Le nuove funzioni di Google Maps e altri servizi permettono di ritrovare smartphone Android e iPhone smarriti o rubati, anche se spenti o offline. Ecco come funzionano
Perdere il proprio smartphone rappresenta un’esperienza frustrante e spesso fonte di ansia, ma oggi esistono diversi metodi efficaci per rintracciarlo, sia che si tratti di un dispositivo Android sia di un iPhone. Le tecnologie di localizzazione si sono evolute notevolmente, consentendo agli utenti di individuare la posizione del telefono con precisione anche in caso di furto o smarrimento. Tra gli strumenti più diffusi spiccano Google Maps, la funzione Trova il mio dispositivo di Google e le opzioni integrate nei sistemi operativi di Apple.
Come localizzare un cellulare tramite Google Maps e WhatsApp
Google Maps offre una funzionalità di condivisione della posizione estremamente utile per monitorare in tempo reale il proprio smartphone o quello di un’altra persona, previo consenso. Per attivare questa funzione, è sufficiente accedere all’app, toccare l’icona del profilo, selezionare “Condivisione della posizione” e scegliere per quanto tempo condividere il proprio posizionamento. È possibile inviare la posizione a un contatto Google tramite indirizzo Gmail, oppure generare un link condivisibile via SMS o email, valido fino a un massimo di 24 ore.
Un’altra app molto utilizzata per la localizzazione è WhatsApp, che permette di condividere la posizione in tempo reale direttamente in una chat. Dopo aver aperto la conversazione, si tocca il simbolo della graffetta e si seleziona “Posizione”. L’utente può scegliere se inviare la posizione attuale o condividerla per un periodo di tempo limitato (15 minuti, un’ora o otto ore). Questa funzione è molto utile per rintracciare amici o familiari ma può essere utilizzata anche per localizzare un dispositivo smarrito se precedentemente attivata.

Per dispositivi Android, il servizio “Trova il mio dispositivo” di Google rappresenta la soluzione più affidabile per rintracciare il telefono smarrito o rubato. Questo strumento gratuito è accessibile sia da computer sia da un altro dispositivo mobile tramite l’app dedicata, scaricabile dal Play Store. È indispensabile che il dispositivo sia collegato a un account Google e che la funzione di localizzazione sia attivata nelle impostazioni.
I comandi disponibili includono:
– “Riproduci audio”, che fa suonare il telefono anche se è in modalità silenziosa;
– “Blocca dispositivo”, per impedire l’accesso non autorizzato;
– “Resetta dispositivo”, per cancellare tutti i dati da remoto e rendere il telefono non rintracciabile.
Nel caso degli iPhone, Apple ha perfezionato la funzione “Trova il mio iPhone” integrata nei sistemi iOS. A partire dalla versione iOS 15, è possibile localizzare anche un dispositivo spento, purché siano attivate le opzioni “Trova il mio iPhone”, “Rete Dov’è” e “Invia ultima posizione”. Queste tecnologie permettono di visualizzare l’ultima posizione nota del telefono prima che si spenga o perda la connessione, facilitando il recupero anche in situazioni complesse.
La localizzazione di un cellulare spento o non connesso a internet può sembrare impossibile, ma con le ultime innovazioni software è diventata una realtà concreta. Su iPhone, la rete “Dov’è” consente di tracciare il dispositivo anche quando è offline, sfruttando la collaborazione di altri dispositivi Apple nelle vicinanze che fungono da ponte per la trasmissione della posizione. Per gli smartphone Android, Google può mostrare l’ultima posizione rilevata prima che il dispositivo si disconnetta o venga spento, offrendo un punto di partenza per eventuali ricerche.
