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PAMA abbraccia l’inclusività ed elimina alcuni termini offensivi tra cui “maschio” e “femmina”

L'azienda ha deciso di sposare in pieno l'inclusività.

Ormai da un po’ di tempo questa parte la comunicazione proveniente da tutto il mondo civilizzato, e da praticamente tutti i settori senza alcuna distinzione di sorta, ha deciso di mirare con una incredibile forza e decisione alla inclusività e al rispetto, cosa questa che ovviamente comporta ad una maggiore attenzione nell’utilizzo (oppure non utilizzo ovviamente) dei termini necessari ad indicare un prodotto, un concetto e così via.

Difatti in questi ultimi periodi si sta prestando grandissima attenzione nel non utilizzare termini che potrebbero essere risultare offensivi nei confronti di una parte specifica della popolazione, delle minoranze e così via, cercando in questo modo infatti di non mancare in alcun modo di rispetto a nessuno, tutelando con forza e decisione le cosiddette minoranze.

Proprio per quanto vi abbiamo riportato poco sopra in questo articolo, l’azienda Professional Audio Manufacturers Alliance, comunemente conosciuta semplicemente come PAMA, ha deciso di dare il via a delle nuove linee guida per andare ad identificare alcuni elementi specifici che ovviamente riguardano il proprio business.

Proprio in tal senso infatti l’azienda di cui sopra ha deciso di rimuovere totalmente i riferimenti a jack maschio e femmina perché, com’è facile intendere, sono considerati dei termini sessisti. Infatti ecco che Professional Audio Manufacturers Alliance ha consigliato di utilizzare da adesso in poi i termini “spina” e “presa“, ritenuti decisamente più inclusivi. PAMA ha poi deciso anche di eliminare i termini master, slave, whitelist ed infine blacklist

Dawn Birr, membro del comitato per l’inclusività di Professional Audio Manufacturers Alliance, ha commentato queste decisioni con le seguenti dichiarazioni:

L’obiettivo di questo progetto è introdurre e creare un nuovo linguaggio neutro nell’industria audio. Mentre cerchiamo di migliorare costantemente il nostro lavoro, le nostre vite e la società, spesso sono i piccoli cambiamenti che ci fanno raggiungere i nostri obiettivi“.

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