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Mass Effect Legendary Edition | Recensione

Sono passati quasi 10 anni di distanza da quando la lunga ed emozionante avventura del comandante Shepard si è conclusa, un’epopea spaziale lunga tre giochi considerata il vertice dell’esperienza offerta da BioWare, casa in grado di sfornare titoli incantevoli come Baldur’s Gate, Jade Empire, Star Wars Knights of the Old Republic (in gergo chiamato KOTOR) e l’altro inarrivabile mostro fantasy chiamato Dragon Age. Mass Effect è però rimasto in modo più duraturo e tangibile nel cuore dei molti: si poteva non amare il genere fantascientifico ma rinnegare quell’esperienza, quella rara brillantezza con cui il titolo esplorava la galassia ed il futuro della vita organica ed inorganica, quello era impossibile. Un’esperienza diventata un fenomeno (ricordate quanto scalpore internazionale davanti al finale?) purtroppo invecchiata male, specie parlando del primo capitolo della trilogia, già difficile da digerire all’uscita dell’ultimo nel lontano 2012. Mass Effect Legendary Edition quindi esce come raccolta rimasterizzata che riunisce tutti i giochi ed i loro DLC con l’obbiettivo di dare una svecchiata e di avvicinare non solo vecchi giocatori, ma anche la nuova generazione che potrà godersi finalmente l’avventura spaziale più bella di sempre con una dose notevole di agilità. Torna quindi Shepard, l’iconico personaggio a cui i videogiocatori hanno riservato una delle più genuine dimostrazioni d’affetto del mondo videoludico, e torna la Normandy col suo indimenticabile equipaggio. Se anche voi “dovete andare” o vi serve del tempo per “calibrare” meglio le vostre armi prima di partire alla volta della galassia, proseguite nella missione leggendo la nostra recensione!


Effetto di Massa

Mass Effect Legendary Edition


Non starò a dilungarmi troppo sulla trama di Mass Effect Legendary Edition, perchè la mastodontica raccolta di tre giochi più 40 DLC (a parte l’irrecuperabile Pinnacle Station) è impossibile da riassumere integralmente e va giocata. Per chi non lo sapesse, Mass Effect è ambientato nel 2183: trentacinque anni prima l’umanità ha scoperto le rovine di un’antica civiltà su Marte ed il portale galattico di Caronte, che gli hanno permesso di compiere un balzo tecnologico incredibile e di aprire le porte all’esplorazione galattica. Gli umani hanno così scoperto che c’è vita oltre la Via Lattea e dopo guerre, confronti e accordi hanno fondato un’Alleanza Spaziale con le altre popolazioni dell’universo, riuscendo a venire a patti con le altre forme di vita. Il comandante Shepard è un eroe di guerra (un terrestre, uno spaziale od un colono a seconda della vostra scelta) ed è stato richiamato in servizio sulla Normandy per il viaggio inaugurale su Eden Prime, apparentemente. Nella realtà, Eden Prime ospita una sonda Prothean – razza antica e misteriosamente scomparsa che ha lasciato segni in tutta la galassia – ed il corpo degli Spettri, una sorta di organo armato indipendente e sovrannazionale, è intenzionato a valutare l’entrata di Shepard nei suoi ranghi in qualità di primo umano. Eden Prime nasconde qualcosa di più terribile, però: al loro arrivo, Shepard e la sua squadra vengono coinvolti in una lotta su larga scala che minaccia di scuotere l’intera galassia conosciuta e li mette di fronte ad un nemico che da oltre 50.000 anni aspetta l’evolversi delle popolazioni più tecnologiche, misterioso e invincibile.

Rivoluzionamento spaziale

Mass Effect Legendary Edition


Mass Effect è partito in modo molto diverso da com’è arrivato, e non era certo un mistero che fosse proprio il primo capitolo il più delicato da ritoccare ed aggiornare, più a livello di gameplay che di narrativa. Il primo titolo già nel 2007 si presentava annaspando tra caricamenti infiniti ed un sistema che voleva unire uno shooter in terza persona a determinate meccaniche da GDR, con una spalmata di controllo dei compagni sul campo di battaglia. Il team ha quindi lavorato alacremente per aggiornare a livello tecnico il gameplay, con buonissimi risultati in Mass Effect Legendary Edition. L’HUD è quindi stato rivisto completamente e reso molto più simile a quello di ME2 e ME3, con una visuale più pulita e ordinata degli indicatori che ci permettono di tenere subito sotto controllo il livello di vita nostro e dei nostri compari, assieme al livello degli scudi. Il vecchio inventario è rimasto sostanzialmente lo stesso ed è rimasta anche la possibilità di migliorare le armi con diversi innesti, ma quantomeno è stato ingrandito e adesso porta più armi ed equipaggiamenti. E’ stata introdotta la pausa tattica ed il sistema di mira è sensibilmente migliore e più fedele nel seguire il movimento che impartiamo al mouse o alla levetta (nel caso giochiate col pad), così come i controlli risultano più fedeli. I movimenti del personaggio sono molto più credibili e anche se alcune animazioni sono rimaste legnose, rendono più agile l’azione. Il cooldown delle abilità e del medigel è stato rivisto per permetterne una migliore gestione in battaglia ed infatti avremo meno tempo da aspettare tra un utilizzo e l’altro. Perfino la guidabilità del Mako ha subito delle modifiche: il mezzo rimane sempre leggermente incontrollabile, non facendoci rinunciare agli sballottamenti da cui nascono le numerose gag sulla pessima abilità di guida di Shepard. Nella guida è però stata introdotta la possibilità di muoversi nella direzione inquadrata: un piccolo cambiamento che rende meno complicato capire da che parte si è girati e muoversi di conseguenza. Non solo questo: adesso ogni classe può usare qualsiasi tipo di arma senza penalità, le armi stesse sono state bilanciate nei punteggi e nella precisione, ed il comportamento dell’AI alleata è nettamente migliore. Forse si sarebbe potuto modificare ulteriormente il sistema di copertura che rimane lontano dalla qualità raggiunta nel terzo capitolo, ma almeno la struttura di avanzamento dei livelli è stata ribilanciata, permettendoci di scegliere se arrivare al livello 60 come nell’originale o seguire la modalità inedita che consente di avere solo 30 livelli da affrontare, ottenendo comunque gli stessi punti per le abilità dei personaggi. Anche la modifica delle inquadrature e della telecamera ha avuto il suo effetto: il primo Mass Effect è molto più scenico di come lo ricordavamo, molto meno spigoloso ed ostico da affrontare, anche se più orientato al gioco di ruolo che all’action GDR rispetto ai successori.

