Il ritorno della trilogia classica di God of War potrebbe non essere un semplice aggiornamento grafico. Dopo l’annuncio a sorpresa del God of War Trilogy Remake durante un recente State of Play, emergono nuove indiscrezioni che parlano di un sistema di combattimento completamente rinnovato rispetto agli originali. A far discutere è stata una dichiarazione pubblica di Christopher Judge, l’attuale voce di Kratos nei capitoli nordici. Le sue parole hanno acceso il dibattito tra i fan, soprattutto perché potrebbero anticipare cambiamenti sostanziali al gameplay.
Secondo quanto riferito da Judge durante un evento pubblico (grazie a The Gamer) – in un video poi circolato online – il remake della trilogia ambientata nella Grecia antica non sarà un reboot della serie, ma una rielaborazione tecnica complessiva dei primi tre capitoli. L’attore ha dichiarato che verrà introdotta “tecnologia completamente nuova”, saranno aggiunti contenuti extra e, soprattutto, sarà presente “un nuovo sistema di combattimento”. Una frase breve ma significativa, che suggerisce un intervento diretto sulla struttura hack-and-slash che caratterizzava i titoli originali su PlayStation 2 e PlayStation 3.
È importante precisare che Judge non sarà coinvolto nel progetto: nei remake, infatti, il ruolo di Kratos tornerà a TC Carson, voce storica del personaggio nella trilogia originale. Questo dettaglio era già stato confermato con l’annuncio ufficiale. Tuttavia, il fatto che Judge sia ancora profondamente legato a Santa Monica Studio rende le sue parole particolarmente rilevanti, pur non costituendo una conferma definitiva.
La questione del “nuovo sistema di combattimento” è delicata. Nei capitoli originali, l’identità della saga era fortemente legata al combattimento frenetico, basato su combo veloci, attacchi ad area e l’uso iconico delle Lame del Caos. Un cambiamento sostanziale potrebbe avvicinare l’esperienza al sistema più moderno e cinematografico introdotto in God of War e proseguito in God of War Ragnarök, oppure proporre una formula ibrida tra passato e presente. Non è chiaro se si tratti di una revisione profonda delle meccaniche o di un semplice aggiornamento delle animazioni e della fluidità.
Alcuni osservatori ipotizzano che Judge possa aver utilizzato l’espressione “new fighting system” in modo generico, magari riferendosi a un ammodernamento tecnico piuttosto che a un cambiamento strutturale. Tuttavia, considerando la sua lunga esperienza con la serie, è difficile pensare a un uso casuale della terminologia. Proprio per questo motivo, la comunità si è già divisa: una modifica radicale al sistema hack-and-slash potrebbe risultare molto divisiva.
Nel corso dello stesso intervento, Judge ha lasciato intendere che verso la fine dell’estate si potrebbero avere notizie su un nuovo progetto di Santa Monica Studio. Il contesto suggerisce la possibilità di un altro capitolo di God of War con lui nuovamente nei panni di Kratos, ma non si esclude che si tratti di una proprietà intellettuale diversa.
Per ora, Sony non ha fornito dettagli ufficiali sul sistema di combattimento del remake. L’unica certezza è che God of War Trilogy Remake rappresenterà una rielaborazione tecnica della saga classica, con l’obiettivo di modernizzarla senza trasformarla in un reboot. Se il combattimento verrà effettivamente ripensato, l’impatto sul gameplay potrebbe essere significativo, ridefinendo l’esperienza dei primi tre capitoli per una nuova generazione di giocatori.
