Cyberpunk 2077. Il nuovo lavoro di CDProjekt RED si sta rivelando ogni giorno che passa una creatura a sé stante in grado di generare esaltazione anche con una singola immagine. Molti sono i fattori che ne stanno guidando la costruzione delle gigantesche aspettative, a partire dallo sconfinato talento dei suoi sviluppatori, dalla presenza del creatore del gioco di ruolo nel progetto, alla partecipazione a sorpresa nientedimeno che di Keanu Reeves nel cast. Sarà stata anche l’attesa infinita dal momento dell’annuncio (precedente a The Witcher 3) che come ben sappiamo tende a generare dei veri e propri mostri di hype, ma sta di fatto che negli ultimi giorni, soprattutto durante l’E3 di Los Angeles, qualsiasi luce al neon o immagine di chip faceva battere il cuore praticamente di tutti, noi compresi. Lo scorso anno abbiamo assistito al reveal mondiale del gameplay di gioco, dove eravamo rimasti piacevolmente sorpresi anche se con qualche dubbio dettato dalla prudenza; quest’anno siamo usciti dalla nuova presentazione con una certezza: Cyberpunk 2077 non solo è migliorato e ci ha convinto ancora di più, ma molto probabilmente siamo noi a non essere pronti a quanto preparato per noi da CDProjekt.

Cerchiamo di partire con ordine, dato che di carne al fuoco ne abbiamo tantissima. La demo giocata dagli sviluppatori della durata di un’ora ha finalmente chiarito l’incipit narrativo del gioco: Vi, il mercenario fuorilegge che interpreteremo ha in qualche modo acquisito il possesso di un biochip che nasconde il segreto dell’immortalità, mentre siamo infestati nei nostri circuiti neurali dal fantasma di Johnny Silverhand, interpretato appunto da Kenau Reeves, che sarà il nostro compagno per tutta l’avventura. Cyberpunk punta ad essere il GDR definitivo, e lo fa prendendo tutti gli elementi che hanno caratterizzato altri titoli simili portandoli però ad un livello di accuratezza e perfezione mai raggiunti prima. Nonostante ci sia la possibilità di giocare con due personaggi progenerati di sesso opposto, un’occhiata al sistema di creazione del nostro alter ego ci ha fatto venire immediatamente voglia di creare il nostro mercenario, data la quantità di opzioni disponibili, decisamente maggiori rispetto a quelle viste lo scorso anno. Anche il sistema di progressione si basa esattamente su quello del gioco di ruolo pen and paper, salvo poi fornirci tutta una serie di abilità da acquisire a nostro piacimento, facendoci creare il personaggio che più si adatta al nostro stile, sia questo più legato all’azione, al dialogo, all’hacking o un mix di questi. Nello specifico della demo, gli sviluppatori hanno continuato a cambiare tra due personaggi pregenerati, uno più fisico, mentre l’altro sviluppato più sull’hacking.

Lo scopo della demo era quello di mostrare le possibilità di Cyberpunk 2077 come gioco di ruolo, dove l’interpretazione del proprio personaggio è importante tanto quanto la sua forza combattiva. Senza entrare troppo nel dettaglio della trama, si trattava di una missione di infiltrazione in un centro commerciale abbandonato per recuperare informazioni vitali alla gang dei Vodoo, un gruppo di potentissimi hacker. La prima parte era improntata più sul dialogo e la contrattazione, dove il sistema di dialogo molto simile a quello già utilizzato per The Witcher ha evidenziato anche la presenza di linee di testo selezionabili solo se si possiedono determinati punti in una caratteristica o se si ha affinità con un determinato ambiente (anche questo da scegliere in fase di creazione di personaggio). Saranno presenti anche qui scelte in game e di dialogo da effettuare entro un certo limite di tempo, facendovi prendere decisioni d’istinto, esattamente come se vi trovaste in quella stessa situazione. Il trasporto verso il luogo della missione ci ha rivelato la presenza di ulteriori mezzi di trasporto oltre alla già conosciuta automobile, permettendoci così di inforcare una motocicletta il cui design strizzava l’occhio a quella di Akira, altro grande capolavoro cyberpunk. Il sistema di guida è sembrato abbastanza solido, anche se non abbiamo approfondito moltissimo.

