Uno dei titoli che più ci aveva colpito durante la kermesse di Los Angeles era senza dubbio Metro Exodus, l’ultimo capitolo della saga post apocalittica sviluppata da 4A Games. Ambientata nella Russia dopo l’inverno nucleare, la saga di Metro ci mostra un’umanità ridotta a vivere nelle gallerie sotterranee della metro (da qui il titolo), barattando cibo e altri beni primari per sopravvivere sia all’ambiente ostile, sia ai mostri mutati che li minacciano, senza contare ovviamente la minaccia proveniente dagli altri sopravvissuti, non tutti disposti a collaborare. In Metro Exodus sappiamo già che l’umanità finalmente riuscirà ad abbandonare i propri rifugi, alla ricerca di un luogo migliore in ci vivere, guidati nella ricerca da un treno ancora funzionante, che fungerà da hub centrale per le avventure. Se la nostra prima prova con il gioco ha voluto porre l’enfasi su questo concetto, la seconda prova alla Gamescom di Colonia ci ha mostrato un gameplay nettamente più improntato sullo stealth, ambientato di notte, dove anche i pericoli della fauna erano più intensi.

L’inizio della demo è stato decisamente più traumatico del previsto, con il nostro protagonista a rischio di soffocamento imprigionato sott’acqua a seguito di uno scontro con alcuni selvaggi, una tribù di sopravvissuti che sembrano tornati all’età della pietra, vestiti di pelli e dalle armi rudimentali. Proprio questa è stata l’occasione per mostrare le armi meno “tradizionali” del gioco, come la balestra, un’arma estremamente potente e precisa, ma dalla ricarica lenta e quindi inadatta per le situazioni più concitate. Come da tradizione però, anche quest’ultima sarà completamente moddabile ed adattabile al proprio stile di gioco, ma rimane sempre e comunque consigliabile per un approccio più stealth. A proposito di questo, nonostante Metro Exodus dia una libertà pressoché totale d’approccio al giocatore, abbiamo voluto provare a seguire i suggerimenti degli sviluppatori e a procedere nella demo cercando di essere il più silenziosi possibile. Questo si è rivelato un approccio molto interessante, dato che il quantitativo di nemici nel gioco è discretamente elevato, mentre i proiettili canonici tendono a scarseggiare, nonostante la possibilità di craftarli tramite il recupero di pezzi di metallo sparsi per le location del mondo. Questo ha posto l’enfasi sull’IA nemica, decisamente propositiva quando si tratta di dover andare alla ricerca dell’intruso (noi in questo caso), e una volta scoperto, inizieranno delle tattiche d’accerchiamento e distruzione da rasentare in alcuni punti i fasti del primo FEAR.  Altro mezzo utile per l’eliminazione silenziosa è ovviamente il coltello, strumento semplice ma efficacie che vi permetterà di eliminare o stordire qualsiasi nemico da tutte le angolazioni, facendovi però esporre al fuoco nemico qualora ci fosse una sparatoria in corso.

L’alta caratteristica sorta durante la prova è che il nostro protagonista ha una vita decisamente limitata, ed un paio di colpi ben piazzati sono in grado di farci fuori all’istante. Non c’è apparentemente nessuna meccanica di rigenerazione, ma bisogna anzi fare affidamento a dei medikit neanche troppo efficienti, i quali devono essere craftati di volta in volta. Questo conferma ancora di più la caratteristica survival del titolo di 4A, rendendo Metro Exodus un titolo da giocare con cautela, in tutta libertà certo, ma con estrema cautela. Se quindi buona parte della nostra prova poneva l’enfasi sullo stealth e le tribù di selvaggi, l’altra parte ci ha messo a conoscenza con la terrificante fauna dell’Europa dell’est post nucleare. Cani mutati, orsi devastati dalle radiazioni, mostruosi ghoul, questi sono solo una minima parte di quanto abbiamo potuto vedere in Metro Exodus, tutti con i loro pattern d’attacco e le loro strategie di branco, che vi faranno girare costantemente sull’attenti durante le vostre esplorazioni per le lande devastate. Tipi diversi di nemici che risultano ancora più variegati, così da rendere ogni scontro diverso ed emozionante. Non sappiamo quanti altri tipi di bestie saranno presenti nel mondo di gioco, ma è facile immaginare che saranno parecchie, così da garantire al giocatore un’esperienza mai uguale. Non mancheranno i momenti scriptati ovviamente e durante la nostra prova ne abbiamo visti parecchi, ma si tratta di parti rese a rinforzo della narrazione, sempre spettacolari ma mai predominanti, cos’ da lasciare il ruolo da protagonista sempre al giocatore e alle sue azioni.

Anche dal punto di vista tecnico Metro Exodus non smette di stupire, nonostante la build ancora alpha che stavamo giocando. Nonostante l’ambientazione notturna, il livello di dettaglio si è dimostrato impressionante, così come la fluidità e la definizione. Il tutto girava ovviamente su dei PC di fascia altissima, ma non fatichiamo a credere che il titolo sarà estremamente scalabile, visto soprattutto l’arrivo su console. Come è sempre, è ancora molto presto per esprimere qualsiasi tipo di giudizio, ma quanto abbiamo visto ci ha pienamente soddisfatto. Metro Exodus si conferma come un titolo estremamente interessante, profondo, maturo e dalla spiccata componente survival, che si pone come conclusione della serie, aspirando anche ad essere il migliore. Riuscirà a farcela? Tutti gli indizi fanno sperare di sì. Non ci resta che attendere il 22 Febbraio 2019.

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