Il caso Horses sta scuotendo l’industria videoludica: il nuovo horror d’autore di Santa Ragione, studio noto per Saturnalia e Mediterranea Inferno, è stato bannato da Steam prima ancora di essere completato. Una decisione che ha compromesso finanziamenti, piani editoriali e persino la sopravvivenza del team milanese. A più di due anni dal divieto, Valve ha pubblicato una dichiarazione ufficiale spiegando il processo che ha portato alla rimozione, ma le motivazioni continuano a generare discussioni e perplessità. La vicenda mette in luce la fragilità degli studi indipendenti che dipendono da un’unica piattaforma dominante e solleva interrogativi sulle politiche di moderazione dei contenuti di Steam. Per gli studenti e per chi segue il settore, Horses è ora un caso di studio sulle dinamiche tra creatività, controllo dei contenuti e potere delle piattaforme.
Ricordiamo per chi non sapesse di cosa stiamo parlando (grazie a GamesIndustry), che Santa Ragione ha rivelato che Horses, il suo ambizioso horror in prima persona nato come progetto universitario e sviluppato dal 2021, è stato bannato su Steam nel giugno 2023, pochi giorni prima della presentazione all’IGN Summer of Gaming. La richiesta anomala arrivò quando Valve, invece di approvare la pagina per le wishlist, chiese una build completa del gioco da testare. Il team, pur avendo un titolo ancora lontano dalla conclusione, si è sforzato di assemblare una versione giocabile piena di placeholder per soddisfare la richiesta. Ma dopo settimane di silenzio, la risposta arrivò con un messaggio automatico: Horses non sarebbe mai stato pubblicato, poiché secondo Valve conteneva “temi, immagini o descrizioni che sembrano raffigurare condotte sessuali con un minore”.
Il contenuto ritenuto problematico non è mai stato indicato con precisione, nonostante numerose richieste di chiarimento. Il director Pietro Righi Riva sospetta che la scena a generare il blocco sia quella in cui il protagonista accompagna una ragazza minorenne durante una cavalcata, in un mondo surreale popolato da figure umanoidi con testa di cavallo. Per evitare equivoci, quella sequenza è stata modificata e la ragazza sostituita con un personaggio adulto, ma anche questo non è bastato: Steam ha confermato il ban permanente, esplicitando che neppure una nuova submission sarebbe stata accettata.
Il caso presenta precedenti recenti, come Vile: Exhumed, altro horror indipendente colpito da un ban simile per questioni legate al live-action e a presunti contenuti sensibili. Anche Horses usa filmati granosi e sperimentali, ma il team afferma che tutte le sequenze live-action sono prive di nudità e realizzate con attori verificati o stock footage certificati. Per Santa Ragione, dunque, la motivazione ufficiale non rispecchia il contenuto reale del gioco.
Il ban ha avuto conseguenze devastanti: senza Steam, nessun publisher ha voluto finanziare Horses, nonostante l’interesse iniziale fosse molto ampio. Il budget rimanente — circa 50.000 euro — è stato consumato rapidamente, costringendo il team a trovare lavori esterni e persino a chiedere prestiti personali a dieci amici per poter completare la produzione. Ma senza la possibilità di commercializzare il gioco sulla principale piattaforma PC, gli investitori si sono ritirati uno dopo l’altro, fino all’autunno 2025.
Il danno è stato anche umano e professionale. Andrea Lucco Borlera, director del gioco, ha raccontato lo shock e la frustrazione seguiti al ban, che ha compromesso quella che vedeva come la sua grande occasione nel settore. Per lui, Horses rappresentava un’opera che spingeva i confini del medium, affrontando temi complessi come accade nel cinema d’autore. Il rifiuto di Steam, sostiene, sarebbe dovuto a un fraintendimento culturale più che a un reale problema di contenuti.
Di fronte all’incertezza, Riva ammette che la chiusura dello studio è un’ipotesi concreta. Il denaro raccolto dal lancio servirà solo a ripagare gli autori e i prestiti ricevuti, lasciando pochissimo margine per sopravvivere come azienda. Il co-fondatore considera la possibilità di dedicarsi alla consulenza e all’insegnamento, mentre Borlera sta già lasciando lo sviluppo di videogiochi per intraprendere un percorso diverso.
Nelle ultime ore, probabilmente a causa dell’attenzione mediatica, Valve ha pubblicato una dichiarazione ufficiale ribadendo la propria posizione: la build di Horses è stata valutata nel 2023, ha generato “preoccupazioni” sulla base dei contenuti mostrati nella pagina Steam e, dopo una revisione approfondita, la decisione finale è rimasta invariata. Secondo Valve, il processo è stato condotto nel rispetto delle linee guida di onboarding.
Leggiamo quanto affermato da un rappresentante di Valve:
“Abbiamo esaminato il gioco nel 2023. All’epoca, lo sviluppatore aveva indicato su Steamworks che il lancio era previsto solo qualche mese dopo. Ed in base al contenuto presente nella pagina del negozio, abbiamo comunicato allo sviluppatore che avremmo avuto bisogno di esaminare la build del gioco. Questo accade a volte se il contenuto della pagina del negozio solleva la preoccupazione che il gioco stesso possa non rispettare le nostre linee guida. Dopo che il nostro team ha testato la build e ne ha esaminato il contenuto, abbiamo fornito un feedback allo sviluppatore sul motivo per cui non avremmo potuto pubblicare il gioco su Steam, in conformità con le nostre regole e linee guida di onboarding. Poco tempo dopo, lo sviluppatore ci ha chiesto di riconsiderare la decisione ed il nostro team interno di revisione dei contenuti ha discusso ampiamente la questione, comunicando allo sviluppatore la nostra decisione finale, ovvero che non avremmo pubblicato il gioco su Steam.”
Il caso Horses resta quindi emblematico: un gioco sperimentale, un processo di valutazione opaco, un team indipendente vicino alla chiusura e una discussione sempre più urgente su come piattaforme dominanti come Steam gestiscano contenuti, creatività e responsabilità verso gli sviluppatori.
In attesa di vedere l’evolversi della situazione, segnaliamo che nei prossimi mesi è in arrivo la nuova Steam Machine, dispositivo che avrà un prezzo “come un PC con lo stesso livello di prestazioni”.
