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Marvel’s Guardians of the Galaxy Recensione

Marvel’s Guardians of the Galaxy è una piccola ma inaspettata sorpresa. Il titolo pubblicato da Square Enix ha “regalato” così tante vibrazioni contrastanti durate la fase di sviluppo, e l’ombra di Marvel’s Avengers non ha certo aiutato a diffondere un pensiero troppo positivo. Square Enix aveva provato, nel 2020, a trasmutare la totale superiorità mediatica del Marvel Cinematic Universe in un’esperienza di gioco cooperativa, ma il risultato fu ben lontano dalle aspettative. Il cast di facsimili di Hollywood ha lasciato i giocatori perplessi, e mentre la narrativa principale era decente, il titolo era vessato dalle fastidiose microtransazioni. Marvel’s Guardians of the Galaxy è l’esatto opposto: niente microtransazioni, niente multiplayer e una storia che nel complesso si dimostra godibile e corposa: in sostanza, l’ennesima (ma non ultima) dimostrazione che le campagne lineari in single player ancora funzionano. Con un combat schema semplice ma divertente e un design dei livelli che non fa certo gridare al miracolo, ma non per questo è incapace di brillare a dovere, difficilmente il quintetto di eroi riuscirà a rivoluzionare il genere action: non di meno, però, tutti gli elementi sono più che sufficienti per rendere Guardiani della Galassia un titolo estremamente interessante, che regala copiose dosi divertimento in vecchio stile. Il che, lato nostro, basta e avanza.

La Trama

Non fatevi trarre in inganno dal nome del gioco: in Guardian’s of the Galaxy,trascorreremo l’intera campagna (di circa 18 ore) giocando nei panni del solo Peter Quill, AKA Star-Lord: una scelta che potrebbe far storcere il naso a molti, ma finisce per funzionare molto bene per la storia che viene raccontata. La trama principale è onesta, e fornisce esattamente ciò che un amante del materiale originale si aspetterebbe: un’avventura nello spazio con il famigerato gruppo di Guardiani che cercano di accaparrarsi il danaro, imparando a lavorare insieme e salvando la galassia lungo la strada: il tutto, ovviamente, incorniciato da eventi che ruotano attorno alla sfera personale del protagonista. Il risultato è una storia avvincente che bilancia il solito humor con combattimenti e svariati momenti interessanti, sia per Peter che per il resto dell’equipaggio: Gamora, Drax, Rocket e Groot. Marvel’s Guardians of the Galaxy non ha assolutamente nulla a che fare con l’universo cinematografico Marvel, ma si posso riscontrare delle piccole continuità con il fumetto, sebbene alcuni dei retroscena dei personaggi introdotti nei film siano ancora validi. Peter Quill, alias Star-Lord, è ancora un uomo strappato alla Terra negli anni ’80 per vivere una vita nello spazio. Gamora è la figlia adottiva di un Thanos dal volto trasformato (ed è il è l’unico personaggio che prende per molti versi le distanze dalla controparte cinematografica). Drax è un guerriero vedovo del pianeta Katath, incapace di comprendere il sarcasmo. Rocket è un esperimento spaziale andato storto, mentre Groot è ancora la creatura albero che solo Rocket riesce a capire.

La campagna inizia con i Guardiani impegnati a dare la caccia ad un mostro, ma ovviamente il piano non va a buon fine tanto da ritrovarsi non contro il nemico atteso, ma in compagnia di un lama colorato decisamente non spaventoso. Intercettati dai Nova Corps, i Guardiani salgono sulla nave di questi ultimi per gli immancabili controlli, notando la presenza di una delegazione della Chiesa Universale della Verità: chiedono di essere ricevuti da Ko-Rel, ufficiale in comando, ma nella squadra incaricata di scortarli c’è solo la sua giovane figlia Nikki. Qualcosa, nemmeno e dirlo, va storto: all’improvviso c’è un’esplosione e Peter aiuta la ragazzina a tornare dalla madre, che per ringraziarlo lo libera insieme ai suoi compagni a patto che paghino una multa salata. A questo punto entriamo nel vivo del gioco, con una serie di missioni caratterizzate non solo da fasi di matrice combat, ma da avere e proprie decisioni che influenzeranno in generale la trama. Sebbene in principio la storia sia del tutto lineare, le radici di Deus Ex dello sviluppatore Eidos Montreal si manifestano sicuramente con la quantità di scelte di dialogo che ci troveremo ed affrontare. Avremo costantemente a disposizione diverse opzioni di risposta per il nostro eroe, e seppur la maggior parte di queste scelte finiscano per essere per lo più una sorta di “variazione senza effetti” in una storia altrimenti eccessivamente lineare, alcune di esse potrebbero invece avere un impatto inaspettato. Fare le giuste scelte di dialogo per salvare un personaggio, ad un certo punto della narrazione, potrebbe farli tornare ad aiutarci in seguito.

