Sarah Bond lascia Xbox e, secondo un report di The Verge, la notizia avrebbe suscitato sollievo tra numerosi dipendenti Microsoft. L’uscita arriva insieme al ritiro di Phil Spencer, segnando l’inizio di una nuova fase guidata da Asha Sharma. Dietro le quinte, però, il clima interno sarebbe stato più teso di quanto apparisse all’esterno. Le strategie di marketing e la direzione impressa al brand Xbox negli ultimi mesi avrebbero generato malumori diffusi.
Secondo quanto riportato da The Verge (grazie a Windows Central), l’annuncio dell’uscita di Spencer era inizialmente previsto per lunedì 23 febbraio, ma Microsoft avrebbe anticipato la comunicazione a venerdì dopo che una notizia era arrivata alla redazione di IGN. La riorganizzazione è stata quindi resa pubblica in modo più rapido del previsto. Nei memo interni diffusi in azienda comparivano messaggi di Spencer, del CEO Satya Nadella e della nuova guida Asha Sharma, mentre l’assenza di un intervento diretto di Bond avrebbe colto di sorpresa persino parte del suo team.
Il nodo principale riguarda la direzione strategica promossa da Bond, in particolare la visione “Xbox Everywhere”. L’idea era spostare il baricentro del marchio oltre l’hardware tradizionale, puntando su cloud, dispositivi multipiattaforma e accesso tramite TV, smartphone e tablet. La campagna “This is an Xbox”, che suggeriva che qualsiasi schermo potesse diventare una Xbox grazie a Xbox Cloud Gaming, è stata descritta come confusa e controproducente. Internamente, secondo le fonti, avrebbe persino “offeso” parte dei dipendenti, perché trasmetteva il messaggio che non fosse più necessario acquistare una console Xbox.
Le critiche non si sarebbero fermate alla comunicazione esterna. Diversi attuali ed ex dipendenti avrebbero definito Bond “difficile da gestire”, sostenendo che avesse costruito una struttura in cui chi metteva in discussione la visione dominante rischiava l’esclusione. Il report parla di una leadership percepita come poco incline al confronto, con frequenti cambi tra i collaboratori diretti già dall’anno precedente, segnali che alcuni avevano interpretato come indicatori di un possibile cambio imminente.
Va però precisato che la strategia multipiattaforma di Microsoft non nasce con Bond. La spinta verso PC, xCloud e Xbox Play Anywhere era già avviata prima del suo incarico come Presidente di Xbox nel 2023. Inoltre, le decisioni finali su campagne e orientamenti passano sempre dai vertici aziendali: Spencer e Nadella avrebbero comunque avuto l’ultima parola sulle scelte strategiche. Alcuni osservatori ipotizzano persino che attribuire a Bond la responsabilità principale possa servire a ridistribuire le colpe in una fase complessa per il brand.
Nonostante le critiche, le fonti riconoscono a Bond capacità rilevanti nella negoziazione di accordi con aziende e sviluppatori, un aspetto che aveva contribuito a rafforzare partnership importanti per l’ecosistema Xbox. Tuttavia, sul piano interno, la sua direzione sarebbe stata percepita come fallimentare e messa in discussione più volte.
Per quanto riguarda Phil Spencer, il suo ritiro sarebbe stato nell’aria da mesi. Dopo una lunga vacanza lo scorso anno, durante la quale alcuni team avrebbero atteso settimane per approvazioni chiave, all’interno di Microsoft avevano iniziato a circolare voci su un possibile pensionamento. Fonti citate nel report sostengono che Spencer stesse coordinando l’uscita da tempo e che resterà fino a ottobre per affiancare Asha Sharma nella transizione.
Il risultato è un cambio ai vertici che apre una fase delicata per Xbox. Da un lato, il sollievo interno descritto dal report; dall’altro, la necessità di ricostruire coesione, ridefinire il messaggio del brand e chiarire il ruolo dell’hardware in un ecosistema sempre più orientato ai servizi. La nuova leadership dovrà ora dimostrare di saper coniugare innovazione, identità e fiducia, sia all’interno dell’azienda sia verso il pubblico.
