Leslie Benzies, fondatore ed ex volto di Rockstar North, si è preso una pausa dopo il suo ruolo operativo in Build a Rocket Boy, lo studio dietro MindsEye, in uno dei momenti più delicati della storia della compagnia. L’uscita di scena, momentanea, arriva dopo la comparsa del suo nome nei file legati al caso Epstein, in cui una donna lo accusa di molestie. Benzies ha respinto con fermezza ogni accusa, sostenendo che il rapporto fosse consensuale, ma ha comunque scelto di fare un passo indietro. La decisione si inserisce in un contesto già segnato da gravi difficoltà creative, produttive e gestionali.
Precisiamo che secondo un report di GamesIndustry, Benzies non si è semplicemente preso una pausa ma ha lasciato il team, con la conferma che è arrivata tramite un’email interna inviata da Mark Gerhard dopo una riunione generale. Nel messaggio, Gerhard parla di un’assenza “temporanea” di Benzies, definita come una pausa per ricaricarsi dopo oltre un anno di lavoro intenso. Tuttavia, il tono della comunicazione e la firma finale — in cui Gerhard si presenta come unico CEO — suggeriscono che l’allontanamento potrebbe protrarsi più a lungo del previsto. “Ha la nostra più profonda gratitudine e guiderò l’azienda da qui in avanti”, ha scritto Gerhard.
L’uscita di Benzies avviene mentre Build a Rocket Boy è al centro di una crisi profonda. MindsEye, lanciato a giugno 2025, è stato accolto da recensioni estremamente negative, con gravi problemi tecnici e un crollo immediato dell’interesse del pubblico. Su PC il gioco registra numeri di giocatori molto bassi, nonostante patch e dichiarazioni ufficiali che parlano di una “nuova fase di sviluppo” e di un possibile rilancio nel 2026.
Alle difficoltà del prodotto si sono aggiunte tensioni interne sempre più evidenti. È emerso che lo studio aveva installato sui PC dei dipendenti un software di monitoraggio, Teramind, senza una comunicazione preventiva chiara. La scoperta è avvenuta dopo rallentamenti delle macchine, che hanno influito su strumenti di lavoro essenziali. La dirigenza ha poi definito il software come una misura di “cybersecurity avanzata”, chiedendo successivamente la firma di una nuova policy sulla privacy. Esperti legali hanno ricordato che il monitoraggio è consentito solo se proporzionato, necessario e trasparente.
Nel corso di varie riunioni interne, Gerhard e in precedenza lo stesso Benzies hanno parlato dell’esistenza di “sabotatori” interni ed esterni, accusando soggetti non identificati — inclusi influencer, giornalisti e dipendenti — di aver orchestrato una campagna per danneggiare il brand. Accuse respinte dai diretti interessati e mai supportate da prove pubbliche. Queste dichiarazioni hanno contribuito a peggiorare il clima interno, già compromesso da licenziamenti significativi annunciati poche settimane dopo il lancio del gioco.
Diversi ex dipendenti attribuiscono parte delle responsabilità del fallimento di MindsEye proprio alla leadership di Benzies, descritta come accentratore, poco incline all’ascolto e incline a imporre cambiamenti tardivi al progetto. Il risultato sarebbe stato uno sviluppo caotico, incapace di consolidare una visione chiara prima dell’uscita sul mercato. Le difficoltà precedenti legate a Everywhere, il progetto originario dello studio, avevano già indebolito la struttura prima del passaggio definitivo su MindsEye.
Con l’uscita di scena di Leslie Benzies e la concentrazione del potere decisionale nelle mani di Mark Gerhard, Build a Rocket Boy tenta ora un reset completo. Resta però forte lo scetticismo di molti osservatori ed ex membri del team sulla capacità dello studio di superare questa fase, tra problemi reputazionali, contenziosi legali e un prodotto che, al momento, fatica a trovare una vera base di utenti.
Build a Rocket Boy has given us the following statement:
“Leslie is Co-CEO. Following the development of the recent update, he is simply taking a short, planned break following this intense period of work.” https://t.co/9fZPEjHwcx
— Tom Henderson (@_Tom_Henderson_) February 9, 2026
