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Home»Notizie»Nintendo»Nintendo potrebbe uccidere la scena dei modder con la battaglia legale a Palworld

Nintendo potrebbe uccidere la scena dei modder con la battaglia legale a Palworld

Nintendo e Pocketpair, creatrice di Palworld, si trovano nel pieno di una disputa giudiziaria che potrebbe ridefinire il futuro del modding.
Alberto RossiBy Alberto Rossi17 Settembre 2025Updated:8 Ottobre 2025
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I mostri di Pokémon e Palworld
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Nintendo e Pocketpair, creatrice di Palworld, si trovano nel pieno di una disputa giudiziaria che potrebbe ridefinire il futuro del modding. Al centro della causa ci sono tre brevetti giapponesi che Nintendo ritiene violati, ma la parte più controversa riguarda la posizione della casa di Kyoto sulle mod.

Secondo i documenti depositati in tribunale, Nintendo chiede che le modifiche amatoriali non vengano considerate come “arte anteriore”, ossia prove che un’idea o una meccanica esistessero già prima del deposito del brevetto. Una linea dura che, se accettata, rischierebbe di privare i modder di qualsiasi riconoscimento e protezione legale.

Il caso ha già acceso forti critiche: l’esperto Florian Müller l’ha definito “quasi offensivo”, sottolineando come l’argomento di Nintendo sminuisca la creatività dei modder, ignorando il loro contributo all’innovazione videoludica. Basti pensare a generi come i MOBA, nati dalle mod di Warcraft 3, o ai battle royale, evoluzioni di esperimenti amatoriali. Se Nintendo avesse la meglio, simili innovazioni potrebbero venire brevettate retroattivamente dalle aziende, lasciando chi le ha inventate senza alcun diritto.

Pocketpair, dal canto suo, porta in difesa esempi concreti come Pocket Souls (una mod di Dark Souls 3 a tema Pokémon), per dimostrare che le meccaniche contestate erano già diffuse prima del 2021, anno del brevetto Nintendo. Tuttavia, l’azienda ribatte che le mod non possono valere come arte anteriore perché dipendono da un gioco di base. Intanto, uno degli stessi brevetti contestati è stato modificato da Nintendo durante la causa, ampliandone notevolmente la portata: un gesto che ha rallentato l’iter processuale e sollevato ulteriori polemiche.

Le implicazioni vanno ben oltre Palworld. Se i tribunali accettassero la linea di Nintendo, i modder dovrebbero iniziare a brevettare ogni innovazione per proteggersi, una pratica insostenibile per chi crea in modo indipendente. In giurisdizioni come quella statunitense, ad esempio, basterebbe che un’azienda brevettasse una meccanica entro un anno dall’uscita di una mod per impossessarsene legalmente. Il rischio è quello di “uccidere” una scena che da sempre funge da laboratorio di creatività per l’industria.

Al momento non sono attese svolte rapide: i fascicoli indicano che il procedimento al Tribunale di Tokyo potrebbe restare fermo fino a fine anno. Ciò non toglie che la posta in gioco sia enorme: la decisione finale potrebbe stabilire un precedente capace di ridefinire i confini tra innovazione amatoriale e proprietà industriale nel mondo dei videogiochi.

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