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Final Fantasy VII Remake Intergrade & INTERmission | Recensione

Ad un anno di distanza dal rilascio del rifacimento di Final Fantasy VII da parte del team co-diretto da Nomura, titolo per il quale mi sono espresso in fase di recensione nonostante fossi rimasto scottato sul finale, Square Enix ripropone il gioco su PlayStation 5 in una nuova edizione che, a detta di quanto promesso dal publisher, dovrebbe includere succose novità sia dal punto di vista tecnico che da quello dei contenuti. Al netto dell’idea di distribuzione abbastanza discutibili (ricordiamo sia che il DLC di Yuffie del quale parleremo fra poco è disponibile unicamente su PlayStation 5, sia che la versione PlayStation Plus regalata qualche mese fa non potrà ricevere l’upgrade gratuito destinato invece agli acquirenti del gioco) delle quali condivido le lamentele ma che non farò pesare sulla votazione del gioco, andiamo a vedere com’è questo Final Fantasy Intergrade.

INTERgrade

Final Fantasy VII Remake Intergrade

Partiamo dalle cose più facili parlando di tutte le novità tecniche ricevute dal gioco nella sua versione “potenziata” per PlayStation 5: indubbiamente Intergrade non può che prendere la potenza della nuova console di casa Sony e farla sua e questo aspetto si vede sin dai primi minuti di gioco, anzi ancora prima di iniziare a giocare: il caricamento del gioco dal menu di avvio passa dai 40 secondi circa della versione PlayStation 4 agli appena 4 o 5 della versione presa in esame. Un tempo veramente nontevole, così come il fatto che il gioco sulla memoria della console pesi 5 GB in meno rispetto alla versione PS4, nonostante il contenuto aggiuntivo e le migliorie tecniche. Sì, ma in sostanza in cosa consistono queste migliorie? Sicuramente il lavoro più apprezzabile è stato quello di sistemazione delle texture degli scenari aperti, pixellose e incollate con lo sputo e capaci di andare a cozzare con i meravigliosi scorci e con il dettaglio maniacale posto sui personaggi: nella maggior parte dei casi le texture sono state appunto riviste dimostrandosi più omogenee al contesto, tuttavia in qualche caso permangono rocce squadrate come i cubi di Minecraft con una generica texture marrone appiccicatavi sopra. Oltre a nuovi effetti di luce che danno nuova anima al gioco (soprattutto alle sequenze al chiuso), il gioco beneficia di nuove modalità grafiche, una che lo porta a 4K di risoluzione per 30 frame al secondo ed una pensata per garantire le performance a 60 frame sacrificando la risoluzione che rimane a 1620p come per l’edizione PS4 Pro (che però girava a 30 fps): di fronte a questa scelta, ho trovato la modalità performance più interessante di quella grafica dato che la maggiore fluidità del titolo garantita dalla stabilità del framerate rende le fasi di combattimento molto più godibili, soprattutto quando si ha a che fare con personaggi scattanti che infliggono colpi rapidi. Tipo Yuffie.

INTERmission

Final Fantasy VII Remake: Episode INTERmission

Veniamo adesso al piatto forte di questa portata. INTERmission è un’espansione che ci mette nei panni di Yuffie Kisaragi, la ninja figlia del leader di Wutai che i giocatori di Final Fantasy VII già conosceranno: in questa missione aggiuntiva che consta di (solo) due capitoli vivremo una storia che si svolge parallelamente a quella del gioco principale, per la precisione contemporaneamente allo scoppio del reattore 5 a causa delle azioni di Cloud e compari. Yuffie è giunta dal Wutai ai bassifondi del settore 7 per trafugare dai laboratori della Shinra l’ultramateria che la compagnia energetica custodisce, aiutata dall’Avalanche (una divisione del gruppo originale, non quello capitanato da Barret distaccatosi) e da Sonon, un ex allievo del padre di Yuffie che ha intenzione di vendicarsi per un torto subito dalla Shinra. Il personaggio di Yuffie, membro del party opzionale di Final Fantasy VII che aveva una caratterizzazione piuttosto risicata, a questo giro viene messa sotto i riflettori accennandone brevemente le origini e concentrandosi sulla sua caratterizzazione: l’ilarità generata dal suo modo di fare e di parlare si unisce alla determinazione assoluta del personaggio nel raggiungimento del suo obiettivo, delineando un profilo di Yuffie molto più convincente rispetto al passato. Più penalizzato dalla narrativa è invece il personaggio di Sonon che da come viene caratterizzato si capisce che sarà irrilevante per il proseguio della trama, mentre totalmente irrilevanti sono gli altri membri dell’Avalanche che risultano anonimi sia come design che come caratterizzazione. Nel corso delle (poche) ore che compongono l’episodio, ripercorreremo parte degli scenari già visti nel gioco principale: soprattutto nel primo capitolo ci ritroveremo nei sobborghi del settore 7 dove si concentreranno la totalità delle attività secondarie sai quali spicca una riedizione del mini gioco Fort Condor già visto il gioco del 1997 ma che qui assume una veste molto più snella e divertente, richiamando i tower defense alla Clash Royale. La parte più riuscita dell’espansione è indubbiamente il sistema di combattimento: giocare con Yuffie è una vera goduria, non solo perché ancora una volta il team di sviluppo riesce a confezionare un battle system intorno a ciascun personaggio che differisce da quello dei protagonisti controllati nel gioco principale, ma perché l’estrema velocità della giovane ninja e la possibilità di scagliare attacchi elementali la rendono un elemento del team piuttosto versatile. Tra l’altro l’unico elemento del team utilizzabile direttamente in quanto Sonon non sarà direttamente controllabile, ma si potrà comunque attivare le abilità usando i suoi segmenti della barra ATB oppure chiedergli di collaborare con noi in modalità sinergica, rinunciando alla crescita veloce dell’ATB. Si tratta di un buon modo per integrare la possibilità di utilizzare un personaggio non controllabile direttamente ed avrei preferito vedere la stessa idea applicata anche ad un personaggio di supporto come è stato Red XIII nella prima parte di Final Fantasy VII Remake. Nonostante la brevità e l’AI dei nemici più comuni tarata verso il basso, Final Fantasy VII Episode INTERmission saprà regalare una certa soddisfazione al giocatore, complici anche i boss più coriacei che metteranno a dura prova l’esigua resistenza della giovane ninja offrendo delle sfide all’altezza. L’episodio scorre bene, anche grazie all’apparizione di diversi personaggi visti nel gioco principale, fino al finale del quale non vi parlerò al momento trattandosi di una recensione, ma che mi ha lasciato l’amaro in bocca esattamente come fece il finale di Final Fantasy VII Remake. Magari avremo modo di riparlarne in un altro Allarme Spoiler.