“Giovane videogiocatore, anche tu puoi diventare un eroe“. O quantomeno, puoi passare alcune ore a scazzottare in allegria vari NPC e altri giocatori online, vestendo i panni del tuo Hero preferito. O Villain, beninteso.
MY HERO ACADEMIA: All’s Justice si presenta, a poche settimane dal lancio su PC, PS5 e Xbox Series X/S, come prodotto che offre il massimo di quel che ci si può aspettare da un titolo di genere. Alla luce di ciò che abbiamo già visto a Colonia, e di ciò che abbiamo provato nelle (seppur poche poche) ore concesse dall’anteprima, possiamo ugualmente affermare come Bandai Namco non si sia limitata al classico lavorino del picchiaduro in arene 3D di turno. Questo capitolo è pur sempre una sorta di lettera d’addio all’opera di Kōhei Horikoshi: e la cura nei dettagli, i numerosi personaggi (e varianti degli stessi), le svariate modalità e tipologie di missioni sapranno accontentare l’esigente fandom di Boku No Hero.
CHIARAMENTE, ATTENZIONE AGLI SPOILER

Il titolo ricalca l’arco narrativo finale del manga e dell’anime, mescolando egregiamente combattimenti e scene riprese direttamente dall’opera originale. Nel contesto del gioco, l’HUB centrale è una città fittizia, uno spazio virtuale in cui sono presenti personaggi randomici e palazzi con varie attività. Tra di esse, nella prova dell’anteprima, si ha avuto modo di provare un pezzo breve della modalità Storia, due missioni delle Team Up Mission, tre personaggi con relative quest dagli Hero’s Diary e la classica modalità Battaglia 3vs3.
Per quanto riguarda la Story Mode, si tratta del classico alternarsi di filmati e combattimenti, che rendono il giocatore protagonista della saga “final showdown“. Ovviamente anche la modalità Battaglia ricalca quanto di già visto nei titoli di genere. Pur non essendo numerose, le arene di combattimento hanno il pregio di non essere un mero sfondo neutro alla battaglia, presentando forme del campo uniche e mutevoli con l’avanzamento dello scontro. Difatti, la distruttibilità degli ambienti rende le battaglie meno neutre e in generale più interessanti.
Ad aver stimolato maggior curiosità durante l’anteprima sono state la modalità Team Up Mission e Hero’s Diary. La prima consiste in una lunga serie di missioni in serie, lunghe esercitazioni all’interno dello spazio virtuale con protagonisti vari personaggi della Classe 1-A intenti a superare varie prove. Si tratta principalmente di combattimenti, ma sono presenti anche gare di corsa, arrampicata e simili, con una narrativa di fondo che unisce ogni tappa di gioco.
UN MANGA IN CEL-SHADING

Gli Hero’s Diary invece, sono missioni aggiuntive di contorno dedicate a ogni singolo studente della 1-A. Una sorta di “sezione slice of life” del videogioco che offre alcune brevi missioni e scene della vita quotidiana degli studenti della UA, del tutto inedite e totalmente originali. Nonostante siano missioni cortissime che si esauriscono in pochi minuti rispetto alle Team Up Mission, la cui durata è molto più lunga, sono comunque un contorno che gli appassionati dell’opera sapranno apprezzare.
L’impatto grafico conquista immediatamente l’attenzione. Al di là dell’ottimo stile dell’HUD e dei menù in generale, che riprendono con eleganza lo stile del manga e dell’anime, la grafica di luoghi e personaggi sottolinea la scelta vincente del motore grafico. Specie nel combattimento, in cui vediamo tutte le ruote del meccanismo funzionare con eleganza. I movimenti dei personaggi sono fluidi, e gli effetti dei tanto numerosi quanto diversi quirk sono resi bene. In particolar modo sono da lodare le collisioni dei colpi, che risultano pensanti al punto giusto, e pad alla mano risultano coerenti con l’input dato dal giocatore.
L’unica pecca è rappresentata da un fastidioso effetto tearing che si manifesta quando si esplora la città virtuale, in particolar modo nell’Hub principale, avvalendosi di Izuku Midorya negli spostamenti. Fortunatamente nelle arene di combattimento, ovvero nel cuore del gameplay, questo fenomeno non si presenta. Al contrario però nel resto delle missioni, specie quelle di ricerca, risulta parecchio fastidioso. Ci auguriamo che per l’uscita del gioco questo problema minore venga risolto.
LE UNICITA SONO.. EFFETTIVAMENTE UNICHE
Da un picchiaduro, ci si aspetta che ogni personaggio sia effettivamente unico. Benché le mosse base siano per forza di cose simili (e meno male) il team di sviluppo ha saputo ben equilibrare le differenze tra i personaggi del roster. Come espresso in precedenza, quirk differenti equivalgono a mosse differenti, e di fatto, si può confermare che il difficile obiettivo di rendere unico ogni personaggio sia stato centrato. Difatti, sebbene alcuni quirk si assomiglino, le stesse mosse di due personaggi diversi hanno effetti diversi. Ad esempio, l’attacco da distanza con la Frusta Nera di Midorya ha un effetto differente dallo stesso attacco con il Nastro di Sero, per quanto simile nella forma. Anche le fiamme di Endeavor sono differenti da quelle di Dabi, e così via. Possiamo dunque affermare che gli sviluppatori hanno reso uniche le unicità.
Nonostante il caos della battaglia, non lontano da un qualsiasi picchiaduro 2D o 3D che sia, una volta presa confidenza con il personaggio scelto, l’intuitività dei comandi accompagna il giocatore a cercare combo più complesse del semplice spammare l’attacco base. Vien da sé che alcuni personaggi siano più difficili da controllare, e altri più semplici, ma è una differenza giusta e più che apprezzata.
In conclusione riconfermiamo quello che è stato ribadito mesi fa: il punto di forza di MY HERO ACADEMIA: All’s Justice è la coerenza, il rispetto per l’opera originale e la consapevolezza di dover creare un prodotto mirato a conquistare i fan dell’opera originale, senza pretese.

