Il debutto di Nintendo Switch 2 negli Stati Uniti è stato solido, ma non brillante come quello di Switch 1. Secondo gli ultimi dati riportati dalla newsletter The Game Business, nel suo primo gennaio sul mercato USA la nuova console ha venduto il 20% in meno rispetto a quanto fece Nintendo Switch nello stesso periodo di lancio. Un risultato che non indica un fallimento, ma che merita di essere analizzato nel contesto economico e competitivo attuale. Prezzo più alto, line-up e concorrenza interna sono tra i fattori chiave. E il confronto con il 2017 racconta una storia molto diversa.
Il dato arriva dall’ultima edizione dello State of Games Report pubblicato da The Game Business, che analizza mensilmente vendite, classifiche e tendenze del settore. Nel confronto diretto tra il primo gennaio di Nintendo Switch 2 e quello della Nintendo Switch, emerge un calo del 20% per la nuova piattaforma nel mercato statunitense. È fondamentale sottolineare che si tratta di un confronto limitato agli USA e non di dati globali.
Le ragioni del rallentamento sono molteplici. In primo luogo, il prezzo: Switch 2 viene venduta a un costo superiore rispetto al modello originale al momento del suo lancio. In un periodo di incertezza economica internazionale, questo può influenzare in modo significativo le decisioni di acquisto, soprattutto per le famiglie e per quella fascia di pubblico più sensibile al prezzo. Sarà interessante osservare l’andamento in Giappone, dove la console è proposta a un prezzo più accessibile e dove le dinamiche di mercato sono differenti.
Un secondo elemento riguarda la line-up. Sebbene Nintendo abbia pubblicato nuove esclusive nei primi mesi di vita della console, molti analisti ritengono che le “carte migliori” di inizio generazione debbano ancora arrivare. Al contrario, il primo Switch beneficiò di un lancio percepito come più forte e innovativo, capace di catalizzare rapidamente l’attenzione del pubblico.
C’è poi un fattore strutturale: la concorrenza interna. Quando Switch debuttò nel 2017, non aveva una vera alternativa in casa. Wii U era ormai fuori dai giochi e Nintendo 3DS non rappresentava una minaccia diretta in termini di appeal tecnologico. Oggi, invece, Switch 2 si trova a convivere con una Nintendo Switch ancora molto presente sul mercato, con una line-up ampia e consolidata e un prezzo più contenuto. Per molti consumatori, il modello precedente può risultare ancora più che sufficiente.
Il contesto generale di gennaio 2026, secondo il report, è stato comunque tranquillo per l’intero settore. Dopo un dicembre caratterizzato da una ripresa delle vendite – con molti consumatori che hanno acquistato console e giochi anche senza gli sconti sperati – gennaio si è confermato un mese fisiologicamente più debole. I conteggi dei giocatori sono calati su diversi titoli, anche se non sono mancati segnali positivi come l’aumento dei ricavi da abbonamenti negli USA e la crescita costante di alcuni giochi live service.
In questo scenario, il -20% di Switch 2 va interpretato con cautela. Non si tratta di un crollo, ma di una partenza meno esplosiva rispetto a un precedente che beneficiava di condizioni di mercato molto diverse. I prossimi mesi, soprattutto con l’arrivo di titoli di punta e con l’evoluzione della strategia commerciale, saranno determinanti per capire se il divario iniziale verrà colmato o se segnerà una tendenza più duratura nel mercato statunitense.
