Crimson Desert si prepara a distinguersi nel panorama degli open world action grazie a un approccio molto ambizioso alle boss fight. Secondo Pearl Abyss, gli scontri contro i nemici principali non saranno semplici prove di forza, ma vere e proprie sfide di lettura e adattamento, con ogni boss che costringerà i giocatori a cambiare mentalità e strategia. Di conseguenza non basterà attaccare senza criterio, ma servirà comprendere il nemico, il contesto e le proprie abilità.
Gli sviluppatori hanno affermato a GamesRadar che il gioco è ambientato nello stesso universo di Black Desert ma è concepito come un’esperienza single player autonoma, Crimson Desert mette il giocatore nei panni di Kliff, impegnato a sopravvivere e reagire dopo la distruzione del suo gruppo mercenario. Il gioco sfrutta l’esperienza maturata dal team nello sviluppo di mondi vasti e complessi, grazie anche al nuovo BlackSpace Engine, che consente un open world fluido, ricco e dinamico, con condizioni atmosferiche in tempo reale e ambienti altamente interattivi.
Il sistema di combattimento rappresenta una delle evoluzioni più importanti rispetto al passato. Pearl Abyss parla di un’azione più tattile e cinematografica, basata su un ampio set di mosse, parate e schivate a tempo, abilità atletiche e armi mutaforma. Questa profondità emerge soprattutto nelle boss fight, pensate come momenti chiave della progressione e non come semplici intermezzi spettacolari.
Un esempio emblematico è lo Staglord, un boss colossale dalle sembianze di un cervo gigante. La sua stazza rende inutili prese e mosse corpo a corpo di tipo wrestling, costringendo il giocatore a puntare tutto su mobilità, posizionamento e tempismo per evitare cariche devastanti e attacchi ad ampio raggio. Qui l’errore viene punito severamente e l’osservazione dei pattern diventa essenziale.
All’estremo opposto c’è la Queen Stoneback Crab, uno scontro che richiede l’uso attivo dell’ambiente. In questo caso non basta colpire: bisogna sfruttare specifiche meccaniche dello scenario per rompere le difese del boss e creare aperture. È un esempio chiaro di come Crimson Desert voglia spingere il giocatore a pensare in modo creativo, adattando equipaggiamento e abilità alla situazione.
Gli sviluppatori sottolineano che queste battaglie non sono eventi isolati, ma l’espressione diretta della filosofia di design del gioco: studiare il nemico, adattare il proprio stile di combattimento e usare il mondo circostante come un’arma. In un open world enorme e vivo, le boss fight diventano così momenti di sintesi tra esplorazione, narrativa e gameplay. Se queste premesse saranno mantenute nella versione finale, Crimson Desert potrebbe offrire scontri memorabili, capaci di mettere davvero alla prova riflessi, strategia e capacità di adattamento dei giocatori.
Ricordiamo infine che il gioco avrà un mondo più grande di quello di Red Dead Redemption 2.
