Phantom 8 Games è una software house tedesca indipendente nata poco meno di due anni fa, ma il suo piccolo team di sviluppo ha le idee ben chiare sul cosa significa per loro realizzare un gioco: l’obiettivo del piccolo team di sviluppo è quello di produrre un gioco in terza persona prodotto da un equilibrato mix di azione, stealth, thriller e horror e con un comparto tecnico che possa dire la sua nel panorama indie. Il risultato di questa mescolanza è Past Cure, opera prima di Phanom 8 che abbiamo avuto il piacere di provare nel corso della fiera di Colonia.

Past Cure è un gioco che si ambienta su due piani distinti: quello reale, detto appunto “real world”, e quello astrale definito come “nightmare world” che ospita pericolose creature: il nostro protagonista, Ian, è un ex-soldato che, a seguito di un trauma, scopre di avere poteri paranormali fra i quali l’abilità di viaggiare fra i due mondi: questi poteri si riveleranno una condanna più che un dono, ma Ian, intenzionato a scoprire la verità dietro alle sue abilità e scovare i colpevoli che hanno causato al sua situazione, userà le sue capacità paranormali per raggiungere il suo scopo. Del gioco abbiamo visto due sessioni distinte, una nel mondo reale ed una nel nightmare world: nella prima ci siamo ritrovati all’interno di un grosso parcheggio di un edificio disseminato di guardie e telecamere: qui abbiamo potuto saggiare alcune delle abilità del protagonista, sia combattive che psichiche. Scopo della missione era ovviamente quello di attraversare incolumi la mappa ed in un primo momento abbiamo adottato un approccio stealth utilizzando la capacità di staccarci spiritualmente dal nostro corpo per poter perlustrare l’area intorno a noi dall’alto e disattivare telecamere ed allarmi a portata, oltre che “segnare” i nemici circostanti e poterli vedere attraverso i muti. I poteri psichici non durano all’infinito: il loro utilizzo consuma l’energia di una barra dedicata che potrà essere riempita utilizzando dei consumabili oppure attendendo che si ricarichi. Le meccaniche stealth sono piuttosto rudimentali e potrebbero essere migliorate: non vi è la possibilità di far appiattire il protagonista contro un muro e farlo muovere lungo il suo perimetro, così come una volta che verremo avvistati dai nemici non potremo far abbassare il livello di allarme se non eliminando tutti gli avversari della stanza. Nonostante questo, sia il combattimento che lo shooting è piuttosto ben fatto: grazie al lavoro di motion capture che rende i movimenti del personaggio belli da vedere ed i pugni che vengono sferrati si sentono tutti, ma sia in un caso che nell’altro dovremo stare attenti ai colpi nemici perché la vita a disposizione è poca ed è veramente facile rimanere uccisi. L’ispirazione di questa parte ricorda tanto John Wick ed i revenge movie, ma c’è anche tanto di Inception che viene esplicitamente indicato come uno dei film che ha ispirato il concept del gioco. Le stanze asettiche del nightmare world, che ricordano le stanze della Aperture, popolate da creature umanoidi dagli occhi neri e dalla pelle di ceramica sono frutto di quella che pare essere un’ottimo lavoro di direzione artistica che risalta anche grazie al buon dettaglio grafico raggiunto dalla produzione. Non ci resta che attendere la release del gioco che uscirà su PlayStation 4, Xbox One e PC.

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