Lo confesso, la mia prima impressione su Starlink: Battle for Atlas non è stata delle migliori. L’idea, a causa del filmato e le varie informazioni trapelate durante l’E3 di quest’anno, era quella di trovarmi di fronte all’ennesimo Toys to life, un genere che Disney e Activision, e il graduale disinteresse da parte del pubblico, hanno ben mostrato essere saturo. Niente di più sbagliato. Direttamente dalla Gamescom 2018, ho provato un gioco divertente, ambizioso e dalle ottime basi. Insomma Ubisoft sembra sapere quello che fa.
Andiamo con ordine. Starlink: Battle for Atlas è un open world, con una storia e delle missioni portare a termine sperse per tutta la vasta mappa liberamente esplorabile. La vera novità, non che fulcro del gioco, è la customizzazione della propria nave. In Starlink: Battle for Atlas avremo a disposizione un significativo numero di piloti e astronavi (dalle differenti caratteristiche) e armi ed elementi che le compongono; tutti rigorosamente modellini in plastica e tutti dotati di caratteristiche diverse. Il giocatore può, mediante il supporto posto sopra il controller, smontare e rimontare facilmente i modellini per cambiare- in tempo reale su schermo- nave spaziale e l’equipaggiamento. Durante la prova, dopo aver esplorato una piccola porzione di quello che sembra essere un vasta mappe e portata a termine qualche missione, mi sono imbattuta in un combattimento e quindi ho provato con mano il sistema di customizzazione. Comporre il proprio equipaggiamento non deve adattarsi al proprio stile di gioco, ma deve basarsi sull’ambiente circostante e soprattutto sulla tattica. Cambiare il proprio mezzo e armi più e più volte in corso d’opera sarà inevitabile, ma vi posso assicurare che è anche la parte più divertente. Certo avevo a disposizione tutti i modellini e quindi possibilità di creazione quasi illimitate, perché è evidente che Starlink: Battle for Atlas da il meglio di se quando si hanno a disposizione tutti gli accessori. Se siete dei collezionisti è difficile non rimanere ammaliati da tutti da vari modellini e sarete spinti, grazie alla varietà e all’ottima qualità, all’acquisto, ma si può comunque avere un buon inizio con il Starter Pack.

L’unica incognita è la ripetitività e la sensazione che a lungo andare il mondo di gioco possa risultare molto simile, così come le missioni. Queste ovviamente sono solo supposizioni e sensazioni derivate della breve prova. Il titolo di Ubisoft è, come detto precedentemente, ambiziosi, ma sembra avere tutte le carte in regola per essere un ottimo titolo, e forse un rinascita del genere?

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