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Il Museo del flipper chiude i battenti, lasciando circa 1.700 pezzi all’asta

La prima parte dell'asta si è rivelata un successo.

Il Museo del flipper era aperto solo nove giorni all’anno in epoca pre-COVID, ma quando apriva i battenti brillava come… beh, come solo una sala giochi nel suo periodo di massimo splendore può fare, regalando a tutti i fortunati visitatori senza alcun dubbio un’esperienza indimenticabile.

I flipper ora possono essere relegati nei bar o nelle piste da bowling comuni, ma per il proprietario del museo di cui sopra, John Weeks, hanno avuto un fascino imperante all’interno della sua vita. E proprio per questa sua passione straordinaria ha deciso di aprire il Museo del flipper, per riportare gli ospiti alla loro giovinezza o per presentare ai giovani un’esperienza di gioco impossibile da trovare su console in voga come Xbox o PlayStation.

Per un po’ di anni a questa parte quindi il museo di cui sopra è stato un monumento alla nostalgia, una sala giochi in quel della California piena zeppa di oggetti preziosi per ogni videogiocatore con qualche anno sulle spalle. Dal 2013 all’inizio di questo mese, il museo è stato una meta turistica per gli appassionati di flipper, che potevano pagare per giocare su una qualsiasi delle sue centinaia di macchine da gioco.

Questa struttura si autodefiniva la più grande collezione al mondo di flipper e vi è stato persino stabilito un Guinness World Record per la maggior quantità di persone che giocavano a flipper contemporaneamente (il record, grazie al museo e ai suoi clienti, è ora di 331 giocatori).

Ma si sa che gli affari sono semplicemente affari, con la sola nostalgia che non poteva sostenere per sempre il museo da sola. Difatti sì, il Museo del flipper ha chiuso definitivamente i battenti nel corso di questo mese, lasciando la sua illustre collezione di flipper e giochi arcade rari o insoliti, circa 1.700 macchine in totale, che sono stati messi all’asta. Più di 750 di loro sono già stati venduti, mentre il resto sarà disponibile in un’asta nel fine settimana a fine mese.

Weeks ha affermato quanto segue in un’intervista con CNN:

“È come un funerale. Non c’è un posto come questo. Probabilmente non ci sarà mai più. Quando ho visto il mio primo flipper, avevo solo 13 o 14 anni, in un motel in cui abitava mio padre a San Diego e me ne sono subito innamorato. A quel punto ho cercato dei modi per trasformare il mio hobby in un business.”

Negli anni ’70, da adolescente, ha aperto una sala giochi nel garage dei suoi genitori. A 18 anni ha scambiato la sua sede con un vero negozio. Quella sala giochi chiuse qualche anno dopo, e Weeks abbandonò la sua ossessione per il flipper per alcuni anni… fino alla metà degli anni 2000, quando notò un classico flipper nell’angolo di un bar dove stava assistendo ad un concerto, e tutti quei sogni adolescenziali di un business arcade sono tornati a galla.

A quel punto ecco che ha dato il via al proprio sogno in un magazzino a Banning, una piccola città a circa 80 miglia a est di Los Angeles. Il museo del flipper è quindi stato costruito in un magazzino di 44.000 piedi quadrati, includendo ben 800 flipper e poco meno di 1.000 giochi arcade.

Il museo alla fine non è stato redditizio, con Weeks che ha cercato di compensare il costo di gestione del posto affittando lo spazio ai coltivatori di marijuana, ma non è stato sufficiente per mantenere aperto il paradiso del flipper.

Il primo fine settimana dell’asta ha avuto successo, guadagnando oltre $3 milioni, secondo l’outlet Pinball News. Tra le macchine più costose c’era un flipper a tema “Ritorno al futuro” venduto per $ 14.000 ed uno della Famiglia Addams in edizione limitata che ha raggiunto i $ 22.500.

Ci sono altri musei di flipper che stanno spuntando in giro per il mondo, ma niente di simile“, ha detto il buon Weeks. “Questo era come il Disneyland dei musei del flipper.
Le aste finali della collezione del Museo del flipper si svolgeranno virtualmente dal 24 al 26 settembre attraverso il Captain’s Auction Warehouse.

Continuate a seguirci per non perdervi altre notizie di questo tipo.

Fonte: Edition.cnn

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

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