Il rilancio di Concord era iniziato come un esperimento affascinante: un gruppo di fan, dopo mesi di lavoro, era riuscito a riportare online il gioco ricostruendo da zero backend, sistemi di matchmaking e funzionalità multigiocatore. Un’impresa nata quasi per ironia, considerando che il titolo – lanciato nell’agosto 2024 – era stato un flop clamoroso, chiuso da Sony nel giro di poche settimane insieme ai server e con rimborsi diffusi. Eppure, grazie ai nuovi server privati, Concord era tornato a girare: si potevano caricare i personaggi, avviare partite e persino completare un intero Clash Point, qualcosa che non accadeva dal giorno della chiusura ufficiale.
The Game Post segnala però che la situazione è cambiata rapidamente. Proprio mentre il progetto iniziava ad attirare l’attenzione, Sony ha colpito i video pubblicati dagli sviluppatori amatoriali con richieste DMCA, tutte inoltrate da MarkScan, la società che storicamente gestisce la protezione dei contenuti per l’azienda. È un pattern noto: MarkScan è coinvolta anche nelle rimozioni legate ai mod, ai demake e persino a contenuti televisivi storici rivendicati da Sony. Perciò, la presenza della firma è considerata una conferma indiretta del coinvolgimento della compagnia.
Per ora, le richieste di rimozione riguardano esclusivamente i video gameplay caricati su YouTube e non il codice o l’infrastruttura del server privato. Tuttavia, i responsabili della rinascita di Concord hanno scelto una linea prudente: come dichiarato in Discord, gli inviti al progetto sono stati sospesi per via delle potenziali conseguenze legali. Mentre non è ancora chiaro se Sony intenda contrastare direttamente il server privato, l’intervento contro la diffusione pubblica dei video suggerisce una certa ostilità verso la rievocazione di un gioco che l’azienda aveva già archiviato.
Il caso riapre un dibattito destinato a crescere: un publisher ha il diritto esclusivo sul proprio prodotto, anche se abbandonato, ma fino a che punto la community dovrebbe essere ostacolata nel preservarlo o riportarlo in vita? Per ora, il futuro del “nuovo Concord” rimane incerto e segnato dall’equilibrio fragile tra passione dei fan e tutela del copyright.
