Dopo l’inizio per certi versi deludente di questo E3 2019, con una Electronic Arts che non ha soddisfatto le aspettative del pubblico abbandonando gradualmente il sistema delle conferenze, tutti gli occhi e le orecchie erano puntati necessariamente sul reveal di Star Wars Jedi: Fallen Order. Il titolo di Respawn ha già suscitato tantissimo interesse per due motivi: il primo è il talento incredibile del team di sviluppo, già autore degli ottimi Titanfall e della sorpresa Apex Legends; il secondo è dovuto ovviamente al ritorno al sui titoli tripla A di un gioco interamente single player ambientato nell’universo di Star Wars, dai tempi della compianta Lucas Arts. È quindi facilissimo intuire quanto i riflettori puntati su Electronic Arts fossero in realtà destinati proprio a Fallen Order che è riuscito a mostrarsi finalmente in un video gameplay di 15 minuti, rafforzato poi successivamente da un filmato a porte chiuse, a cui abbiamo assistito durante l’EA Play 2019 a Los Angeles.

Esprimere un verdetto su quanto visto potrebbe essere decisamente prematuro dato che la demo giocata dagli sviluppatori era un pre alpha footage e di errori tecnici ne abbiamo notati a bizzeffe, ma tutto nella norma se pensiamo alla qualità della build mostrata. Ciò che abbiamo visto in anteprima mostrava una fase iniziale del livello mostrato durante la conferenza: Cal Kestis è uno degli ultimi superstiti Jedi dopo l’esecuzione dell’ordine 66 e la nascita dell’Impero galattico. Ambientato quindi tra episodio 3 e 4, Star Wars Jedi: Fallen Order ci mostrerà le prime fasi di vita della ribellione da un punto di vista inedito, sfruttando finalmente anche personaggi ed ambienti provenienti non solo dai film classici, ma anche dagli spin off come Rogue One. L’inizio della demo ci ha trascinati su Kashyyyk, pianeta natale degli Wookie conquistato dall’Impero che ha ridotto in schiavitù la popolazione indigena. Il primo impatto è folgorante: ci ritroviamo immersi nell’acqua, con in lontananza i possenti camminatori AT-AT che si fanno strada tra le trincee ribelli, massacrando qualsiasi cosa si pari dinanzi alla loro furia distruttiva. Affrontare una macchina di morte del genere è una follia, ma non per uno Jedi addestrato come Cal, che immediatamente inizia ad arrampicarsi sul dorso di uno di quei mostri di metallo prendendone il controllo. Da questa prima parte sono emerse la spettacolarità delle scene scriptate e l’impronta adventure del gioco, dove l’esplorazione in terza persona degli ambienti sarà componente principale di tutta l’avventura. Guidare l’AT-AT in tutta la sua devastante potenza è stata un’emozione incredibile, con piccoli dettagli inediti che rendevano il tutto decisamente più accattivante, come il piccolo droide BD-1, inseparabile e adorabile compagno di Cal, che ci dava indicazioni.  La comparsa successiva di So Guerrera, personaggio conosciuto dagli amanti di Rogue One, ha confermato la volontà di integrate l’intero universo di Star Wars e mai scelta fu più azzeccata, dato che va ad integrare parti di storia e personaggi incredibilmente interessanti ed originali, al contrario delle già più abusate trilogie classiche. La presenza di Chris Avallone nel team di sviluppo fa inoltre salire enormemente le aspettative per quanto riguarda la trama del gioco, dato che si tratta dell’autore di capolavori come Planescape Torment e Prey è considerato uno dei massimi esponenti della narrativa videoludica moderna.

