Durante lo State of Play, Santa Monica Studio ha sorpreso il pubblico con due annunci: il remake della saga greca originale e la pubblicazione immediata di God of War Sons of Sparta. Il nuovo capitolo, però, non sta convincendo pienamente la stampa internazionale (e non solo). Le prime recensioni parlano di un progetto solido ma poco ambizioso, con voti mediamente inferiori rispetto agli standard a cui la serie ha abituato.
Il gioco, sviluppato da Mega Cat Studios, si distacca nettamente dalla formula action 3D principale: propone un’avventura d’azione e piattaforme 2D in chiave metroidvania, con protagonista un giovanissimo Kratos e, dopo lo sblocco della cooperativa, suo fratello Deimos. Una scelta stilistica audace, che ha diviso la critica.
Al momento della rilevazione, con 18 recensioni registrate, la media su Metacritic è di 70/100, classificata come “Mixed or Average”. Su OpenCritic la percentuale sale leggermente al 72%. Nel dettaglio, il quadro è composto prevalentemente da giudizi intermedi: 7 recensioni positive (35%) e 13 miste (65%), senza stroncature totali ma anche senza entusiasmi diffusi.
Ecco alcuni dei voti assegnati a God of War Sons of Sparta dalla stampa specializzata:
- ReGame It – 85
- IGN Benelux – 80
- COGconnected – 80
- CGMagazine – 75
- GamersRD – 75
- PlayStation Universe – 75
- Gamerliner – 70
- XboxEra – 70
- Hobby Consolas – 70
- Atomix – 70
- Critical Hits – 65
- Areajugones – 65
- GameRadar+ – 60
- Eurogamer Germany – 60
- Gamekult – 60
- Daily Star – 60
Tra i voti più alti spicca il 90 di GamingBolt, che elogia il platforming preciso e il combattimento soddisfacente. ReGame It assegna 85, definendo coraggioso il cambio di stile e apprezzando la capacità della saga di evolversi senza perdere identità. IGN Benelux (80) parla di un metroidvania solido e ben confezionato, con un buon level design e un sistema di combattimento convincente, pur sottolineando ripetitività nei nemici e un albero abilità troppo conservativo.
Le valutazioni attorno al 75 — come CGMagazine, GamersRD e PlayStation Universe — riconoscono la bontà dell’esperimento ma lo definiscono “troppo sicuro” e poco innovativo nel panorama metroidvania. Everyeye.it (72) evidenzia come la narrazione sull’adolescenza di Kratos e il rapporto con Deimos rappresentino il cuore dell’esperienza, pur criticando un gameplay che raramente sorprende e un level design giudicato poco ispirato.
Nella fascia del 70 si collocano testate come Gameliner, Push Square, XboxEra, Gamesurf, Hobby Consolas e Atomix. Qui emerge un consenso: l’opera è piacevole e migliora nel corso dell’avventura, ma fatica a raggiungere vette memorabili. Vengono segnalati un avvio debole, una certa lentezza nel ritmo e un sistema di combattimento ritenuto troppo semplice. Alcune recensioni lodano la colonna sonora e l’interpretazione vocale di T.C. Carson, mentre altre criticano una direzione artistica competente ma poco originale.
I giudizi più bassi, tra 60 e 65, mettono in luce limiti più evidenti. Critical Hits e Areajugones parlano di un’esperienza competente ma che non lascia il segno, soprattutto considerando il peso del nome che porta. GamesRadar+ e Eurogamer Germany sottolineano come il titolo non riesca né a rappresentare il meglio di God of War né a distinguersi nel genere metroidvania, definendolo “discreto” ma inferiore alla concorrenza. Gamekult e Daily Star evidenziano bug e problemi di performance al lancio, suggerendo di attendere patch correttive.
In sintesi, God of War: Sons of Sparta viene percepito come un esperimento interessante ma prudente. L’approfondimento narrativo su Kratos giovane e il legame con Deimos è uno degli elementi più apprezzati, insieme alla volontà di esplorare una fase poco raccontata della saga. Tuttavia, la mancanza di innovazione marcata, la struttura conservativa e alcune incertezze tecniche hanno impedito al titolo di raggiungere le “vette mitiche” associate al franchise.
Il risultato complessivo è quello di uno spin-off godibile ma non imprescindibile, che amplia l’universo narrativo senza ridefinirlo. Un capitolo che divide: sufficiente per molti, deludente per chi si aspettava un nuovo punto di riferimento.