Mass Effect e Mass Effect 2 ora sono in larga parte allineati, tranne per la meccanica di ricarica delle armi, che nel primo capitolo è rimasta contraddistinta dai caricatori ad impulso che si surriscaldano al riempimento della barra di temperatura, mentre nei successivi è stata sostituita dalla presenza delle clip termiche equivalenti ai proiettili. Anche l’omni-gel è rimasto nel primo capitolo assieme alla vecchia denominazione delle corazze (chiamate ancora “Armature“, quando ancora l’idea dell’esistenza del programma N7 non era stata scritta). Gli ascensori non sono stati tolti, ma i caricamenti nascosti sono stati dimezzati. Si può ancora ascoltare il notiziario od i buffi dialoghi tra compagni, ma viene anche offerta la possibilità di saltare completamente il discorso per caricare subito il livello. Per ora nella nostra prova abbiamo trovato solo qualche bug grafico (Kaidan che teneva in mano un fucile invisibile) per fortuna risolvibile con delle patch, ma nient’altro di grave.

Rinnovato e smagliante

Mass Effect Legendary Edition


Parlando di grafica, texture, modelli, illuminazione e riflessi, in Mass Effect Legendary Edition sono stati completamente rivisti e introdotti laddove non sembrava ci fossero. I modelli dei personaggi umani sono stati resi un po’ meno plasticosi e più realistici, mentre quelli alieni sono sbalorditivi e pieni di dettagli. E’ stato ridotto l’effetto di motion blur che sfocava la corsa durante i combattimenti ed il bloom è stato messo da parte a favore del filtro anisotropico. Anche gli ambienti sono stati arricchiti dove possibile, con effetti particellari, volumetrici e shader aggiornati, ed un’illuminazione più realistica che dona tutto un altro fascino agli ambienti, pienamente godibili con una risoluzione 4K.
Su PC in particolare, usando la risoluzione a 1080p vi troverete davanti ad un’immagine stiracchiata, a fronte di una maggiore fluidità e di un frame rate stabile attorno ai 140fps. In 4K lo scenario cambia e tutte le modifiche si fanno palpabili garantendoci comunque prestazioni da 60 fotogrammi al secondo stabili – 30 nei punti più bassi durante le cutscenes adesso libere dalla compressione delle originali. Il gioco non è particolarmente esigente riguardo l’hardware usato, come visto dai requisiti consigliati o minimi per PC, e gira anche su postazioni vecchiotte con agio. L’unica cosa che vi consigliamo è di munirvi di tempo, tanto tempo, poichè tra storia principale, missioni secondarie, DLC ed extra il titolo nella sua interezza vi porterà via almeno un centinaio d’ore. Tra i contenuti c’è la nuovissima photo mode (che mancava completamente su Origin) ma non il multiplayer, la cui mancanza non influisce sulle statistiche della Galassia in Guerra del terzo capitolo, ribilanciata per essere influenzata dalle azioni di Shepard durante l’intera trilogia.
Rispetto ai cambiamenti subiti dal primo, Mass Effect 2 e Mass Effect 3 non hanno subito stravolgimenti se non l’aggiunta di filtri grafici, texture in 4K con framerate e risoluzione migliorati.
Il sonoro è stato abbondamente rivisto e adeguato agli standard correnti, ed il campionario di effetti sonori ne risente durante cutscene e combattimenti. Il doppiaggio originale è stato mantenuto in italiano (Claudio Moneta nel primo capitolo e Giacomo Zito che lo sostituisce nei successivi), euqlizzato per consentire di usufruirne pienamente senza comprometterne la qualità.

Versione testata: PC
Piattaforme: PC, Xbox One, PS4, PS5, Xbox Series X|S