Grande protagonista della conferenza Bethesda, Doom Eternal è riuscito con pochissimo tempo a catalizzare la nostra attenzione durante questa kermesse losangelina, con il suo gameplay adrenalinico e brutale. Era inevitabile quindi che durante lo showcase di Microsoft ci fiondassimo a provare proprio l’ultimo titolo di ID Software, provando a saziarci di violenza e proiettili nella speranza di colmare il vuoto fino alla sua uscita sul mercato prevista per Novembre. Spoiler, non ci è bastato minimamente, ne vogliamo ancora.

La nostra prova si è svolta su una Xbox One X che prima di catapultarci nell’inferno vero e proprio ci ha obbligato ad affrontare un tutorial propedeutico per apprendere le nuove meccaniche di gioco. Nonostante infatti Doom si basi su basi da sparatutto purissimo, in Eternal le carte in tavola vengono mischiate selvaggiamente, in favore di un gameplay ancora più veloce e adrenalinico, che riesce a sfruttare anche la verticalità degli ambienti, rendono di fatto la minaccia demoniaca davvero a 360 gradi. Il nostro Demon Slayer sarà infatti in grado di effettuare doppi salti, scatti in avanti e in volo e aggrapparsi ai muri in specifici punti dei livelli. Questa svolta parkour potrebbe effettivamente sembrare fuori luogo, invece funziona alla grande, proprio perché ha permesso agli sviluppatori di inserire nei livelli qualsiasi tipo di ostacolo, non solo a livello di nemici ma anche e soprattutto di struttura. Oltre alla valanga di proiettili e demoni dovremmo stare attenti anche a voragini, strapiombi e vuoti spaziali che possono ostacolare il nostro flusso di morte tra una sparatoria e l’altra.

Oltre ad una mobilità aumentata, il Doom Guy ha ricevuto un upgrade anche al suo arsenale, ancora più improntato all’azione e all’attacco. Doom non è mai stato un gioco ponderato, non c’è spazio per riprendere fiato durante i combattimenti, e in Eternal questo fattore è stato notevolmente accentuato. Stavolta infatti, bisognerà sempre effettuare delle esecuzioni sui nemici in fin di vita per ripristinare la vita, ma potremmo sfruttare anche uno speciale lanciafiamme da spalla che ripristinerà l’armatura. Questa arma andrà in cooldown ogni volta che la utilizzeremo, rendendo di fatto impossibile l’abuso, ma spinge comunque il giocatore a dovere alternare costantemente tra diversi tipi di attacco, anche e soprattutto per recuperare salute ed armatura. Anche le munizioni, nonostante siano presenti in quantità discreta lungo tutte le mappe, potranno essere recuperate tramite esecuzioni con la motosega, che oltre ad eliminare istantaneamente il nemico, ripristineranno in buona parte la nostra potenza di fuoco. Oltre sputare fuoco, la torretta da spalla potrà anche rilasciare una granata adesiva, anche questa dotata di cooldown, ampliando ulteriormente il nostro arsenale.

Parlando di bocche di fuoco, tornano alcune vecchie conoscenze come il fucile al plasma e l’immortale fucile a canne mozze, affiancati anche da nuovi arrivi, come l’Arbalest, arma a carica singola in grado di eliminare qualsiasi cosa sul suo cammino (anche se siamo lontani della meravigliosa potenza del BFG). Ogni arma ha inoltre due modalità di fuoco, anche molto diverse tra loro, raddoppiando di fatto le opzioni a nostra disposizione, tutte comodamente intercambiabili tra la pressione di un tasto o la ruota di armi, esattamente come accadeva nel precedente capitolo. Abbiamo notato tuttavia una notevole diminuzione dei power up e dei consumabili lungo le mappe, che giustificano le modifiche al gameplay, cosa che inizialmente potrebbe spiazzare i giocatori più classici, ma dopo alcuni minuti di rodaggio, ci si ritrova tranquillamente a proprio agio, arrivando ad adorare le aggiunte al moveset del Doom Guy. La rinnovata brutalità di Doom Eternal è anche riscontrabile nella presenza di alcuni power UP speciali denominati 1UP, decisamente rari, che ci riporteranno in vita dopo essere stati uccisi, cosa abbastanza frequente nel nuovo capitolo.

I nemici infatti ci sono sembrati decisamente più agguerriti e in numero maggiore, dove alcune nostre vecchie nemesi (alcune con un ventaglio d’attacchi ancora più violento ed imprevedibile) venivano affiancate da nuovi e terrificanti incubi che non attendevano altro che farci a pezzi. Demoni in fiamme, mostri armati di spada e scudo, orrori con lame al posto delle braccia e siamo sicuri di aver visto appena un centesimo di quello che ID Software ha in serbo per noi. Provando a tirare le somme, tutte le nuove aggiunte hanno alzato il livello di difficoltà del gioco, proponendo anche una giocabilità più variegata ed un level design ancora più elaborato, riuscendo apparentemente nella difficile impresa di accorpare classico e moderno. Per quanto riguarda il comparto narrativo, abbiamo giù chiarito come ID Softeare intenda creare un vero e proprio universo narrativo di Doom, ma nel livello che abbiamo provato eravamo di nuovo sul Pianeta Rosso, anche se devastato e fatto letteralmente a pezzi dalle forze infernali, che minacciavano direttamente la Terra. Da quanto abbiamo potuto notare, lo stile esagerato e volutamente “caciarone” del gioco è stato portato ai massimi livelli, con situazioni completamente assurde, come il farci sparare da un gigantesco cannone BFG dall’altra parte del pianeta. Doom Eternal si presenta in maniera esaltante, talmente violento da saziare anche il palato più esigente in materia di FPS old school, riuscendo ad innovare ma mantenendo nel contempo uno stile perfettamente in linea con i capitoli più vecchi.

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