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Hands On | TT Isle of Man

Il mondo dei titoli riservati alle competizioni motociclistiche è molto ristretto, un sottogenere dei racing game che ha saputo, nel corso degli anni, ritagliarsi un angolino tra gli appassionati. TT Isle of Man celebra la passione per il motociclismo portando sugli schermi la competizione più iconica del mondo su due ruote: il Tourist Trophy. Abbiamo provato una build del titolo durante la Gamescom di Colonia, vediamo come se la cava il titolo di Kylotonn.

I ragazzi di Kylotonn non si fermano sulle strade sterrate di WRC ma estendono la loro passione per gli sport motoristici anche nel mondo delle moto. Sotto la saggia ala di BigBen Interactive, TT Isle Of Man è un tributo alla competizione più prestigiosa del mondo motociclistico. Così come la 24 ore di Le Mans, il Tourist Trophy, abbreviato in TT, rappresenta una, se non la competizione più importante ed impegnativa delle corse su due ruote. TT Isle of Man è un prodotto estremamente simulativo che mette in campo non soltanto le licenze ufficiali delle scuderie e della competizione annuale ma anche una voglia di comunicare al meglio le condizioni estreme di una competizione che ha contato, nel corso della storia, tantissime vittime tra i piloti che vi partecipavano.
Con la sua estensione di ben 60,720Km, il circuito stradale dello Snaefell Mountain Course sull’Isola di Man, rappresenta l’olimpo del motociclista, il risultato di una vita, frutto di anni e anni di preparazione ed allenamento. TT Isle of Man è fortemente legato alla storia di questa competizione, gli sviluppatori ci hanno infatti raccontato, al fine di contestualizzare il tutto, l’importanza di una competizione del genere che, sconosciuta ai più, passa in sordina all’ombra di competizioni più seguite come la MotoGP. Il Tourist Trophy è una competizione storica che affonda le sue radici nei primi del novecento, una competizione estrema in temrini di intensità e pericolosita in un circuito stradale che comprende ostacoli come muretti, case e strade adibite alla normale circolazione. I circuiti cittadini, così come quelli stradali sono imprevedibili, con curve e dossi non pensate per la competizione ma per la vita di tutti i giorni, il Tourist Trophy vede bolidi su due ruote sfrecciare a velocità incredibili e proprio per questo motivo la mortalità del circuito è estremamente elevata, contanto più di 140 vittime nell’arco di cento anni.

La build che abbiamo provato è ancora abbastanza acerba, un sistema di guida che cerca in tutti i modi di apparire simulativo ma che ha ancora tanta strada da fare soprattutto in termini di fisica e guidabilità della moto. Assente il freno posteriore, in favore di una frenata con entrambe le ruote, è stato praticamente impossibile determinare la precisione del sistema di guida e le sue implicazioni in curva, ciò che è certo è che la riproduzione del tracciato, fedelissima a quello reale, va studiata sezione per sezione al fine di padroneggiare ogni curva ed ogni tornante. TT Isle of Man si affida quasi completamente ad un unico circuito, proponendo una piccola gamma di tracciati inventati al fine di introdurre il giocatore alla competizione principale. Una modalità carriera che prevede una singola e lunghissima gara fatta di preparazione e studio del circuito va a costituire essenzialmente l’esperienza di gioco che, nonostante l’importanza della competizione, ci è sembrata abbastanza limitata in termini di contenuti. Durante la nostra prova abbiamo testato il motore fisico ancora altalenante ma spettacolare durante le cadute che catapultavano il nostro povero pilota a centinaia di metri di distanza. I ragazzi di Kylotonn hanno affermato di voler rilasciare il titolo entro la fine dell’anno ma lo stato attuale dei lavori suggerisce la necessità di tempo e lavoro per rendere TT Isle of Man un titolo fruibile al pubblico. Graficamente interessante e pieno di potenziale, il titolo ha bisogno di maturare e crescere senza troppa fretta in modo da omaggiare al meglio quella che è una competizione storica al pari della Targa Florio. Le nostre impressioni ci spingono a dar fiducia ai ragazzi di Kylotonn ed al loro modello di guida che, pur essendo ancora limitato, si presenta come ricco di potenzialità ed incredibilmente fluido, la strada è tutta in salita ed il lavoro da fare è tanto ma il sentiero imboccato sembra essere quello giusto. Non ci resta dunque che aspettare di mettere le mani su una build più avanzata per scoprire se le promesse dei ragazzi di Kylotonn saranno mantenute o meno.