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Nobody Saves The World Recensione

DrinkBox Studios abbandona i metroidvania di Guacamelee per abbracciare uno stile più adventure con inclinazioni da RPG. Nobody Saves The World è il nuovo titolo dello studio canadese e porta con sé il suo classico carico di ironia e spensieratezza. Nobody Saves The World arriva dunque come una parodia dei classici RPG Fantasy e, tra le rocambolesche avventure del suo protagonista, coglie l’occasione per raccontarci una storia interessante.

Nobody Saves The World roster
In Nobody Saves The World l’eroe è Nessuno

Nobody’s Hero

Nobody Saves The World rispecchia in pieno lo stile che DrinkBox Studios ha portato sugli schermi negli ultimi anni. Un rpg che non si prende troppo sul serio e che ironizza sulle dinamiche classiche del genere proponendo un modello che visto superficialmente potrebbe farci pensare a qualcosa di grinding dipendente ma che, sotto una lente più attenta, nasconde un delizioso modello di game design. L’incipit di Nobody Saves The World è da manuale degli RPG: il nostro personaggio è uno qualunque che si risveglia in una capanna senza poter ricordare nulla del suo passato e che si ritrova, suo malgrado, ad affrontare una vera e propria apocalisse mentre il mago più potente di tutti i tempi, “nostramagus”, è scomparso in circostanze sospette. In questo modo comincia a srotolarsi l’avventura di Nobody Saves The World, nel corso del nostro viaggio verso la salvezza del mondo incontreremo diversi personaggi, i quali andranno ad alimentare quel marasma di cliché esilaranti nei quali ogni giocatore di RPG saprà identificarsi. La colonna portante dell’intera esperienza di gioco sia da un punto di vista narrativo che ludico è data dalla capacità del nostro personaggio di trasformarsi in un discreto numero di creature grazie ad una bacchetta appartenente al sopracitato Nostramagus. La capacità di cambiare costantemente aspetto rende Nobody Saves The World un titolo estremamente dinamico, ogni singolo aspetto è una vera e propria classe con le sue peculiarità, abilità attive e passive ed il suo range di attacchi. Un’insenatura è troppo stretta per un normale essere umano? Basterà trasformarsi in topo per passare senza problemi. Una distesa d’acqua si frappone tra voi ed il vostro obiettivo? La forma Sirena o Tartaruga farà al caso vostro. Nobody Saves The World riesce a mescolare meccaniche provenienti da diversi rami degli RPG classici, dalle ondate di nemici in pieno stile Diablo alla libertà di esplorazione caratteristica degli ARPG più moderni fino ad arrivare a qualche piccolo elemento metroidvania, eredità indelebile dei meravigliosi Guacamelee.

Nobody Saves The World mana
Avremo bisogno di quella marcia in più di tanto in tanto

La forma e la sostanza

Nobody Saves The World riesce ad innescare un meccanismo di fatto di mini-quests legate alla progressione dei vari aspetti riuscendo a rendere quello che in genere viene visto negativamente come grinding in una vera e propria opportunità di crescita. Il sistema di progressione in questo caso è ben ponderato, sbloccare tutti gli aspetti richiederà costanza ed il completamento di missioni specifiche. Ogni singolo personaggio ha la possibilità di essere a sua volta livellato partendo dalla classe F fino ad arrivare alla classe S, per farlo sarà necessario portare a termine diversi incarichi che contemplano l’uso di abilità specifiche o la combinazione di più abilità. Livellando i singoli aspetti si andranno a sbloccare aspetti più avanzati rendendo così la progressione divertente ma soprattutto soddisfacente. La varietà messa in gioco da Nobody Saves The World permette al titolo di mantenere dei ritmi sostenuti per la maggior parte del tempo, intervallando la quest principale con diversi rami di quest secondarie. Le tre gilde presenti nel gioco: Guerrieri, Ladri e Maghi fanno l’occhiolino a The Elder Scrolls e riescono a strappare più di una risata portandoci in giro per un mondo che risulta essere molto variegato e decisamente grande per un titolo del genere. La chiave di volta di Nobody Saves The World sta dunque nella sua progressione, inizialmente lineare e poi via via più complessa, l’esperienza di gioco risulta essere ben bilanciata e difficilmente noiosa. La presenza di diversi dungeon sparsi per le regioni andrà a costituire un elemento di sfida in più, spesso opzionale ma sempre gradito, capace di mettervi alla prova soprattutto durante le battute finali del gioco. Una nota di merito va anche all’implementazione della co-op a due giocatori affrontabile sia in locale che online. In Nobody Saves The World la Co-Op è inserita in maniera molto interessante: tutti i progressi di gioco sono condivisi con il proprio compagno. A differenza di quanto accade nei titoli co-op come potrebbe essere Borderlands dove ogni giocatore ha il suo inventario, la sua valuta, la sua classe ed il suo livello, Nobody Saves The World affronta la co-op in maniera più intima. Sarà dunque possibile livellare insieme i propri personaggi sbloccando gli aspetti più avanzati o alternandosi mentre la valuta di gioco sarà anch’essa condivisa quindi gli acquisti andranno ponderati.

cavallo
Si, siamo cavallo che spara frecce.

Ready to fight

A valle di un RPG ben strutturato, divertente e ritmato vi è un sistema di combattimento piuttosto basilare ma anche in questo caso ben studiato e soddisfacente. Ogni personaggio avrà accesso a quattro diverse abilità e quattro passive. Andando avanti nel gioco sarà possibile mescolare attacchi di classi differenti fatta eccezione per l’attacco base che resta peculiare ed unico per il singolo personaggio. Ci potremmo dunque trovare in situazioni in cui un topo sputa palle di fuoco o un negromante evoca teneri coniglietti da un cappello. Tutte le abilità in Nobody Saves The World sono esilaranti ed esagerate ma imbastiscono un sistema di combattimento ben concepito. Esistono infatti quattro tipologie di danno: Taglio, Contusione, Luce ed Oscurità. All’interno dei dungeon legati alla storia ed i dungeon più avanzati troveremo nemici con delle vere e proprie protezioni da infrangere con uno specifico tipo di danno prima di poter togliere loro punti vita, in questo modo viene garantito un continuo scambio di aspetti da parte del giocatore. Anche in questo caso DrinkBox Studios ha fatto i compiti a casa ed il sistema di combattimento del titolo pur non essendo rivoluzionario riesce comunque a divertire in maniera perfettamente coerente con gli altri elementi che compongono il titolo.
Da un punto di vista più tecnico siamo di fronte ad un gioco leggerissimo in uno stile grafico cartoonesco 2D con visuale dall’alto. Tanti colori ed una varietà di ambientazioni tale da far girare la testa. Nobody Saves The World non è sicuramente il titolo da cercare per testare la vostra nuova GPU fiammante ma saprà strapparvi più di una risata grazie al suo stile unico. Le prestazioni non sono dunque un problema ed il taglio artistico è accattivante sebbene non propriamente sbalorditivo.
In conclusione, Nobody Saves The World è un titolo da affrontare con la giusta dose di leggerezza. Scanzonato, ironico e particolare, lo stile di DrinkBox si conferma ancora una volta come un esperimento pienamente riuscito nonostante la transizione da Metroidvania ad RPG. Divertente, mai banale ed ancora più accattivante se affrontato in co-op, Nobody Saves The World è titolo giusto per rilassarsi e godersi un bell’rpg senza troppo impegno.

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Alessandro Di Liberto

Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.

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