Assassin’s Creed è partito in maniera davvero particolare. Nato come costola di un altro grande franchise si è ritrovato a fare il protagonista.
Assassin’s Creed ha scritto letteralmente la storia del videogame passando in pratica attraverso ben 3 generazioni di console e non sembra volersi fermare. Questa grande serie di videogiochi, infatti, ha dato vita a tutto un mondo collaterale fatto di romanzi, film, corti animati, che non hanno fatto altro che ampliare all’inverosimile la storia.
L’ultimo in ordine temporale della saga canonica è Assassin’s Creed Shadows, ambientato in Giappone durante XVI secolo. A rendere grande questa saga ci hanno pensato vari fattori. Per prima cosa il fatto che in un certo qual modo si viaggi nel tempo attraverso gli occhi di un proprio antenato, vivendo epoche lontane. Spesso inoltre la trama dei giochi si va ad intersecare con fatti storici realmente accaduti. Inoltre, altra cosa importante, a rendere affascinante questa saga c’è la maestosità delle sue ambientazioni. La Firenze del rinascimento o ancora la Parigi della Rivoluzione Francese, con le sue chiese e luoghi iconici riprodotti nei minimi dettagli, hanno catturato l’attenzione di tutti gli appassionati.
Il primo assassino o Prince of Persia
L’azienda che ha sviluppato questa saga è Ubisoft, un vero e proprio colosso del settore, che da anni resiste ai vertici con i propri titoli. In molti hanno apprezzato questo publisher in passato, in particolare, per il gioco Prince of Persia, altro franchise molto fortunato che ebbe un notevole successo sulle prime console.
All’inizio Ubisoft stava sviluppando un nuovo Prince of Persia, la saga funzionava, vendeva e la si voleva continuare. In particolare si stava lavorando a Prince of Persia: Assassin, dove un assassino faceva da guardia del corpo ad un principe non giocabile. Questa cosa però non faceva impazzire i vertici dell’azienda, che non riuscivano ad immaginare ad un Prince of Persia senza principe. Alla fine quello che doveva essere uno spin off divenne una nuova saga e il successo fu tale da spingere Ubisoft a lanciare praticamente un Assassin’s Creed all’anno. Secondo gli esperti tra i più belli in assoluto ci sono quelli della saga dedicata all’Italia e al personaggio di Ezio Auditore, che a Firenze viene visto ormai come un simbolo, al punto che è facile trovare sulle bancarelle della città felpe e magliette che lo ritraggono.