Combattimenti Spaziali

Che il vero protagonista della storia sia Peter lo si nota non solo dalla trama, ma anche dai combattimenti. Peter e le sue doppie pistole saranno le uniche “entità” in nostro controllo, ma potremo comunque sfruttare gli altri Guardiani sfruttando quattro abilità specifiche che potremo usare a nostro vantaggio. Il buon vecchio Groot spara radici per bloccare temporaneamente gli avversari, Gamora infligge invece un’enorme quantità di danni a un singolo bersaglio con un attacco diretto. Questo sistema non solo offre un ulteriore set di opzioni nelle fasi dichiaratamente combat, ma aumenta vertiginosamente il ritmo di gioco: il modo intuitivo in cui sono disposte sul controller lo rendono infine un elemento estremamente dinamico. Peter, dal canto proprio, può attivare i suoi stivali a reazione e volare per un breve periodo, o sfruttare quattro diversi tipi di colpi elementali come congelare o bruciare i cattivi insieme ai suoi normali colpi laser. Il combattimento è molto divertente, e diventa sempre più avvincente man mano che ci si avvicina alla fine, con un ritmo che grazie a questo sistema di combattimento non sembra mai cedere il passo. Un altro degli elementi che rendono il titolo targato Square Enix vario è sicuramente design del nemico, che è abbastanza vario da spingerci a utilizzare diversi attacchi per sfruttare le debolezze o rimuovere gli scudi.

Lo Humor, poi, è parte integrante del gioco: le righe di dialogo, sempre ispiratissime e azzeccate, si contano all’infinito, e rendono l’interazione tra ogni membro della squadra non solo divertente, ma parte integrante della trama – che ci permetterà di assistere all’evoluzione delle loro relazioni nel corso della narrazione. Tale è la loro importanza nell’economia di gioco che i dialoghi diventano parte attiva anche in un momento speciale del combattimento, la così detta Adunata. Che potremmo quasi definire una mossa speciale, in senso molto lato ovviamente, e quando attivata( premendo L1 e R1 contemporaneamente) permetterà a Peter di radunare l’intera squadra a mò di coach per parlare del combattimento imminente: sarà nostro compito scegliere una risposta adeguata a questo discorsetto motivazionale, il tutto reso ancora più memorabile da una delle tante meravigliose canzoni degli anni ‘80 su licenza di Guardiani della Galassia che suona in sottofondo.

Nel corso del gioco visiteremo varie località di Guardiani della Galassia, che spaziano dalle astronavi della Nova Corp a splendidi mondi alieni. Come tutta la struttura del gioco, queste sezioni sono percorsi estremamente lineari con occasionali enigmi ambientali da risolvere o collezionabili da trovare, intervallati da combattimenti in arene più aperte. In brevi frangenti dovremo impartire ordini speciali ai nostri compagni di squadra, chiedendo per esempio a Rocket di hackerare un terminale o Drax di trasportare qualcosa di grosso e pesante da un punto all’altro. Ciò può rendere la risoluzione di enigmi a tratti sin troppo semplice, ma un più che discreto coefficiente di divertimento è garantito per tutto il playthrough. Anche il sistema di upgrade del protagonista brilla per semplicità e immediatezza, seppur forse a tratti un po’ piatto e privo di acuti memorabili. La storia è sempre la stessa: avere la meglio nei combattimenti ti fa guadagnare punti abilità per sbloccare nuovi poteri e svariati vantaggi, disponibili “all’unlock” sin dall’inizio dell’avventura. Un’intuizione, questa, sicuramente brillante: avere sul tavolo tutto da subito è utile, in quanto permette al giocatore di dare la priorità agli aggiornamenti di maggior interesse, sbloccandoli nell’ordine che più si allinea con la sua condotta di gioco. Di contro, tuttavia, una tale scelta preclude in modo abbastanza drastico la possibilità di qualche sorpresa nel corso della progressione della storyline principale, rendendo alcuni passaggi facili o, dopo le prime ore di gioco, forse troppo prevedibili.

Spazio anni 80

Dal punto di vista artistico, il gioco presenta location e scorci ispiratissimi e ben realizzati, per la gioia assoluta di tutti i fan del fumetto. Anche il design dei personaggi è ottimo, e si colloca sapientemente a metà strada fra l’aspetto fumettistico e quello cinematografico dei Guardiani della Galassia.
Il vero fiore all’occhiello del titolo è ovviamente la sua colonna sonora – caratterizzata da grandi classici anni 80 come Iron Maiden, Simple Minds,, Kiss e Billy Idol – che ci accompagnerà in modo adrenalinico per tutto il gioco.
Non abbiamo riscontrato problemi tecnici in grado di inficiare la nostra esperienza di gioco: la presenza di alcuni bug e rallentamenti è fisiologica, specie in un titolo “caotico” e frenetico come questo, ma nulla che abbia davvero rovinato le performance generali del gioco.

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Carlotta Bosca

Carlotta Bosca

Instancabile videogiocatrice sin dall'infanzia, dipendenza nata con Tomb Raider 2 e quindi l'amore per Lara Croft. Divoratrice di romanzi e fumetti (ossessionata soprattutto da Batman).

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