Nintendo Switch 2 si è imposta subito come un successo commerciale, confermando la strategia della compagnia di puntare su un’evoluzione della sua piattaforma più amata. Le vendite hanno premiato la scelta e Nintendo ha potuto consolidare la sua posizione nel mercato, tuttavia dietro questi numeri positivi si cela una tensione crescente: gli sviluppatori di terze parti non condividono lo stesso entusiasmo.
Bloomberg riporta che dopo la pandemia ed il conseguente calo degli acquirenti, il settore videoludico sperava che l’arrivo di Switch 2 rilanciasse anche le vendite di software. In genere, infatti, il debutto di una nuova console attira un pubblico ampio, compresi i giocatori occasionali, favorendo un aumento generale della domanda. Ma secondo il report, ciò non è avvenuto: i titoli Nintendo continuano a vendere bene, mentre le produzioni esterne faticano a conquistare spazio e numeri significativi.
Uno dei punti più controversi riguarda il sistema delle cartucce. Gli sviluppatori hanno a disposizione soltanto due opzioni: le schede da 64 GB, molto capienti ma costose, oppure le cartucce con chiave di gioco, più economiche ma poco apprezzate dai consumatori, che le percepiscono come una via di mezzo scomoda tra il fisico e il digitale. Inoltre, Nintendo avrebbe eliminato le cartucce con capacità ridotta, impedendo agli studi di risparmiare quando i loro giochi non richiedono tanto spazio.
Questa rigidità si traduce in maggiori spese per gli sviluppatori, che già faticano a ottenere margini positivi in un mercato complesso. Secondo un editore citato in forma anonima, il rischio è chiaro: se Switch 2 non diventa più appetibile per chi crea giochi al di fuori di Nintendo, l’enorme successo della console potrebbe rivelarsi difficile da mantenere nel lungo periodo, quantomeno per le terze parti.
