C’è un’e-mail che sembra arrivare dall’Agenzia delle Entrate ma in realtà è un tentativo di phishing. Ecco come riconoscerla per non cadere nella trappola.
Continuano i tentativi di phishing da parte dei cyber criminali ai danni degli utenti. Purtroppo c’è chi ancora cade nelle trappole perché non informato sui pericoli del rispondere alle e-mail oppure perché cade nel panico non appena legge il messaggio.

I criminali informatici creano trappole studiando i comportamenti delle possibili vittime. Sanno che se dovessero leggere di un obbligo di pagamento oppure di un conto bloccato o di un premio da ritirare il buon senso lascerebbe posto alla paura oppure al desiderio di guadagno. Fanno leva proprio su questo per ideare sempre nuove truffe che non si limitano più a tentativi di phishing (via e-mail) e smishing (via sms).
Ora c’è anche lo spoofing ossia lo squillo al cellulare della vittima lasciando che questa incuriosita da chi sia il chiamante componga quel numero. Poi ci sono le foto da votare, truffa che mette a rischio i dati sensibili e gli account, e le false offerte di lavoro con “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum…”. Insomma tanti attacchi da cui difendersi.
Come riconoscere la truffa dell’Agenzia delle Entrate
L’e-mail, come detto, sembra arrivare dall’Agenzia delle Entrate ma in realtà è stata inviata da malintenzionati. Si tratta di un nuovo tentativo di phishing che si basa su un’operazione molto frequente in questi mesi. Parliamo delle erogazioni dei rimborsi fiscali legati al 730. I contribuenti attendono i soldi legati alla dichiarazione dei redditi e i criminali informatici cercano di approfittarne.

La truffa è molto semplice, nell’e-mail si parla di un rimborso di 500 euro e si invita a cliccare su un link o addirittura a scannerizzare un QR Code. Seguendo queste indicazioni il malcapitato verrà chiamato a selezionare l’istituto bancario presso il quale ricevere il rimborso e ad indicare dati sensibili per l’accesso. Il Fisco non chiedere procedure telematiche per recuperare i soldi del 730. Non bisogna, quindi, aprire l’e-mail tantomeno cliccare dove indicato nella missiva. Il rimborso arriva direttamente sul conto corrente oppure sullo stipendio o cedolino della pensione. Non ci sono altri canali.
L’Agenzia delle Entrate ha sottolineato più volte come questo tipo di e-mail siano una truffa ai danni dei contribuenti. C’è una sezione dedicata ai raggiri sul portale dell’AdE. “Segnalazioni e approfondimenti”. Se proprio si avessero dei dubbi prima di compiere qualsiasi operazione bisognerebbe contattare direttamente l’Agenzia delle Entrate (o chiunque altro sembri essere il mittente) e chiedere spiegazioni.
