Game Experience
LIVE

Gungrave GORE – Recensione

Vi ricordate GunGrave? No? Beh, non vi biasimo. Ciò non toglie che qualcuno o qualcosa abbia deciso di rispolverare una saga ormai dimenticata per realizzare un nuovo capitolo sulle console odierne. Gungrave GORE segna il ritorno di uno shooter in terza persona uscito ben vent’anni fa su PlayStation 2, un’operazione nostalgica riuscita o senza reali motivazioni? Scopritelo con noi!

Mi ritorni in mente…oppure no?

Gungrave Gore

C’era un’epoca dove bastava poco per accontentare le esigenze dei videogiocatori, dove anche solo replicare la semplicità dei titoli arcade su console casalinghe era sufficiente a regalare qualche pomeriggio spensierato. Certo, i cosiddetti capolavori esistono da sempre, ma mai come allora il mercato era saturo di titoli dalle meccaniche semplici e dalla veste grafica spartana capaci comunque di vendere qualche copia. Parliamo ovviamente dell’epoca PlayStation 2 e della mole di titoli ormai dimenticati che raggiunsero gli scaffali di tutto il mondo, non sempre però lasciando il segno nei cuori degli appassionati.

Fra questi c’era Gungrave, uno shooter in terza persona pubblicato nel 2002 da Sega proprio per la seconda ammiraglia di casa Sony. Nato da un’idea di Yasuhiro Nightow, autore del manga Trigun, e realizzato da Red Entertainment il gioco si presentava sostanzialmente come uno shooter frenetico a corridoi con pochi fronzoli e tanta, ma tanta, ignoranza mescolata a blasfemia, nel perfetto stile delle opere del suo autore. Il gioco non entusiasmò particolarmente la critica, eppure oggi, a distanza di vent’anni, IGGYMOB ha deciso di riproporre l’opera per le console di nuova generazione, sperando di dare nuova verve ad un titolo quasi del tutto dimenticato.

Gungrave GORE morto e contento

2 1

Gungrave GORE, sviluppato dalla sudcoreana IGGYMOB, segna proprio il ritorno di questo brand, nella stessa formula che caratterizzò il suo esordio ad inizio del nuovo millennio. Contraddistinto dalla stessa tamarraggine e dallo stesso stile 3D anime dell’originale, Gungrave GORE costituisce una sorta di “requel” del titolo uscito su PlayStation 2 con alcuni, dovuti, accorgimenti atti a renderlo appetibile anche ai giorni nostri. Partiamo dalla storia: Grave è un pistolero poco loquace, destinato a massacrare ed uccidere nemici con la sua bara dopo essere tornato in vita a seguito dell’omicidio da parte del suo migliore amico. Vi basterà sapere che in Gungrave GORE sarete alle prese con un’organizzazione criminale intenta a gestire lo spaccio di una sostanza che ha causato non pochi problemi a tutta la popolazione e che voi tenterete di debellare a suon di proiettili.

Se siete sopravvissuti fino a questo punto e alla fichissima sequenza introduttiva in CGI verrete quindi catapultati nel diabolico mondo di Gungrave GORE. Pad alla mano, Gungrave GORE è il più classico dei third person shooter, caratterizzato da tonnellate di nemici che si riverseranno sullo schermo desiderosi di ricevere la propria razione quotidiana di piombo. Grave però non è un comune umano, oltre alla pistola infatti potrà fregiarsi della sua bara/scudo per restituire cannonate al mittente, oltre che fare a sportellate con i propri avversari. Il gioco si svolge quasi interamente attraversi lunghi e tortuosi corridoi, nei quali il vostro unico scopo sarà quello di farvi strada fra i nemici per raggiungere il boss di turno che si frapporrà fra voi e il prossimo livello.

Corridoi di piombo

Gungrave GORE

Come da copione del genere dei TPS, Gungrave GORE presenta tutta una gamma di power ups e abilità speciali che cercano di rendere la varietà del gameplay un pizzico più consistente, cosa che però riesce soltanto in parte. Il gioco di IGGYMOB infatti si rivela fin da subito come un titolo fortemente improntato sull’arcade e con un indice di ripetitività spaventosamente alto. Nonostante le spettacolari cutscene in CGI che spezzeranno la lunga (più per la noia provocata che non per l’effettiva longevità del titolo) tiritera, Gungrave GORE non è altro che un continuo ripetersi di corridoi, nemici impazziti, sparatorie e boss più o meno sfidanti.

Bisogna dirlo, le soluzioni in battaglia ci sono. Oltre ai classici colpi di pistola infatti è possibile sferrarne di più devastanti caricando l’arma. Si potrà anche sfruttare il rampino per agganciare i nemici e scagliarli contro altri avversari, oggetti o muri. Qualche piccolo momento di gioia Gungrave GORE lo regala durante i combattimenti corpo a corpo, momenti in cui è possibile sfoggiare un arsenale di combo dal sapore orientale, il tutto condito da effetti grafici esplosivi e da una colonna sonora gasatissima. Il punto è che Grave, il protagonista, è davvero forte, forse anche troppo. Tra la presenza di una corposa barra della salute e da quella dello scudo anch’essa piuttosto lunga, sarà davvero difficile finire senza vita se non al massimo della difficoltà.

Bara poco confortevole

3 1

Stilisticamente Gungrave GORE pesca a grande mani dall’immaginario anime e manga, con tanto di design dei personaggi e dei boss decisamente sopra le righe. Se dal lato del potenziale grafico Gungrave GORE si comporta dignitosamente, con una discreta pulizia di texture e modelli e un framerate piuttosto stabile, dall’altro pecca di varietà e fantasia. La ripetitività sembra essere la chiave di lettura di un po’ tutto lo svolgimento di Gungrave GORE, dalle location fin troppo anonime fino al riciclo eccessivo del design dei nemici. Vi basterà giocare una manciata di minuti per accorgersi che le tipologie di nemici presenti in questo gioco sono piuttosto scarse.

Anche sul fronte delle animazioni sembra che i ragazzi di IGGYMOB si siano focalizzati principalmente sui personaggi più importanti dimenticandosi delle comparse. La macchinosità con cui i nemici compaiono e si muovo sullo schermo è a dir poco imbarazzante. Difetti comunque passabili se si considera che il gioco sarà disponibile fin dal giorno di lancio nel catalogo di Game Pass a tutti coloro che possiedono l’abbonamento. Diverso invece il discorso per i possessori di PlayStation e PC: proposto a prezzo pieno, Gungrave GORE non sembra valere la candela.

Commento Finale

Articoli correlati

Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

Condividi