La pubblicazione di nuovi documenti legati al caso Jeffrey Epstein sta facendo emergere accuse che coinvolgono figure di primo piano dell’industria videoludica. Tra i nomi citati compaiono Leslie Benzies e Sam Houser, due dei fondatori storici di Rockstar Games. Le accuse provengono da una delle vittime riconosciute del sistema di traffico sessuale orchestrato da Epstein e Ghislaine Maxwell. Si tratta di dichiarazioni contenute in atti ufficiali, ma che al momento non hanno prodotto conseguenze giudiziarie, con il caso che ha già acceso un forte dibattito pubblico.
Insider Gaming segnala che i documenti in questione fanno parte di una recente pubblicazione del Dipartimento di Giustizia statunitense, che ha reso accessibili milioni di pagine legate alle indagini su Jeffrey Epstein. All’interno di un fascicolo di 62 pagine, a pagina 38, compare una testimonianza scritta da Sarah Ransome, vittima confermata del traffico di esseri umani gestito da Epstein e Maxwell nei primi anni Duemila.
Nella sua dichiarazione, Ransome afferma di essere stata vittima di abusi sessuali nel 2006 e sostiene che, durante una relazione personale, Leslie Benzies l’avrebbe aggredita sessualmente. Nello stesso testo, la donna chiama in causa anche Sam Houser, affermando che fosse a conoscenza di quanto stava accadendo, pur senza descrivere un suo coinvolgimento diretto negli abusi. Le accuse vengono riportate come parte di una lista di potenziali testimoni che Ransome intende citare in una causa ancora aperta contro l’FBI e il governo degli Stati Uniti.
È fondamentale sottolineare che la presenza dei nomi di Benzies e Houser nei documenti deriva esclusivamente dal racconto personale della testimone. I file non stabiliscono un collegamento diretto tra i due e Jeffrey Epstein, né li associano formalmente ai reati per cui Epstein e Maxwell sono stati condannati o accusati. Inoltre, al momento non risultano indagini o procedimenti giudiziari avviati nei loro confronti.
Leslie Benzies ha lasciato Rockstar North nel 2016 e ha successivamente fondato lo studio Build a Rocket Boy, mentre Sam Houser ricopre tuttora un ruolo di vertice in Rockstar Games. Dopo la diffusione dei documenti, né i diretti interessati né le aziende coinvolte hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. La pubblicazione ha comunque riacceso l’attenzione sul caso Epstein e sulle modalità con cui i nomi delle vittime e degli accusati emergono nei documenti pubblici, spesso in assenza di riscontri giudiziari immediati.
Archiviata questa novità, ricordiamo che GTA 6 potrebbe non avere una versione fisica al lancio.
