Nintendo vuole evitare un eShop pieno di giochi “spazzatura”. Con la nuova generazione di console, l’azienda giapponese sembra aver deciso di cambiare approccio alla pubblicazione dei titoli. Secondo alcune testimonianze provenienti dall’industria, la selezione dei giochi destinati alla nuova piattaforma è diventata molto più severa rispetto al passato. L’obiettivo è chiaro: impedire che lo store digitale si trasformi in un catalogo caotico, pieno di prodotti di bassa qualità.
Negli ultimi anni, infatti, lo store della precedente console ha accumulato migliaia di titoli, tra cui molti considerati “shovelware”, cioè giochi pubblicati rapidamente e senza particolare cura.
Per evitare che la situazione si ripeta, la casa di Kyoto sembra aver introdotto controlli più rigorosi prima di autorizzare le uscite.
Questo cambiamento potrebbe influenzare direttamente sviluppatori e publisher che intendono portare i propri giochi sulla nuova console. Secondo quanto raccontato da Dave Oshry, cofondatore dello studio indipendente New Blood Interactive, Nintendo sta adottando una linea molto più selettiva per quanto riguarda i giochi che possono essere pubblicati sulla nuova console. Oshry ha spiegato che il suo team possiede già da tempo i kit di sviluppo della piattaforma e ha preparato una versione del gioco Dusk ottimizzata per la nuova macchina.
Secondo le sue dichiarazioni, il titolo gira senza problemi sulla console, raggiungendo persino i 120 fotogrammi al secondo e supportando anche controlli tramite mouse. Nonostante ciò, lo studio è ancora in attesa dell’approvazione ufficiale per poter pubblicare il gioco. Questo dimostra come il processo di certificazione sia diventato più prudente rispetto al passato.
Oshry ha sottolineato che Nintendo sta adottando questo atteggiamento per evitare che il negozio digitale della nuova console finisca per assomigliare a quello della generazione precedente. Nel corso degli anni, infatti, l’eShop della prima Switch si è riempito progressivamente di titoli pubblicati con pochissimi controlli qualitativi. Tra questi si trovavano prodotti molto criticati, cloni di giochi famosi e software di qualità estremamente bassa, spesso creati soltanto per sfruttare la visibilità dello store.
Questo fenomeno è noto nell’industria come “shovelware”, termine utilizzato per indicare giochi sviluppati velocemente e distribuiti in grandi quantità senza particolare attenzione al design o alla qualità. In alcuni casi lo store ha ospitato anche titoli controversi o imitazioni poco riuscite di produzioni più famose, come cloni ispirati a blockbuster del settore.
Il problema è diventato evidente soprattutto negli ultimi anni del ciclo vitale della prima Switch. Con l’aumento del numero di giochi pubblicati, per i giocatori è diventato sempre più difficile distinguere rapidamente i titoli di qualità da quelli meno curati. Nintendo ha tentato di intervenire modificando anche le classifiche e i sistemi di visibilità dell’eShop, ma con risultati considerati da molti piuttosto ambigui.
Proprio per questo motivo l’azienda sembra voler intervenire alla radice del problema nella nuova generazione. Invece di limitarsi a correggere il funzionamento dello store, Nintendo starebbe filtrando con maggiore attenzione i giochi che possono essere pubblicati fin dall’inizio.
Non significa necessariamente che gli sviluppatori indipendenti siano esclusi dalla piattaforma. Lo stesso Oshry ha chiarito che Nintendo si è dimostrata molto collaborativa con il suo studio, fornendo i dev kit e permettendo aggiornamenti per i titoli già esistenti. Tuttavia, la fase di approvazione dei giochi è più attenta e richiede più tempo.
Per gli sviluppatori questo cambiamento comporta una procedura di certificazione più lunga, ma potrebbe avere effetti positivi sull’ecosistema della piattaforma. Se Nintendo riuscirà davvero a mantenere standard qualitativi più alti nello store digitale, i giocatori potrebbero trovare con maggiore facilità giochi interessanti senza dover navigare tra migliaia di prodotti poco curati.
In altre parole, la strategia di Nintendo punta a evitare gli errori del passato: meno quantità indiscriminata e più controllo sui contenuti pubblicati. Resta da vedere se questo approccio riuscirà davvero a mantenere l’eShop più ordinato e qualitativamente solido nel corso degli anni, soprattutto quando il numero di giochi disponibili inizierà inevitabilmente ad aumentare.
