Creative Assembly negli ultimi anni sta sperimentando più generi e scenari, ma non può e non deve ovviamente dimenticare le origini, la ricostruzione storica minuziosa delle epoche di battaglie che hanno forgiato la storia dell’uomo. Su questa consapevolezza l’imminente uscita quindi di Total War: Three Kingdoms, ultimo capitolo della saga strategica ambientato stavolta nell’epoca dei Tre Regni, dell’ascesa di Cao Cao e della rivolta dei Turbanti Gialli. Nomi come questi, senza citare quello di Liu Bei, dovrebbero dire qualcosa ai giocatori più veraci, dato che sono gli stessi della celeberrima serie Dinasty Warriors, di un genere completamente diverso, ma con cui condivide protagonisti ed epicità. Abbiamo avuto modo finalmente di provare con mano le battaglie di Total War: Three Kingdoms alla Gamescom di Colonia, riuscendo anche a farci un’idea di quello che ci attente nella Cina del terzo secolo.

Come già visto durante l’evento di Los Angeles, Total War: Three Kingdoms sarà un Total War in tutto e per tutto, con la classica gestione macro a turni del mondo di gioco, con città, eserciti ed economia, mentre la parte delle battaglie sarà in tempo reale con la necessità di gestire la complessità degli scontri tra i vari reggimenti. La novità più grande di questo capitolo è la maggiore importanza data agli eroi, ancora più di quanto visto nella saga di Warhammer, sempre sviluppata da Creative Assembly. Vista l’enfasi che il Romanzo dei Tre Regni poi sui protagonisti della storia, era palese che nel gioco questi ultimi avrebbero ricoperto un ruolo primario e fondamentale, enfatizzato dalla meccanica dei duelli e dalle sinergie tra loro.

La nostra prova si è svolta durante un’imboscata alla famiglia Sun, di cui noi avevamo il controllo, permettendoci quindi di prendere il controllo di due comandanti della fazione e al tempo stesso approfondire la nuova meccanica dell’attacco a sorpresa. I nostri due eroi erano personaggi nettamente diversi tra loro: Sun Ren è una combattente di classe Vanguard, eccellente schermitrice e guerriera da prima linea, ottima per falciare i nemici negli scontri ravvicinati, dotata di abilità attive principalmente incentrate sul combattimento corpo a corpo; Sun Quan invece è un Comandante, un leader eccezionale che fornisce bonus elevati per il morale dei guerrieri vicini ma che è meglio tenere al di fuori dei combattimenti. Il legame tra i due è tale che se uno dei due dovesse morire in battaglia, l’altro andrebbe in rage, acquisendo nuove abilità potentissime per un breve periodo di tempo: ad esempio durante la nostra battaglia Sun Ren è stata sconfitta, e per questo Sun Quan è diventato infinitamente più potente in corpo a corpo. Questa nuova meccanica di Legami permette quindi di sfruttare le sinergie tra i vari eroi, aggiungendo una complessità maggiore agli scontri ma sopratutto all’allestimento dell’esercito, assegnando specifici reggimenti a specifici generali. Dato il tempo risicato della nostra prova non abbiamo potuto approfondire la meccanica dei duelli, ma anche questi ricopriranno un ruolo fondamentale negli scontri come già visto durante il nostro primo incontro con il gioco.

L’altra importante novità di Total War Three Kingdoms riguarda l’alternanza giorno/notte durante le battaglie, visto che finalmente durante i turni potremmo capire in che momento della giornata ci si sta muovendo. In questo modo si elimina qualsiasi tipo di aleatorietà dagli ingaggi (o meglio, la maggior parte), facendoci pianificare tutto con un livello di dettaglio incredibile. A proposito di dettagli, le mappe di gioco ci sono sembrate incredibilmente più realistiche e ricche di sfaccettature, come ad esempio lanterne di carta che volavano a mezz’aria, alberi in fiore, strade e sentieri incredibilmente più definiti.

L’andamento delle battaglie è sempre lo stesso di ogni Total War, con nessuno novità in apparenza, ma i giocatori più esperti potranno notare fun da subito un boost nell’IA di gioco, sia amica che nemica. I nemici ora reagiranno con prontezza alle vostre manovre d’accerchiamrnto e tenteranno di arginarle il più possibile, mentre i vostri reggimenti faranno lo stesso, spostando la formazione nel modo più efficiente possibile per fronteggiare ad esempio una carica. Questo rende Three Kingdoms uno dei titoli più complessi della serie, che darà filo da torcere anche ai giocatori veterani. L’altra feature che abbiamo notato è l’aumento sostanziale delle unità ibride, in grado di utilizzare sia armi da tiro che da corpo a corpo, anche se non è detto sapere quanto in realtà fossero specifiche per la demo che stavamo giocando. A proposito dell’imboscata, la nuova meccanica introduce due obbiettivi per la missione: fuggire dalla mappa con più truppe possibili e salvare l’esercito, con la sicurezza però di venire inseguiti, oppure affrontare con onore il nemico e provare a resistere alle sue ondate. Ottimo, perché aggiunge sempre una possibilità di scelta agli scontri.

Tecnicamente Three Kingdoms è forse il più bello della serie, con un livello di dettaglio incredibile e un comparto artistico davvero ispirato, ma non poteva essere altrimenti, visto lo straordinario periodo storico a cui fa riferimento. L’unica cosa che non ci ha convinto appieno è stata la chiarezza dei selezionatori d’unità durante le battaglie, decisamente confusionari e un passo indietro rispetto agli anni passati, cosa che ha reso il controllo dell’esercito poco preciso. Ma stiamo parlando di sottigliezze in una build alpha che siamo sicuri migliorerà prima dell’uscita, prevista per la primavera del 2019.

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