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E3 2017 | Cosa aspettarsi da Sony

E siamo giunti al momento di parlare di Sony in questa nostra rassegna dedicata alle consuete conferenze annuali che si terranno anche quest’anno in quel di Los Angeles in occasione dell’E3 2017. Quest’anno Sony ha un arduo compito, quello di mantenere alto il livello della conferenza 2017 con degli annunci che sappiano attirare l’attenzione di stampa e pubblico come già fece l’anno scorso con l’annuncio di un nuovo capitolo di God of War, di una nuova IP come Days Gone, di un nuovo gioco dedicato all’Arrampicamuri sviluppato da Insomniac, della remastered di Crash Bandicoot fino ad arrivare al primo enigmatico trailer dedicato al nuovo progetto di Kojima. Tutti elementi che durante il corso dell’intera conferenza non hanno fatto altro che far saltare sulla sedia i fan della casa nipponica, ma ad un anno di distanza molti dei giochi annunciati sono ancora in fase di sviluppo. Cosa ci aspettiamo quindi di vedere quest’anno?

Partiamo dalle cose facili: God of War, Days Gone, Detroit: Become Human. Ciascuno di questi titoli si era ritagliato un suo spazio durante la conferenza dell’anno scorso, mostrando anche delle porzioni di gameplay che, soprattutto per quanto riguarda God of War, hanno permesso di dare un’idea piuttosto definita di ciò che è la strada intrapresa dagli sviluppatori. Tuttavia nessuna data è stata fornita per i giochi in questione, demandando il discorso al 2017. A distanza di un anno Sony si ritrova per forza di cose a dover fornire qualche esclusiva first party per la sua console, soprattutto in previsione di qualche annuncio di rilevo da parte di Microsoft che accompagni la presentazione di Project Scorpio. È quindi lecito aspettarsi di rivedere dei nuovi video di gameplay ed avere nuove informazioni sui titoli che Sony si sta preparando a rilasciare, sperando che per ognuno di essi venga fornita se non una data di uscita almeno la corrispondente finestra di lancio. Sony ha però in serbo un altro titolo attesissimo in sviluppo da parte di uno dei suoi team interni: l’annuncio del secondo capitolo di The Last of Us, uno dei titoli più agognati dai fan di Sony. Siamo realisti: l’annuncio delle nuove avventure di Ellie Joel è avvenuto durante la PlayStation Experience tenutasi lo scorso dicembre con un video in CGI, ma all’epoca il progetto era nelle fasi preliminari della sua realizzazione. Dobbiamo quindi aspettare parecchio tempo prima che il progetto si concretizzi, ma forse proprio l’E3 potrebbe essere un’ottima occasione per svelare qualche ulteriore dettaglio ai fan affamati di informazioni, se non addirittura un primo gameplay trailer. Allo stesso modo anche per ciò che riguarda il progetto di Kojima, Death Stranding, non è il caso di farsi troppe illusioni: i lavori sono ancora in alto mare e conoscendo i tempi a volte biblici con i quali Kojima ha portato avanti i suoi progetti più grandi potremo ritenerci fortunati se durante la fiera di quest’anno riusciremo anche solo a scoprire quale sia la tipologia di gioco di Death Stranding.

Passando al lato hardware Sony ha parecchio da farsi perdonare. La tanto sbandierata PlayStation Pro, presentata l’anno scorso durante un evento dedicato, al momento riesce a dimostrare un hadware abbastanza buono da garantire maggiore stabilità nei giochi, soprattutto a livello di framerate, e migliori effetti grafici anche su schermi non 4K, ma la tanto sbandierata rivoluzione che questa mid-gen avrebbe dovuto portare non è stata poi così evidente. C’è da dire che molti dei giochi usciti negli ultimi mesi erano già in sviluppo da parecchio tempo ed è stato abbastanza evidente come le patch uscite dopo il rilascio di PS4 Pro non siano state realizzate con le dovute cure per poter funzionare a dovere sulla nuova configurazione, soprattutto per quello che riguarda i titoli di terze parti usciti su tutte le piattaforme, mentre alcuni first party come Horizon, che già presentava un comparto grafico di tutto rispetto, data anche la natura di esclusiva realizzata da uno studio interno di Sony ha saputo dare maggiori soddisfazioni ai possessori della versione potenziata della console. Rispetto a Scorpio, la PlayStation 4 Pro quasi certamente non sarà in grado di competere in termini di potenza o di scalabilità (stando alle parole di Phil Spencer, Scorpio sarà in grado di migliorare già nativamente sia i giochi Xbox One che quelli 360), pertanto per rendere il suo prodotto più appetibile Sony dovrà puntare sul fattore esclusive e su quello del prezzo: annunciare dal palgo della conferenza un God of War od un GT Sport realizzati per dare il massimo sulla PS4 Pro, magari proposti in bundle con la console durante il periodo natalizio ed un price cut di una cinquantina di euro sia sulla versione Slim che su quella Pro potrebbero permettere a Sony di mantenere il suo dominio sulla base installata, nonostante le contromisure adottate da Microsoft. Discorso similare anche per quanto riguarda il PlayStation VR: la periferica di Sony per la realtà virtuale al momento è alla ricerca di una vera e propria killer application che permetta di far valutare l’acquisto  a chi al momento non ha nessun interesse nell’investire i propri soldi in questa tecnologia e la speranza di chi vi scrive in quanto possessore del visore è che l’annuncio di un gioco del genere avvenga proprio durante questa conferenza, ridando vitalità ad una periferica che altrimenti rischia di essere abbandonata prematuramente.

Passando invece ad ipotesi costruite su basi meno solide, negli ultimi giorni si è parlato della presentazione di una nuova console portatile, un successore di quella sfortunata PSVita che non è riuscita a conquistare il pubblico occidentale. La conferenza losangeliana potrebbe essere un ottimo punto di partenza per il rilancio occidentale all’insegna delle portatili Sony. Ovviamente è importante che Sony faccia tesoro dell’esperienza accumulata con PSVita e sia in grado di proporre nel lungo termine un congruo quantitativo di giochi che possano essere di qualsivoglia interesse per i non nippofili. Il lancio di Switch sul mercato e l’inesorabile avvicinarsi della fine del 3DS stanno lasciando un vuoto nel mondo degli handheld, mondo che però negli ultimi anni ha sofferto a causa dell’affermazione di smartphone e tablet come piattaforme di gioco. Al momento Nintendo Switch, a causa del suo prezzo, non è un prodotto che si addice a chi vorrebbe fruire di un’esperienza prettamente portatile e se Sony dovesse decidere di investire nuovamente in questo campo potrebbe trovare terreno fertile. L’importante è che Sony sia in grado di riconquistare la fiducia tradita di quegli acquirenti (soprattutto occidentali) che si sono lanciati con entusiasmo nell’acquisto di una PSVita per poi rimanerne insoddisfatti e che si ben guardano dall’effettuare un nuovo acquisto al buio. Infine un’appello a chi spera in una potenziale “versione Switch” della PS4, ovvero una console che permetta di giocare in mobilità al parco titoli dell’ammiraglia di Sony: non pensate che un prodotto del genere possa avere successo. Sono fermamente convinto che proporre una console portatile che non sia in grado di offrire un’esperienza varia e diversificata, adatta a tutte le fasce di età ma soprattutto differente da quella che può dare una qualsiasi piattaforma casalinga non potrà mai rappresentare un successo di vendite.

E soprattutto, ve ne prego, datemi un nuovo InFamous.