L’ex produttore esecutivo di BioWare, Mark Darrah, ha lanciato un consiglio tanto diretto quanto strategico al team di Mass Effect 5: sfruttare il caso Dragon Age: The Veilguard come esempio negativo per convincere Electronic Arts a fornire tutto il supporto necessario. L’idea, per quanto spregiudicata, è semplice: mostrare come le difficoltà e i cambi di direzione subiti da The Veilguard non debbano ripetersi, così da ottenere risorse, tempo e libertà creativa.
Darrah sottolinea che, a differenza del passato, BioWare si concentrerà su un unico grande progetto, evitando la dispersione di energie che aveva caratterizzato lo sviluppo parallelo di più titoli, con conseguente “cannibalizzazione” interna. In questo scenario, Mass Effect 5 ha la possibilità di avere un ciclo produttivo più ordinato e focalizzato.
Darrah ha affermato quanto segue nel corso di una nuova intervista (grazie a GamesRadar):
“Onestamente incoraggerei il team a usare Veilguard come capro espiatorio il più possibile così da ottenere dall’organizzazione ciò di cui ha bisogno, anche se dove mentire”.
The Veilguard è un caso emblematico: nato come RPG single-player, è stato trasformato in live-service multiplayer e poi riportato al formato originale, con modifiche urgenti per raggiungere il mercato più ampio possibile. Persino i dialoghi sono stati riscritti in tono più serio per evitare reazioni negative simili a quelle ricevute da altri titoli. Queste incertezze, unite alla necessità di rispettare scadenze rigide, hanno reso lo sviluppo estremamente complesso.
Sebbene Darrah non faccia più parte dello studio dal 2020, la sua esperienza ventennale gli consente di offrire una prospettiva autorevole: l’uso di un “capro espiatorio” come The Veilguard può essere uno strumento tattico per negoziare con EA. In un momento in cui sia BioWare che il franchise di Mass Effect hanno bisogno di un forte rilancio, ogni mossa strategica potrebbe fare la differenza.
