La campagna di Crimson Desert è solo una frazione dell’esperienza complessiva pensata da Pearl Abyss. A chiarirlo è Will Powers, PR Director del gioco, che in una recente intervista ha spiegato come la struttura narrativa principale non rappresenti il fulcro quantitativo dell’avventura. L’obiettivo dello studio non è offrire una durata “misurabile” in ore, ma costruire un mondo in grado di adattarsi al tempo e alle scelte di ogni giocatore. Crimson Desert, in questo senso, è progettato per essere vissuto in modo libero e personale. La storia guida, ma non definisce i confini dell’esperienza. Ed è proprio oltre la campagna che il gioco mostra la sua vera scala.
Powers ha rifiutato di indicare una durata precisa, spiegando che i giochi open world vengono affrontati in modi troppo diversi per ridurli a un numero. C’è chi si concentra esclusivamente sulla trama e chi, al contrario, passa decine di ore in attività secondarie. Lo stesso Powers ha raccontato di aver giocato oltre 50 ore focalizzandosi quasi solo su contenuti opzionali come estrazione di risorse, potenziamento dell’equipaggiamento e sperimentazione delle meccaniche, senza nemmeno toccare attività più classiche come la pesca. Questo approccio riflette una filosofia precisa: ogni sessione deve dare una sensazione costante di progresso e ricompensa, anche quando si dedica poco tempo al gioco.
Dal punto di vista del design, Crimson Desert adotta un sistema di difficoltà coerente per tutti i nemici, permettendo di superare le sfide sia grazie all’abilità sia investendo tempo nella crescita del personaggio. Non è necessario “giocare meglio” per forza: chi preferisce può rafforzarsi tramite il grinding, mentre i giocatori più esperti possono avanzare rapidamente lungo il percorso principale. L’idea è evitare che la progressione si blocchi a causa della mancata comprensione di una singola meccanica, lasciando sempre più strade aperte.
“Posso dirvi che settimana scorsa ho passato 50 ore a giocare. Mi sono seduto e ho giocato per 50 ore, concentrandomi principalmente sui contenuti secondari. Non stavo nemmeno pescando; stavo estraendo minerali, potenziando le armi e testando le meccaniche. Poiché esiste un livello di difficoltà fisso per tutti i nemici, puoi fare grinding per superare le sfide grazie alla pura forza di volontà, se lo desideri. Riguardo la durata è impossibile fornire una risposta definitiva per i giochi open world perché le persone raramente seguono solo il percorso principale. Tuttavia, la campagna principale rappresenta solo una piccola percentuale dei contenuti complessivi.
Per me, il gioco si è davvero ampliato dopo i titoli di coda. Mi sono reso conto di aver appena scalfito la superficie di alcune fazioni e delle loro intere linee di missioni. Poiché lavoro sul gioco, sono consapevole dei contenuti disponibili, eppure anche dopo aver completato la storia mi sono reso conto di aver mancato intere aree perché ero troppo concentrato sul percorso principale. Posso dire che c’è un’enorme quantità di contenuti a cui tornare, incluse opzioni di personalizzazione profonde e sistemi in cui investire tempo. L’approccio degli sviluppatori è stato quello di creare un open world che incoraggi l’esplorazione. Il loro punto di forza sta nel creare mondi emergenti e immersivi in cui i giocatori possono trascorrere migliaia di ore.”
Un elemento centrale è il fatto che la campagna principale costituisce solo una piccola percentuale dei contenuti totali. Secondo Powers, è dopo i titoli di coda che il mondo di gioco si espande davvero, rivelando intere fazioni, linee di missioni complesse e aree che possono essere facilmente ignorate se ci si concentra solo sulla storia. Anche conoscendo in anticipo la struttura del gioco, lo stesso team si è reso conto di quanto fosse facile “scalfire solo la superficie” seguendo il percorso narrativo principale.
Questa impostazione si lega alla lunga evoluzione del progetto, nato inizialmente come MMO e trasformato poi in un RPG open world per giocatore singolo. Pearl Abyss ha ripensato progressione, scelte del giocatore, sistema di fazioni, boss e dungeon segreti, sviluppando anche un motore grafico proprietario per sostenere la scala e la visione del mondo di gioco. L’esperienza maturata con Black Desert Online ha influenzato la costruzione di sistemi profondi e interconnessi, pensati per mantenere vivo l’interesse nel lungo periodo.
In definitiva, Crimson Desert non si propone come un gioco da “finire”, ma come un mondo da esplorare. La campagna è solo l’ingresso a un ecosistema ricco di personalizzazione, attività emergenti e contenuti che invitano a tornare, con l’ambizione dichiarata di offrire un’esperienza capace di accompagnare i giocatori per centinaia, se non migliaia, di ore.
Aggiungiamo che Pearl Abyss ha promesso che il gioco verrà ottimizzato il più possibile prima del lancio.
