Le recenti difficoltà prestazionali di Monster Hunter Wilds su PC hanno acceso un acceso dibattito nella community, alimentato da un’ipotesi curiosa: acquistare DLC migliorerebbe il framerate. Vista la stranezza della faccenda, Digital Foundry ha deciso di analizzare a fondo la questione, verificando se i controlli dei contenuti scaricabili eseguiti in background dal gioco possano effettivamente incidere sulle prestazioni ed il verdetto è chiaro: il problema esiste, ma la sua portata è stata ampiamente ingigantita. Non si tratta di un limite strutturale del gameplay, bensì di un bug tecnico localizzato e soprattutto, non influisce sull’esperienza di gioco principale.
Digital Foundry segnala che l’origine del caso risale a una segnalazione emersa su Reddit, dove alcuni utenti avevano notato prestazioni migliori su account Steam con numerosi DLC acquistati. L’idea che “comprare DLC aumenti gli fps” si è diffusa rapidamente, complice uno stato delle prestazioni già criticato fin dal lancio. Digital Foundry ha confermato che il fenomeno è reale, ma non nel modo inizialmente raccontato: non è il possesso dei DLC a fare la differenza, bensì il sistema di verifica della loro presenza.
I test condotti da Digital Foundry, basati su una configurazione con Ryzen 5 3600 e RTX 4060 Ti, mostrano che Monster Hunter Wilds esegue migliaia di controlli dei DLC quando il giocatore si trova negli hub, in particolare vicino agli NPC che gestiscono il menu dei contenuti scaricabili. Questo comportamento genera un carico anomalo sulla CPU, con cali di framerate che possono arrivare fino al 25% nelle condizioni più estreme e su sistemi già CPU-limited.
L’utilizzo della mod “Less DLC Checks”, che blocca questi controlli, ha permesso di quantificare l’impatto reale del bug. I miglioramenti sono evidenti solo nei campi base e variano in base alle impostazioni: circa +11% a settaggi ultra, fino a oltre +25% isolando completamente il collo di bottiglia della CPU. Fuori dagli hub, però, il contatore dei controlli resta praticamente a zero e le prestazioni tornano normali, senza differenze apprezzabili durante le cacce o l’esplorazione delle mappe.
Digital Foundry sottolinea quindi che il problema è molto circoscritto: si manifesta solo vicino a specifici NPC, solo in determinate condizioni e solo su configurazioni limitate dalla CPU. Il racconto secondo cui acquistare DLC migliorerebbe le prestazioni è stato di fatto smentito. Si tratta di un bug mal implementato, non di una scelta progettuale, e Capcom dovrà intervenire per correggerlo.
Nel frattempo, la mod rappresenta una soluzione temporanea per chi riscontra cali evidenti negli hub, ma non risolve le criticità più ampie della versione PC. Gli stessi analisti ribadiscono che Monster Hunter Wilds soffre di problemi prestazionali più profondi, che richiedono ottimizzazioni strutturali. Capcom ha già pubblicato un aggiornamento migliorativo a dicembre e ha confermato l’arrivo di una patch specifica per PC, segnale che il lavoro sull’ottimizzazione è ancora in corso.
Segnaliamo in conclusione dell’articolo che Monster Hunter Wilds potrebbe essere in arrivo su Nintendo Switch 2.
