Horses continua a essere al centro di una vicenda che sta diventando un caso internazionale nel settore videoludico. Dopo la rimozione da Steam e dall’Epic Games Store, anche Humble Store ha deciso di bannare il gioco, togliendolo dalla vendita quando era già disponibile all’acquisto. Una scelta arrivata all’ultimo momento e senza una motivazione ufficiale, che alimenta ulteriormente il mistero attorno al titolo sviluppato da Andrea Lucco Borlera in collaborazione con Santa Ragione.
IGN ha confermato il delisting, sottolineando che anche il proprio portale — di proprietà della stessa IGN Entertainment, come Humble — sta chiedendo chiarimenti. Nonostante le difficoltà, il gioco sta vivendo un inatteso contraccolpo positivo: su GOG ha raggiunto il primo posto nella classifica globale, segno che l’attenzione mediatica generata dai ban ha aumentato in modo significativo la curiosità del pubblico. È difficile stimare quante copie possa realmente muovere la piattaforma, ma essere in cima alle vendite rappresenta comunque un risultato importante per una produzione indipendente di piccole dimensioni.
Di conseguenza, Horses resta acquistabile anche su itch.io, al momento l’unico altro store che non ha applicato restrizioni. Il gioco, un’avventura horror in prima persona, mette il giocatore nei panni di un giovane che lavora per due settimane in una fattoria dove gli “animali” sono in realtà esseri umani con maschere equine, trattati come bestie. La narrativa affronta temi durissimi: il cinismo del potere, la perdita dell’umanità e la banalità del male, con un approccio che richiama la poetica pasoliniana.
Proprio la natura disturbante e politicamente carica del racconto potrebbe aver contribuito ai ban, anche se gli sviluppatori denunciano l’assenza totale di spiegazioni concrete: le piattaforme si limitano a citare generiche violazioni delle linee guida, senza mai specificare quali.
Il caso Horses, dunque, si allarga: un titolo indipendente che, paradossalmente, trova nuova visibilità proprio grazie alle porte che gli vengono chiuse. Resta ora da capire se altri store seguiranno la stessa linea o se il gioco continuerà a sopravvivere grazie al sostegno delle comunità più aperte e delle piattaforme alternative.