Ma il video gameplay ci ha permesso finalmente di apprezzare il sistema di combattimento di Star Wars Jedi: Fallen Order, un action in terza persona molto simile al compianto The Force Unleashed, ma con punte di modernità derivate chiaramente dal più recente Sekiro e ovviamente dal Titanfall di Respawn. In quanto Jedi addestrato, Cal è in grado di usare la Forza e la spada laser, diventando una macchina di morte, incubo dei poveri Stormtrooper che incontrerà sul suo cammino; i poteri possono essere combinati fluidamente con le mosse di scherma, rendendo ogni scontro dinamico e diverso dal precedente, permettendoci anzi di sbizzarrirci con poteri classici e nuovi. Cal può lanciare la spada, spingere o attrarre i nemici e gli oggetti, ma anche bloccare il tempo soggettivo di NPC e oggetti, interagendo con essi nel mentre; una delle feature più interessanti è quella di poter bloccare un singolo personaggio e i colpi che ha sparato, per usarli contro di lui, magari attirandoli a sé per farli colpire dal loro stesso laser. Il combattimento con la spada è più ponderato rispetto ad un action hack ‘n’ slash, implementando anche schivate, salti sul muro, parate e contrattacchi fulminei. Quest’ultimo aspetto, unito anche al target system, sono i riferimenti principali all’ultimo lavoro di From Software, dato che sfruttano praticamente le stesse peculiarità come la possibilità di effettuare un colpo mortale nel caso il nemico subisca un contrattacco perfetto.

La varietà dei nemici mostrati è abbastanza buona, soprattutto se consideriamo nel singolo livello esplorato essi spaziano dai classici soldati imperiali ad alieni simili ad insetti e a speciali combattenti all’arma bianca, resistenti alla Forza e agli assalti con la spada. Se infatti gli Stromtrooper vengono facilmente abbattuti da Cal, questi altri soldati speciali daranno decisamente filo da torcere durante i combattimenti, con tanto di mosse speciale e finisher spettacolari. Se c’è però un dubbio che ci sentiamo di esprimere riguarda proprio l’IA di questi nemici che, nonostante siano sempre in superiorità numerica, tendono ad attaccare uno alla volta ricordando troppo i tempi nefasti dei primi Assassin’s Creed. Come già detto siamo davanti ad una fase di pre alpha, quindi molto probabilmente cambierà prima dell’uscita, tuttavia il dubbio permane.

L’altra grande sorpresa riguarda la componente GDR di cui Star Wars Jedi: Fallen Order si fregia, decisamente inaspettata: si è intravisto per un attimo durante la dimostrazione a porte chiuse l’albero delle abilità, sbloccabili proseguendo nei livelli con le uccisioni e le missioni, la possibilità di viaggiare liberamente tra i vari pianeti scoperti e varie scelte di dialogo con i personaggi secondari della trama. Non è chiaro quanto queste influiranno poi sulla storia, ma consinderando i precedenti lavori di Avallone avranno sicuramente un impatto. Confermata invece l’impossibilità di giocare con il lato oscuro, necessità di cui sinceramente non sentiremo la mancanza, soprattutto se la qualità della trama dovesse rivelarsi elevata.

La qualità grafica è parsa già da subito innegabile, nonostante il codice pre-alpha, ma è sulla direzione artistica e la qualità delle ambientazioni che siamo rimasti incredibilmente soddisfatti. Se il gioco finale si dovesse mantenere sui livelli di accuratezza e spettacolarizzazione anche delle fasi scriptate (sul modello di Uncharted), saremmo di fronte ad un prodotto altamente cinematografico e adrenalinico, in grado di accontentare praticamente tutti. In conclusione, il reveal di Star Wars Jedi: Fallen Order non ha fatto altro che aumentare le nostre aspettative e convincerci che un titolo single player di Star Wars possa essere qualcosa che ancora oggi i fan di tutto il mondo stanno aspettando. Per ora questo mix di tradizione e svecchiamento del brand ci ha convinto, ma è ancora presto per esprimere qualsivoglia giudizio. Non resta che aspettare quei (pochi) mesi che ci separano dall’uscita su tutte le piattaforme, dato che l’uscita è prevista per il 15 Novembre 2019.

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