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Organizzato un sit-in di protesta su World of Warcraft per le discriminazioni in Activision Blizzard

I giocatori stanno attualmente protestando contro il sistema di discriminazione e comportamenti tossici presente in Activision Blizzard.

Diversi videogiocatori di World of Warcraft hanno tenuto all’interno del gioco un particolare sit-in di protesta nei confronti del publisher Activision Blizzard, per via dei recenti scandali emersi sulla questione della discriminazione e comportamenti molesti verso le donne dell’azienda.

È da circa due anni, infatti, che si stanno tenendo delle indagini per venire a capo di questi comportamenti tossici e di veri e propri maltrattamenti all’interno dell’azienda nei confronti delle donne, che a quanto pare non sarebbero mai stati puniti da parte dei dirigenti.

La denuncia e le testimonianze hanno così colpito l’opinione pubblica a tal punto da spingere diverse testate giornalistiche a sospendere la copertura mediatica dei prodotti targati Activision Blizzard, in segno di protesta.

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Tornando alla protesta in-game, questa è stata organizzata dalla gilda chiamata Fence Macabre e si è tenuta nella zona di Oribos. La gilda in questione ha inoltre indetto una raccolta fondi a favore dell’associazione Black Girls Code, il quale obiettivo è sostenere ragazze di colore tra i 7 e i 17 anni al fine di riuscire a farle entrare nel settore lavorativo della tecnologia.

Questa raccolta fondi ha accumulato attualmente circa 9.600 euro, mentre le persone che hanno partecipato alla protesta hanno anche deciso di cancellare il proprio abbonamento a World of Warcraft. Comunque sia, ricordiamo che il sit-in in segno di protesta è ancora attivo e si terrà fino al 26 luglio, 2021 ovviamente.

Si tratta sicuramente di una bella gatta da pelare per il publisher noto come Activision Blizzard, da sempre nell’occhio del ciclone per via di numerosi fatti, tra cui gli stipendi dei dirigenti, i licenziamenti e ora la gestione controversa delle risorse umane anche in termini di genere, arrivando addirittura a comportamenti sistematici e culturali di discriminazione dell’altro.

Che ne pensate di questa faccenda? Le tre testate giornalistiche che hanno sospeso la copertura su Activision Blizzard sono PrimaGames, GameXplain e PlayStation LifeStyle, come potete leggere seguendo questo link.

Fonte: twitter.com

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Simone Balboni

Simone Balboni

Sono soltanto un videogiocatore pieno di passione, ho in casa solo 14 console e 3 PC, ma nessuno di questi fa girare Quake Champions. Nel frattempo mi diletto su server competitivi alla ricerca di una buona Tripla Uccisione.

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