Una nota interna di Microsoft ha rivelato che 200 dipendenti dello studio King, noto per Candy Crush, saranno sostituiti da strumenti di intelligenza artificiale. Questi stessi strumenti erano stati sviluppati proprio da parte dello staff licenziato, con i licenziamenti che riguardano nello specifico soprattutto ruoli centrali come designer di livelli, ricercatori UX, copywriter narrativi e membri chiave del team londinese di Farm Heroes Saga, che secondo fonti interne è stato “dimezzato”. Tra i dipendenti cresce l’inquietudine, poiché molti di loro sono ora in una sorta di limbo estivo, in attesa che a settembre venga presentato un nuovo organigramma aziendale dopo i negoziati con i sindacati.
Secondo una comunicazione interna trapelata online (condivisa da Insider Gaming), i motivi ufficiali dietro i licenziamenti risiedono nella necessità di “semplificare l’organizzazione”, riducendo livelli gerarchici, stakeholder, meeting e dipendenze tra team. L’azienda ha ammesso che la crescita si è fermata, e per rilanciare il business intende “sbloccare molti più strumenti di AI” e investire in marketing. Questo, però, ha sollevato forti critiche da parte dello staff, che accusa l’azienda di anteporre i profitti alla competenza umana, nonostante King stia ottenendo risultati economici più che positivi.
Una delle dichiarazioni più forti raccolte da fonti interne rivela che “gran parte del team di level design è stato eliminato proprio dopo aver costruito strumenti per automatizzare il loro lavoro”. Similmente, il team di copywriting è stato quasi del tutto rimosso, sostituito da IA che ne replica il lavoro creativo. Alcuni programmatori sarebbero stati licenziati “per motivi arbitrari”, legati anche all’aver espresso malcontento interno o per il loro coinvolgimento in gruppi sociali aziendali. Questo ha alimentato il senso di sfiducia nei confronti del dipartimento HR, descritto da più fonti come inefficiente e più orientato a proteggere l’azienda che i lavoratori.
Il problema non è circoscritto solo agli studi di Londra, ma coinvolge anche sedi a Barcellona, Berlino e Stoccolma, oltre a ruoli centralizzati di QA e ricerca. Molti dirigenti sono stati messi in gardening leave fino alla loro uscita prevista per settembre, segnale di una transizione strutturale profonda. Intanto, una survey interna condotta prima dei licenziamenti aveva già rivelato un morale aziendale bassissimo, ora descritto come “in caduta libera”.
Questo è solo un tassello di un mosaico più ampio: Microsoft, proprietaria di King tramite Xbox, ha effettuato la quarta ondata di licenziamenti in 18 mesi, coinvolgendo in totale circa 9000 dipendenti, con la chiusura di interi studi e progetti. Il CEO di Xbox, Phil Spencer, ha definito la ristrutturazione necessaria per aumentare l’agilità e l’efficacia aziendale, pur riconoscendo i risultati raggiunti in termini di utenti e ore di gioco.
Tutto ciò solleva interrogativi urgenti: l’Intelligenza Artificiale può davvero sostituire il tocco umano nella creazione di esperienze ludiche? E a quale prezzo? La vicenda King apre un dibattito cruciale sul futuro del lavoro creativo e sull’etica nell’utilizzo dell’AI nell’industria videoludica.
