Asha Sharma è finita al centro delle polemiche pochi giorni dopo la nomina a nuova CEO di Xbox. Al centro del dibattito, la sua reale esperienza da videogiocatrice e un Gamertag giudicato “troppo recente” da parte della community. Le critiche si sono moltiplicate sui social, alimentando dubbi sulla sua autenticità. Sharma ha deciso di rispondere pubblicamente, chiarendo la situazione e rilanciando con una promessa precisa: riportare Xbox alle proprie radici.
Dopo l’uscita di scena di Phil Spencer e di Sarah Bond, la nomina di Sharma ha rappresentato un cambiamento netto. Proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale di Microsoft, la nuova CEO non arriva da un percorso tradizionalmente legato allo sviluppo o alla gestione diretta di videogiochi. Questo elemento ha alimentato sospetti su quale direzione strategica possa prendere Xbox nei prossimi anni.
La miccia si è accesa quando Sharma ha reso pubblico il proprio profilo Xbox. Diversi utenti hanno notato che il Gamertag risultava creato di recente e presentava una lista di giochi e obiettivi molto variegata. Da qui le ipotesi: c’era chi sosteneva che collaboratori giocassero al posto suo, chi ipotizzava l’uso dell’intelligenza artificiale per curare l’attività online, e chi metteva in dubbio la sua reale familiarità con il medium.
La risposta è arrivata direttamente su X, in replica a un articolo di IGN che riportava la discussione. Sharma ha dichiarato in modo netto: “Fingere sarebbe una terribile idea e non funzionerebbe”. Ha spiegato di aver creato il Gamertag di recente con l’obiettivo di imparare e comprendere meglio l’ecosistema Xbox dall’interno. L’account, ha aggiunto, era condiviso in ambito familiare e utilizzato su più dispositivi, elemento che giustifica la varietà di titoli e risultati visibili. Nel fine settimana, ha precisato, la situazione è stata sistemata e ora ogni membro della famiglia utilizza il proprio Gamertag personale.
Sharma ha anche riconosciuto la legittimità dei dubbi sollevati. Ha ammesso di non essere “la miglior giocatrice” e di non voler fingere di esserlo. Ha chiarito che, pur giocando, il suo obiettivo non è dimostrare abilità pad alla mano, ma guidare Xbox verso una fase di rafforzamento. Il focus, nelle sue parole, è “rendere Xbox il posto migliore dove giocare, tornare alle nostre radici, realizzare grandi cose e diventare più forti per il futuro”. Ha inoltre sottolineato che i suoi post sui social sono scritti personalmente.
Il riferimento al “ritorno alle radici” assume un peso particolare nel contesto attuale. Dopo anni segnati dalla spinta verso servizi, cloud e multipiattaforma, una parte della community chiede maggiore centralità dell’identità Xbox legata all’hardware e alle esclusive. Le recenti turbolenze interne e il cambio di leadership hanno reso il tema ancora più sensibile.
In definitiva, la polemica sul Gamertag è diventata il simbolo di un interrogativo più ampio: serve essere gamer esperti per guidare una divisione come Xbox? Sharma ha scelto di rispondere con trasparenza, spostando l’attenzione dalle abilità personali alla visione strategica. Ora la sfida sarà trasformare le promesse in risultati concreti, dimostrando che competenza manageriale e comprensione del settore possono andare di pari passo, anche senza un passato da giocatrice professionista.
I agree. Faking would be a terrible idea and wouldn’t work. I also didn't expect my gamertag to blowup and the reality is more boring. I created it recently to learn and understand this world. I’ve played with my family, and it’s a shared home account across devices (which you…
— Asha (@asha_shar) February 24, 2026