Una volta arrivati al nostro obbiettivo e individuato il leader nemico, abbiamo potuto finalmente avere un assaggio approfondito delle possibilità offerte dal gioco. Oltre ovviamente alla possibilità di proseguire in maniera stealth, sfruttare l’hacking può aprire molte più strade di quante non pensassimo, anche in combattimento. In un mondo in cui praticamente tutti portano degli impianti cibernetici, diventano tutti potenziali vittime di hacker più esperti e senza scrupoli. Vi non sarà da meno, riuscendo ad esempio a prendere il controllo degli arti avversari e a muoverli a piacimento. Provate ad immaginare cosa succedere se uno di questi altri impugna una pistola. Se invece si decide di optare per una build più fisica, si potrà essere più resistenti ai proiettili, più veloci e forti, con tanto di porte sfondate a mani nude in grado di aprire altre strade. Le opzioni sono innumerevoli, e a quanto visto, in Cyberpunk si potrà fare qualsiasi cosa, anche completare il gioco senza uccidere nessuno; in questo i paragoni con Deus Ex si sprecano, permettendo però al giocatore ancora maggiore libertà. Dagli scontri a fuoco che abbiamo visto, sia Vi che i nemici hanno a disposizione numerosissime opzioni di attacco e di difesa, con tanto di scatti repentini per schivare e la possibilità di utilizzare nemici svenuti come scudi umani. Abbiamo anche visto in azione una nuova arma, una sorta di lazo laser in grado di fare a pezzi i nemici con un colpo. Potrebbero sorgere dei dubbi sulla difficoltà dei combattimenti, ma una volta visto cosa sono in grado di fare i nemici, questa nostra preoccupazione è scemata repentinamente. Al termine della sezione di combattimento abbiamo assistito a quella che a tutti gli effetti era una mini boss fight, dove bisognava scovare il punto debole della gigantesca capa della banda degli Animals per metterla fuori combattimento. Gli sviluppatori ci hanno assicurato che i modi per sconfiggere anche questo particolare tipo di nemico sono molteplici e tutti adattabili allo stile del giocatore.

Il passo avanti fatto ulteriore fatto da Cyberpunk quest’anno riguarda il suo comparto tecnico e visivo. La qualità grafica è impressionante per essere un lavoro ancora in sviluppo, tanto da rasentare il fotorealismo, ma è con la direzione artistica che si toccano delle vette finora mai raggiunte. Cyberpunk 2077 è uno spettacolo per gli occhi, e restituisce a schermo una Night City sempre viva ricca di contrasti. Il nuovo quartiere dove era ambientata la presentazione, chiamato Pacifica, era del tutto diverso da quello dello scorso anno, molto più simile all’immaginario collettivo e “classico” del retrofuturo cyberpunk. Pacifica invece è un decadente micro universo che rasenta il ghetto, dove di giorno masse brulicanti di persone invadono le sue strade e piazze alla ricerca di fortuna e la notte le bande criminali più potenti sfidano il dominio delle corporazioni. Cyberpunk non è un gioco che si risparmia sui pugni allo stomaco e lo si evince da subito con la sua rappresentazione della città, anch’essa protagonista delle avventure di Vi: corrotta, malata, inquietante ed enorme il tutto condito da una colonna sonora synthwave incredibile ed originale.

Con i passi avanti fatti in questo anno, Cyberpunk 2077 si appresta a diventare il punto massimo dei giochi di ruolo occidentali. Non un singolo elemento sembra essere fuori posto, nulla sembra essere stato lasciato al caso e CdProjekt Red sta sfruttando tutta la sua esperienza per regalare ai fan il gioco definitivo. Se ci riusciranno effettivamente sarà solo il tempo a dirlo, ma ci siamo terribilmente vicini. Attendiamo fiduciosi questo 16 Aprile 2020.

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