Le vendite di Call of Duty avrebbero subito un ridimensionamento drastico, arrivando a registrare un calo fino al 60% rispetto all’anno precedente. A sostenerlo è Bobby Kotick, ex CEO di Activision Blizzard, che collega direttamente questa flessione alla crescente pressione competitiva nel mercato degli sparatutto, citando Battlefield 6 come esempio emblematico. Le dichiarazioni arrivano in un contesto delicato, segnato da una causa legale e dal recente passaggio della società sotto il controllo di Microsoft.
Le affermazioni di Kotick sono emerse nell’ambito di una deposizione resa per una causa avviata nel 2022 dal fondo pensionistico svedese AP7, che accusa l’ex dirigente di aver accelerato la vendita di Activision Blizzard a Microsoft per 69 miliardi di dollari. Secondo l’accusa, l’operazione sarebbe servita anche a tutelare la sua posizione personale e i benefici economici legati al cambio di controllo, oltre a prendere le distanze dallo scandalo sulle molestie interne all’azienda. Kotick ha respinto ogni addebito.
Nel documento di difesa, l’ex CEO sostiene che le performance di Activision Blizzard siano state nettamente inferiori agli obiettivi di lungo periodo, in particolare a causa del rendimento del franchise Call of Duty. Il dato più rilevante è proprio il presunto crollo delle vendite di oltre il 60%, che Kotick attribuisce a una competizione sempre più aggressiva nel segmento degli sparatutto multiplayer, con Battlefield 6 indicato come uno dei principali responsabili.
Questa tesi viene usata anche per contrastare una delle argomentazioni centrali avanzate in passato dalla Federal Trade Commission statunitense, secondo cui Call of Duty godrebbe di una posizione quasi monopolistica. Per Kotick, l’impatto commerciale di titoli concorrenti dimostrerebbe invece l’esistenza di un mercato altamente competitivo, in cui nemmeno il brand di punta di Activision è immune da flessioni significative.
Va inoltre considerato il contesto generale del settore. Kotick richiama il calo storico delle vendite hardware, con un mercato console in forte contrazione, e l’effetto del lancio di Call of Duty su Game Pass sin dal giorno di lancio, che riduce le vendite tradizionali pur ampliando la base di utenti. Nonostante ciò, una flessione del 60% resta un dato particolarmente rilevante, anche alla luce del confronto tra Black Ops 7, che avrebbe venduto meno del capitolo precedente, e Black Ops 6.
In questo scenario, le dichiarazioni dell’ex CEO offrono uno spaccato significativo sulle difficoltà recenti di uno dei franchise più redditizi dell’industria videoludica e aiutano a comprendere come concorrenza, modelli di business e andamento del mercato stiano ridefinendo gli equilibri anche per i colossi storici del settore.
