i momenti tragici durante una proposta di matrimonio o, al contrario, un brano felice durante un funerale. Questo capita più volte in una sola partita e può confondere riguardo al tono emozionale di una scena.
Sempre parlando del sonoro, l’idea di far conoscere al giocatore la trama attraverso figure spettrali che interagiscono in vari momenti della loro vita è davvero curiosa e gradevole, ma viene penalizzata da una scrittura ed un’interpretazione che raggiungono solo la sufficienza. A parte il lupo – la cui recitazione ed i commenti rimangono credibili per tutto il gioco – il resto dei dialoghi risulta troppo spesso forzato, ben lontano dal suggerire l’idea di una famiglia che parla e interagisce con naturalezza nella vita di tutti i giorni. Questo problema è discontinuo (alcune scene sono recitate meglio di altre, o risultano più convincenti) e non affligge di per sè la trama, ma sicuramente lascia interdetti e può spingere ad abbandonare il gioco nei suoi momenti calanti. Purtroppo, Paws and Soul è privo di una localizzazione italiana di qualsiasi tipo, che magari avrebbe aiutato nella resa dei dialoghi. Nonostante questo, è facilmente fruibile in inglese grazie ad un linguaggio semplice e comprensibile.
Sotto il punto di vista della longevità, l’unica motivazione per provare più di una run del gioco è la raccolta delle sfere e la ricerca degli altari per la side-quest. Come molti altri titoli che fanno della componente narrativa il loro punto cardine, esaurita la storia non si ha molto altro da fare.

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