Perché molti giocatori PC evitano di acquistare su Epic Games Store anche quando i giochi sono interessanti o in esclusiva? La risposta non è solo economica o tecnica, ma soprattutto emotiva e sociale. Secondo Adrian Chmielarz, autore di Witchfire e cofondatore di The Astronauts, Steam è diventato nel tempo una vera e propria “casa” per i videogiocatori, mentre Epic Games Store resta un semplice punto vendita.
In un’intervista, Chmielarz ha raccontato che l’accordo di esclusiva temporale con Epic è stato fondamentale per la sopravvivenza del suo studio. Il supporto economico di Epic ha permesso al team di rifinire Witchfire con calma, migliorandolo prima dell’arrivo su Steam. Una strategia che si è rivelata vincente: al debutto sulla piattaforma Valve nel 2024, il gioco ha superato rapidamente le 500.000 copie vendute, con circa 1,7 milioni di aggiunte alla wishlist.
Nonostante questo, Chmielarz comprende perfettamente perché molti giocatori rifiutino di spostarsi su Epic. Steam non è più solo uno store, ma un ecosistema completo. Ogni gioco ha un hub dedicato con forum, recensioni scritte, guide dettagliate, contenuti creati dagli utenti, mod tramite Workshop, discussioni attive e spazi di condivisione. È qui che “succedono così tante cose” da spingere i giocatori a investire emotivamente nella piattaforma.
Secondo lo sviluppatore, questo coinvolgimento porta a un effetto chiave: a un certo punto l’utente sente che Steam è la sua casa, e che lì deve stare anche la sua libreria. Quando un titolo esce in esclusiva su Epic Games Store, per molti equivale a “tradire” il proprio spazio digitale, costringendoli a usare un negozio percepito come estraneo.
Epic Games Store, infatti, viene descritto come scarno e privo di strumenti sociali: niente recensioni degli utenti, niente forum, nessun luogo in cui interagire se non la pagina d’acquisto. Per Chmielarz, non è chiaro se questa sia una scelta consapevole o meno, ma il risultato è evidente: EGS non riesce a creare un legame emotivo con i giocatori e, di conseguenza, fatica a competere con Steam sul lungo periodo.
Chmielarz ha affermato quanto segue:
“In realtà succedono così tante cose nell’hub della community di ogni singolo gioco, molte più di quante avessi mai immaginato. E proprio per questo motivo non c’è da stupirsi che le persone finiscano per investire emotivamente in Steam. A un certo punto sentono: ‘Ok, questa è casa mia, quindi qui c’è anche la mia libreria personale’. Così, quando qualcosa che vogliono giocare esce in esclusiva su Epic, diventa un problema per loro, perché devono tradire la loro libreria di casa con un altro negozio. Ebbene sì, le persone, in sostanza, non usano l’EGS come la loro casa: non è casa per loro. Non so se sia una scelta deliberata o meno, ma loro non hanno recensioni scritte. Non hanno forum. Non c’è niente da fare lì se non comprare. E quindi perderà sempre contro un negozio che è anche emotivo, con cui puoi davvero interagire.”
Il punto centrale è culturale: molti giocatori oggi passano più tempo nelle community che nei giochi stessi. Socializzare, discutere, creare e condividere è diventato parte integrante dell’esperienza videoludica. Steam lo ha capito e costruito negli anni, mentre Epic si è concentrata quasi esclusivamente sul prodotto. Finché questa distanza rimarrà, conclude implicitamente Chmielarz, Steam continuerà a essere la “casa” dei giocatori PC, ed Epic solo un negozio di passaggio.
Ricordiamo infine che sono partiti i saldi invernali su Steam.
