Dragon Ball: Sparking! Zero fa il suo debutto su Nintendo Switch 2, riportando con sé un sistema di controlli pensato appositamente per i sensori di movimento dei JoyCon. A diciassette anni di distanza da Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3 su Wii, la serie di picchiaduro arena dedicata all’opera del compianto Akira Toriyama torna finalmente su una console Nintendo, e l’effetto nostalgia è fortissimo: le sensazioni ricordano da vicino quelle provate ai tempi dei Wii Remote.
Nonostante l’hardware di Switch 2 non possa competere con PS5 e Xbox Series, Nintendo punta ancora una volta sul fattore immersivo per offrire un’esperienza di gioco più immediata e divertente. Sviluppato da Spike Chunsoft, l’enciclopedia a cazzotti di Dragon Ball torna più completa che mai, con la promessa di far faville anche sulla nuova ammiraglia di Kyoto. Riuscirà davvero a farci dimenticare il gap tecnologico rispetto alle altre console e a mantenere intatta la sua aura da “principe dei picchiaduro arena”? Scopriamolo insieme nella nostra recensione di Dragon Ball: Sparking! Zero per Nintendo Switch 2!
Sparking! Da zero a cento

Avevamo già parlato di Dragon Ball: Sparking! Zero nella nostra recensione delle versioni PS5 e Xbox, dove ci aveva convinti pienamente grazie all’enorme quantità di contenuti (dal celebre Z fino al più recente Dragon Ball Super) e a una spiccata vena arcade che, pur rinunciando a parte della profondità competitiva, lo rendeva perfetto per una serata tra amici.
Il gioco, oltre ai classici incontri veloci con oltre 180 personaggi selezionabili, propone anche diverse campagne dedicate ai protagonisti principali, ognuna con le tappe più significative della loro storia e con alcuni momenti “what if?” che permettono di esplorare scenari alternativi rispetto al canone di manga e anime. L’offerta è completata da una robusta modalità online competitiva, tra le più longeve del genere.
Tutto questo ritorna su Switch 2, arricchito da un nuovo sistema di controlli ridisegnato per sfruttare appieno le potenzialità dei JoyCon, in maniera non troppo dissimile da quanto visto ai tempi del Wii. Collegando la console al televisore, potrete infatti mimare le iconiche pose dei guerrieri Z per scatenare le loro mosse più famose, senza ricorrere ai tradizionali tasti.
Lo stile dei Saiyan

Scuotendo il JoyCon sinistro potrete sferrare attacchi base, mentre con quello destro lancerete colpi di energia. Per utilizzare invece le tecniche più complesse vi basterà tenere premuto ZR ed eseguire le gesture indicate accanto a ciascuna mossa. I movimenti riproducono in modo intuitivo quelli iconici dell’anime: per una Kamehameha, ad esempio, bisognerà portare il JoyCon destro verso il basso e muovere quello sinistro verso destra.
Come già accadeva su Wii, il gioco non richiede movimenti perfetti: anche piccoli gesti sono sufficienti per attivare le abilità, ma vi accorgerete presto che vi verrà naturale mettervi nelle classiche pose di Goku, Vegeta, Piccolo e compagni. Il risultato è, prevedibilmente, divertentissimo.
La forza del franchise di Dragon Ball risiede anche nella riconoscibilità delle sue tecniche, e questo rende la serie Sparking! una delle migliori candidate per un sistema di controllo basato sul movimento.
It’s under 9000?

Veniamo ora alla domanda più attesa: come gira Dragon Ball: Sparking! Zero su Switch 2?
Dal punto di vista tecnico, la versione per la nuova console Nintendo raggiunge una risoluzione dinamica di 810p, sia in modalità docked che portatile. Il framerate, bloccato a 30 FPS, potrebbe far storcere il naso a chi si aspettava maggiore fluidità, ma resta stabile e giocabile anche nelle situazioni più concitate. Confermato inoltre il supporto HDR.
Pur con questi limiti, il titolo riesce comunque a mantenere un’ottima resa visiva. Le texture sono leggermente meno definite e i colori un po’ meno brillanti rispetto alle controparti su PS5 e Xbox Series, ma sullo schermo di Switch 2 l’effetto resta spettacolare. Le differenze si notano soprattutto nelle sequenze filmate tra i capitoli delle campagne, ma l’esperienza complessiva è più che godibile.
Meno comprensibile, invece, è la decisione di rinviare al prossimo maggio i DLC già disponibili sulle altre piattaforme, che includono personaggi e scenari tratti da Dragon Ball Super Hero e Dragon Ball Daima. Anche i possessori delle edizioni Deluxe e Ultimate dovranno attendere diversi mesi per accedere ai contenuti aggiuntivi: una scelta inspiegabile che penalizza i fan Nintendo.
Sul fronte multiplayer, invece, arrivano ottime notizie: la versione Switch 2 consente di giocare in locale fino a 6 giocatori sulla stessa console, naturalmente in split-screen. Un vantaggio notevole rispetto alle altre versioni e una conferma del punto di forza storico di Nintendo: l’esperienza condivisa sullo stesso divano, perfetta per sfide in compagnia.
In conclusione

Tirando le somme, se già possedete Dragon Ball: Sparking! Zero su altre piattaforme, difficilmente troverete un vero motivo per riacquistarlo su Switch 2. Se invece avete atteso questa versione, o se la console Nintendo è la vostra piattaforma principale, troverete un titolo ricchissimo, esplosivo e sorprendentemente ben ottimizzato, che sacrifica poco in termini di prestazioni pur di offrire un’esperienza completa e portatile.
La recensione in breve
Il nuovo sistema di controllo che sfrutta i JoyCon e il multiplayer locale fino a sei giocatori sono due aggiunte riuscite che compensano, almeno in parte, i limiti tecnici e la mancanza dei DLC al lancio. Non sarà la versione definitiva del gioco, ma è senza dubbio la più accessibile e conviviale, quella perfetta per rivivere la magia di Dragon Ball tra amici. Dragon Ball: Sparking! Zero approda quindi su Switch 2 con tutta la sua energia, offrendo una valanga di personaggi, arene e modalità. Pur dovendo scendere a compromessi sul piano tecnico, questa edizione riesce a incarnare lo spirito più autentico della saga: immediata, spettacolare e divertente.
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Voto Game-eXperience
