GTA 6 rappresenta uno dei progetti più ambiziosi e complessi mai affrontati dall’industria videoludica moderna e secondo Nate Purkeypile, ex lead artist di Bethesda e oggi sviluppatore indipendente, un gioco di questa portata è una “scommessa molto rischiosa” per chiunque, fatta eccezione per Rockstar Games. Con uno sviluppo che supererebbe i dieci anni e un budget che si vocifera vicino al miliardo di dollari, il sesto capitolo di Grand Theft Auto si colloca in una categoria a sé.
Dopo aver parlato di The Elder Scrolls 6 e Fallout 5, Purkeypile ha sottolineato come Rockstar sia uno dei pochissimi studi ad avere il curriculum necessario per permettersi tempi così lunghi. La software house ha dimostrato più volte di saper portare a termine progetti enormi senza perdere coerenza, grazie a team consolidati e a una lunga esperienza nella gestione di produzioni tripla A. In questo senso, la pazienza e la solidità organizzativa diventano risorse tanto importanti quanto il budget.
Il problema, secondo l’ex sviluppatore Bethesda, è che la maggior parte degli studi non può replicare questo modello. Progetti giganteschi spesso “finiscono per andare in pezzi”, soprattutto quando uno studio cresce troppo in fretta dopo un grande successo. Come esempio viene citato il lancio problematico di Cyberpunk 2077, arrivato dopo l’espansione rapida di CD Projekt Red e l’aumento drastico della portata rispetto a The Witcher 3.
Alla base c’è un principio chiave: non basta aver creato un grande gioco in passato per affrontare produzioni sempre più mastodontiche. Serve una struttura che abbia accumulato conoscenze nel tempo e che sia abituata a pubblicare giochi complessi come squadra. Gettare enormi quantità di denaro su uno studio senza questa base, spiega Purkeypile, si è spesso rivelata una scelta fallimentare per l’intera industria.
L’esperienza personale di Purkeypile, che ha lavorato su titoli come Fallout 3, Fallout 4 e The Elder Scrolls V: Skyrim, rafforza il peso delle sue considerazioni. Secondo lui, solo dopo aver dimostrato il successo “molte, moltissime volte” uno studio può iniziare a permettersi strategie simili a quelle di Rockstar, e anche in quel caso il percorso richiede anni.
Ecco quanto affermato da Purkeypile nel corso di una nuova intervista con Esports Insider (grazie a PCGamesN):
“Credo che Rockstar Games sia uno dei pochi studi che ha il curriculum per dimostrare di potersi davvero prendere il tempo necessario su questi giochi. Ovviamente bisogna arrivarci gradualmente a progetti così grandi, e gran parte dell’industria videoludica crolla quando vengono buttati troppi soldi su uno studio solo perché una persona ha lavorato una volta a qualcosa di successo. Di conseguenza serve un team che abbia tutta quella conoscenza e che sia abituato a pubblicare giochi insieme. È una scommessa costosissima e, in generale, si è dimostrata una pessima scommessa. Difatti quando sei già ben avviato e hai dimostrato il successo molte, moltissime volte, allora puoi iniziare a fare quello che sta facendo Rockstar. Ma credo che ci voglia davvero molto tempo per arrivare a quel punto.”
Guardando oltre GTA 6, Purkeypile immagina un futuro in cui la serie potrebbe evolversi ulteriormente, ipotizzando un eventuale GTA 7 ambientato in Texas e arricchito da elementi da immersive sim. Tuttavia, resta un dato centrale: se i cicli di sviluppo continueranno ad allungarsi a questi livelli, solo pochissime realtà avranno le risorse e la stabilità necessarie per sostenere progetti di questa scala. In questo scenario, GTA 6 diventa non solo un videogioco, ma un esempio emblematico di quanto sia cambiato lo sviluppo dei grandi blockbuster interattivi.
In tutto questo ricordiamo che Schreier ha effettuato un chiarimento in merito al probabile nuovo rinvio di GTA 6.
