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Ghostrunner | Recensione Next Gen

Iniziamo questa recensione con una grande ovvietà: impersonare un ninja è fantastico, ma giocare come un ninja cyborg è molto meglio. Ghostrunner non solo rappresenta a pieno l’affermazione di apertura, ma da riesce anche nell’intento di creare un gameplay folle e adrenalinico che non perdona neppure un minimo sbaglio. Tutti elementi che lo hanno reso una delle rivelazioni e una piccola perla dello scorso anno; ed ora l’action game in prima persona pubblicato da 505 Games e sviluppato dall’unione dei team One More Level, Slipgate6 e 3D Realms ritorna sulle nuova generazione di console grazie l’upgrade gratuito.
Qui di seguito la recensione di Ghostrunner.

Mai distrarsi

Ambientato in un’apocalisse a tema cyberpunk, Ghostrunner racconta la storia di un ninja potenziato ciberneticamente che si sveglia, dopo essere stato buttato fuori da una torre, con pochi ricordi di quello che gli è successo o di chi è o il perché si sente obbligato a conficcare una spada nella povera anima che attende sotto di lui. Guidato dalla voce disincarnata di un vecchio noto come The Architect, Ghostrunner viene coinvolto nel conflitto per liberare la Dharma Tower da un nemico noto come Keymaker, che ha preso il controllo e ha reso questa metropoli monolitica un luogo ostico per i civili che vi risiedono. La trama è piuttosto prevedibile, nulla che non sia stata vista prima se hai consumato contenuti di fantascienza degli ultimi sessant’anni, ma la storia è comunque ben raccontata e gli elementi che la costituiscono rendono la progressione molto più interessanti di quanto ci si aspetterebbe in teoria.
Per quanto possa essere interessante la trama, il vero fulcro di Ghostrunner ovviamente è il gameplay. il nostro protagonista armata “solo” di una katana può correre sui muri, scivolare, precipitare da altezze vertiginose e farsi strada attraverso i nemici con movimenti fluidi e precisi . Ci vuole un po’ di tempo per abituarsi, e sarà subito chiaro che dovremo essere veloci perché subire un colpo è uguale alla morte, ma raramente il gioco risulterà frustrante grazie a respawn rapidi e istantanei, checkpoint per lo più generosi e soprattutto, un’azione che offre molteplici metodi di approccio. In Ghostrunner avremo infatti una costante evoluzione e progressione derivata dall’acquisizioni di nuove e interessanti abilità ( che potremo gestire tramite il Subsystems Calibration Panel) che andranno a braccetto con i nemici sempre più ostici: i nemici inizialmente di base (ma che ci daranno comunque del filo da torcere) non lo resteranno a lungo dato che una delle cose migliori di Ghostrunner è il modo in cui i tuoi avversari aumentano di livello per andare in contro alle nostre abilità sempre in crescita. Per fare un esempio, nel corso del gioco, proprio quando ci siamo sentiti sicuri a schivare e deviare i proiettili dei nemici armati di pistola a colpo singolo, abbiamo dovuto fare i conti con soldati armati di mitragliatrice che ci hanno costretti a continuare a muoverci e colpirli nel momento giusto. Praticamente ogni livello introduce qualcosa di nuovo. Il level design è infatti un altro punto di forza di Ghostrunner; ogni stanza è progettata in modo tale da incoraggiarti a provare più di un modo per completarla se ti ritrovi bloccato. Ci siamo ritrovati spesso a provare soluzioni diverse nei punti in cui ci siamo imbattuti in un loop all’interno di una stanza particolarmente difficile, senza però che questo risultasse mai ingiusto o frustrante. C’era sempre un chiaro punto in cui sbagliavamo noi come giocatore, quindi è sempre stato gratificante superare una stanza particolarmente impegnativa dopo alcuni tentativi. L’obiettivo del gioco è obbligarti a usare tutte le abilità in rapida successione e precisione. L’unico punto che abbiamo trovato frustrante è la boss fight, stonando di fatto con tutto il resto, che ci è sembrata decisamente più proibitiva rispetto alle altre, un eccesso di difficoltà a nostra avviso insensato.

Dharma Tower

Ghostrunner ha un aspetto e una colonna sonora incredibili. Al giorno d’oggi non mancano decisamente i giochi con l’estetica cyberpunk, tuttavia, il mix di architettura intrisa di neon e torri industriali gli conferisce abbastanza personalità per distinguersi dalla massa di altri giochi dallo stile molto simile. È tassativo prendersi il tempo per guardarsi intorno negli ambienti estremamente dettagliati, e troveremo piccole sorprese come varie forme di graffiti e arte di strada disseminate lungo i muri che servono come forme di propaganda per porre fine al regime totalitario al potere. La colonna sonora è composta l’artista danese Daniel Alexandrovich – in arte Daniel Deluxe e si adatta splendidamente ad ogni sequenza del gioco. Il sound design nel suo insieme aiuta a immergerci veramente in questo mondo. Il gioco risulta fluido e grazie ai caricamenti istantanei e i costanti 120 fps e 4k della nuova generazione garantiti dalla potenza di Xbox Series X.

Versioni disponibili: PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, Playstation 5, Xbox Series X

Versione provata: Xbox Series X

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Carlotta Bosca

Carlotta Bosca

Instancabile videogiocatrice sin dall'infanzia, dipendenza nata con Tomb Raider 2 e quindi l'amore per Lara Croft. Divoratrice di romanzi e fumetti (ossessionata soprattutto da Batman).

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